Laureata in Scienze della Comunicazione presso La Sapienza di Roma con una tesi sperimentale relativa all’impatto sul web degli attentati terroristici di New York, Madrid e Londra, da sempre ho cercato di coniugare l’aspetto comunicativo con quello sociale. Da qui le qualifiche professionali come Manager Sociale ed Addetto Stampa, apparentemente così lontane ma nei fatti così vicine. Sono proprio questi due aspetti che da un punto di vista lavorativo hanno caratterizzato gli anni post lauream. Oltre alla gestione di un ufficio stampa di un’associazione di categoria del mondo cooperativo, mi sono occupata di progettazione sociale, redigendo progetti di sviluppo e di rete per piccole e medie imprese in occasione di bandi di gara, avvisi pubblici e leggi di finanziamento. Da sempre sono appassionata di cultura popolare, passione che ho coltivato anche durante il mio anno di servizio civile presso l’ufficio servizi sociali del comune di Canale Monterano, nel quale ho avuto l’onore di conoscere la storia di vita di alcuni “nonni” del paese. Suono la fisarmonica ed adoro passeggiare nella natura alla scoperta di angoli sconosciuti ai più, stessa logica che mi spinge a fare viaggi “auto-organizzati”, magari meno pensati ma sicuramente più vissuti. Nel 2008 concretizzo una delle mie tante idee, costituendo, insieme ad altri tre soci la cooperativa sociale Lymph@ che anche oggi ho l’onore di presiedere e che si occupa di archeologia, comunicazione ed ambiente: un modo concreto per dare sfogo alla fantasia ed alla voglia di fare che da sempre mi caratterizzano.
Salve Sig. Di Persio, rispetto la sua opinione ma onestamente non credo che quella che propone sia LA soluzione del problema. La valenza e l’incidenza che oggi hanno i partiti nel nostro vivere quotidiano è praticamente nulla...nonostante questo viviamo e cresciamo con diffidenza verso tutto e tutti. Questa cosa personalmente mi spaventa anche perché non ne vedo un’evoluzione in senso positivo. Grazie di avere letto l’articolo e di avere lasciato un commento. Buona giornata
Ci mancherebbe! Ognuno è libero di manifestare la propria opinione ed ovviamente anche di dissentire. Grazie comunque ancora per i suoi commenti e ribadisco che mi dispiaccio se quanto scritto ha solo minimamente offeso lei o altri lettori. Buona serata
Salve e grazie anche a lei di avere letto l’articolo. Ciò che ho scritto non ha alcun valore scientifico e non voleva e non vuole certo dare indicazioni di tipo diagnostico che come avrà potuto leggere non sono minimamente accennate. L’articolo nasce dalle emozioni provate dopo avere ascoltato quelle due notizie: Brittany ha deciso di togliersi la vita, la Sig.ra Marchesini invece non ha interrotto la sua carriera artistica ma ha continuato a vivere la sua vita di artista nonostante la malattia. Mi spiace se con ciò che ho scritto ho urtato la sensibilità di qualcuno ma non era certo mia intensione. Non c’è alcun paragone clinico tra le due malattie ma solamente la voglia di sottolineare che l’essere umano ha delle reazioni che sono proprie e diverse e come tali vanno comunque sempre rispettate. Buona serata
Salve ed in primis grazie a lei di avere letto l’articolo e di avermi consigliato uno spazio di approfondimento. Entro subito in merito al commento da lei postato dicendole che sono rammaricata se quanto ho scritto ha urtato lei o altre persone: non era certo mia intenzione. Come avrà sicuramente avuto modo di constatare non c’è alcun riferimento ai sintomi di entrambi le malattie e la scelta non è stata casuale ma fortemente voluta.
Il mio non era un commento medico, né etico: era semplicemente una riflessione a voce alta in merito a due modi di vivere la malattia.
Brittany ha scelto materialmente di morire, la signora Marchesini fortunatamente non è afflitta da una malattia di quella tipologia ma ha fatto una scelta di vita artistica ben precisa: sono molti gli artisti che malati si ritirano a vita privata, lei, in questo senso, ha scelto di vivere e di non nascondersi ma anzi di continuare il suo lavoro.
Queste notizie ascoltate praticamente simultaneamente hanno generato in me quella riflessione che, ripeto, non voleva avere nulla di offensivo ma voleva solamente portare l’accento sulla diversità di comportamento che ognuno di noi manifesta in situazioni di estrema difficoltà. Buona serata