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Terre rare, una risorsa strategica per l’Europa

Come è ampiamente noto i metalli rari rappresentano un insieme di metalli presenti nella crosta terrestre, ma che prendono la denominazione di “rari” perché la loro concentrazione è debole, rendendo complicata la loro estrazione.

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 Si possono menzionare il cobalto, il gallio o terre rare che designano un insieme di 17 metalli (scandio, ittrio e lantanidi). Dietro questi nomi complessi si trova una delle chiavi per conseguire la sovranità economica . Utilizzati in particolare per le telecomunicazioni o altre apparecchiature elettroniche, questi minerali sono necessari nei settori dell’armamento, della transizione ecologica, dell’industria o dell’aeronautica.

L’OCSE, in un rapporto pubblicato nel mese di febbraio 2019, sottolinea che il consumo di metalli rari aumenterà da 7 a 19 miliardi di tonnellate nel 2062. Questo è il risultato di due fenomeni visibili: l’aumento della popolazione mondiale e l’arrivo di centinaia di milioni di nuovi consumatori, in particolare in India e più in generale in Africa. È quindi probabile che la fornitura di determinati metalli sia sempre più limitata.

La fornitura di metalli rari è oggi limitata da numerosi imperativi, geopolitici ed economici.
vincoli geopolitici possono essere spiegati in particolare dal basso numero di Stati produttori. Comprendono principalmente la Cina, ma anche il Brasile, l’India, il Vietnam e gli Stati Uniti. Alcuni paesi, che erano precedentemente dei produttori, hanno deciso di chiudere le loro industrie estrattive per motivi di salute pubblica (nel 2017 El Salvador ha vietato l’estrazione di qualsiasi minerale); altri hanno deciso un embargo sulle esportazioni come l’Indonesia nel 2014.


Ma anche le aziende hanno espresso viva preoccupazione. A tale riguardo, la compagnia Airbus si è trovata in una grande difficoltà di approvvigionamento: la situazione in Ucraina ha provocato una battuta d’arresto nel commercio con una delle più grandi raffinerie di allumina russa. Essendo l’alluminio un metallo fondamentale nella produzione di aerei, queste tensioni geopolitiche hanno danneggiato la fornitura di Airbus.

La fornitura di metalli dipende anche dal prezzo del materiale, che non è sempre fissato in base al rapporto tra domanda e offerta. Così la Cina ,attraverso la sua posizione monopolistica e nel contesto di una guerra economica globale ,vende le sue risorse ai suoi clienti stranieri, per un prezzo superiore del 20% rispetto al prezzo nazionale. Solo grazie ad una denuncia presentata all’OMC dagli Stati Uniti nel 2016 ha corretto questa situazione.

L’evoluzione globale della domanda, in particolare a causa della transizione energetica e dell’aumento della popolazione mondiale, rende necessario un approvvigionamento sostenibile di metalli rari. In tale contesto la Francia, proprio allo scopo di salvaguardare la propria sovranità, sta adottando una strategia per sostenere le sue importazioni e sviluppare la propria produzione partendo da alcune precise valutazioni utili anche per il nostro paese.
Infatti la produzione mineraria sollevi diversi problemi:

  1. Questioni economiche: alcuni territori si affidano alla miniera per sviluppare la loro attività economica.
  2. Questioni sociali: i conflitti sociali possono esplodere quando l’attività minerarie entra in contraddizione con la cultura autoctona.L’ONU ,per esempio,ha condannato la Francia per l’estrazione sulla Guyana perché non rispetta le tradizioni ancestrali delle popolazioni locali.
  3. Questioni ambientali: i dipartimenti e le regioni d’oltremare rappresentano l’87% della biodiversità della Francia.

Lo Stato sarà costretto a scegliere tra due risorse: quelle delle miniere e quella risultante dalla protezione dell’ambiente (le risorse biologiche marine sono una risorsa chiave che può essere utilizzata a lungo termine).
Ad esempio, la Nuova Caledonia ha estratto il nickel per 150 anni ma le attuali operazioni minerarie possono sollevare polveri nocive per la conservazione delle lagune della Nuova Caledonia che sono indicate come patrimonio mondiale dell’UNESCO. Proprio per questo la Francia non solo intende assicurarsi le forniture di terre rare ,anche attraverso il Commissariato dei metalli strategici, ma anche riciclare i metalli rari e contrastare l’obsolescenza programmata. Inoltre, dal punto di vista geologico ,non dobbiamo trascurare il fatto che in Europa è difficile trovare miniere di metalli rari o terre rare, anche se ci sono ampie risorse in Austria o Svezia. Tenendo conto che oramai è sempre più difficile persuadere la società civile ad accettare miniere sul proprio territorio la Francia sta valutando l’opportunità di modificare i codici minerari per adattarli alle nuove esigenze di autonomia e indipendenza economica.

Questo articolo è stato pubblicato qui

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