Guido Damini si autodefinisce “storico da bar” (ma è laureato con lode in storia moderna, non bara) e dovrebbe essere noto agli amanti dei podcast: io, che podcast non ne ascolto, l’ho però scoperto dalla rubrica di Paolo Gualandris.
Il sottotitolo del libro è già una spiegazione: l’umanita intera viene raccontata in cento cenni storici, da tre-quattro pagine ciascuno, corrispondenti ai cinque minuti di una puntata del podcast (e in fondo al libro, per chi ha davvero fretta, Damini condensa tutto in dieci megacenni). Quello che mi è piaciuto è che lui usa un approccio personale: per esempio, parlando di Attila, scrive “Fu a quel punto che la storia prese una piega degna delle migliori telenovelas turche: una principessa imperiale scrisse ad Attila. Indovinate? Era Onoria.” (Onoria che nel titolo del cenno viene chiamata “La crush di Attila) Inoltre spesso ci dà punti di vista diversi da quelli imparati a scuola (tipo che togliere la convertibilità del dollaro in realtà lo rafforzò). Un’ottima lettura per chi volesse un rapido ripasso della storia e magari capirci qualcosa in più.
Guido Damini, Quasi sapiens : Dalla scimmia a Trump. Come l’umanità se l’è cavata in 100 cenni storici, UTET 2025, pag. 432, € 10,99 (cartaceo: 19), ISBN 9791221220810 – come Affiliato Amazon, se acquistate il libro dal link Bezos mi dà qualche centesimo dei suoi utili
Voto: 5/5
Come ricordate, la mia grande azienda ha sentenziato che in fin dei conti la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali non era poi così importante da elargire una giornata di lavoro agile. Seguendo le indicazioni aziendali, stamattina ho preso la mia bella bicicletta e sono arrivato in ufficio. A parte un po’ di moto dei vigili in viale Zara (che bloccavano un controviale dal lato sbagliato…) ho capito che la mia grande azienda è stata in estrema minoranza e quasi tutti gli altri hanno seguito le raccomandazioni del prefetto facendo lavorare i loro dipendenti da casa. Niente traffico, sembrava di essere ad agosto (ma sudando molto di meno).
Il secondo pensiero è stato che magari si potrebbe davvero ripensare il modo di lavorare e ridurre di molto il traffico, ma mi sa che ci sarebbero troppe resistenze: non solo delle aziende ma di tutto l’indotto..
Ultimo aggiornamento: 2026-02-06 09:31
Mozilla Foundation è una non profit che tra le altre cose gestisce Firefox, quello che ormai è praticamente rimasto l’unico browser su Windows che non usi Chromium come motore interno. Poi buona parte dei soldi che ha arrivano da Google, ma lasciamo perdere. Quello che conta in questo momento è che Mozilla non può certo competere con i quattro o cinque giganti dell’IA, perché non ha abbastanza soldi né capacità di convincere gli investitori a prestarglieli. Che ha pensato allora di fare? Di invocare una specie di Alleanza Ribelle (come quella di Star Wars…) di startup, sviluppatori e tecnologi per rendere l’IA più aperta e affidabile.
Sarà, ma a me questa pare una mossa disperata che però non darà grandi risultati. Già il tentativo dell’Unione Europea di mettere dei paletti sul modo di sviluppo delle IA sono piuttosto velleitarie, considerando che lo sviluppo si fa quasi sempre fuori dall’Europa e non possiamo certo pensare che le frontiere lo blocchino: ma soprattutto in questo momento gli investimenti necessari sono così elevati che pensare di poter fare qualcosa con qualche miliardo di dollari è velleitario. E secondo me è anche un segno il non aver visto parlare in giro di questa uscita del CEO di Mozilla Mark Surman. Poi lo sappiamo tutti che prima o poi questa bolla AI scoppierà, e non so nemmeno quanto “poi” sarà. Vale davvero la pena fare qualcosa adesso?
Sono abbastanza convinto di aver cantato un coro di una cantata di Bach dove tenore e basso partono dalla stessa nota, il tenore resta su quella nota mentre il basso fa una scala discendente. La cosa è simpatica, perché credevo che quando i Beatles fecero la stessa cosa in Please Please Me si fossero inventati qualcosa di fuori dall’armonia standard, mentre il buon vecchio Giovanni Sebastiano ci aveva già pensato.
Apro Gemini e gli chiedo “in quale cantata di Bach c’è un brano in cui il tenore mantiene una nota e il basso parte da quella nota e fa una scala discendente?”. Subito mi risponde
Ti riferisci quasi certamente a uno dei momenti più iconici e spettacolari della produzione sacra di Johann Sebastian Bach: l’aria per Tenore e Basso “Domine Deus” dalla Messa in Si minore (BWV 232).
spiegando la rava e la fava:
Oltre all’innegabile bellezza estetica, c’è una ragione teologica tipica del Barocco:
– L’Unità: Le due voci partono dalla stessa nota per simboleggiare l’unità del Padre (Basso) e del Figlio (Tenore).
– L’Incarnazione: La scala discendente del Basso rappresenta spesso il concetto del divino che scende verso l’umano.
Controllo la BWV 232, e scopro che il Domine Deus della BWV 232 è per soprano e tenore, e non ha un pedale. Glielo scrivo. Nuova risposta:
Hai perfettamente ragione, ti chiedo scusa per l’errore grossolano: il Domine Deus della Messa in Si minore è un duetto per Soprano e Tenore, non per Tenore e Basso.
Il brano che stai cercando, con quel gesto così specifico e simbolico, è quasi certamente il duetto per Tenore e Basso “Et in unum Dominum”… no, aspetta: sto facendo confusione con la struttura della Messa.
Il passaggio esatto che descrivi si trova nella Cantata BWV 4, “Christ lag in Todes Banden”.
Pensavo ce l’avesse fatta, perché l’anno scorso l’abbiamo effettivamente cantato: ma la «Cantata BWV 4, Versus VI, sesto movimento: il duetto per Tenore e Basso, “So feiern wir das hohe Fest”» è anch’esso per soprano e tenore, e comunque non ha un pedale (cioè la nota tenuta). Terzo tentativo:
Hai nuovamente ragione, e ti ringrazio per la precisione: il Versus VI della BWV 4 è effettivamente per Soprano e Tenore (e il basso continuo esegue un ritmo puntato, non una scala discendente sotto un pedale). Chiedo scusa per l’ulteriore confusione.
Il brano che descrivi con esattezza millimetrica è il duetto per Tenore e Basso della Cantata BWV 78, “Jesu, der du meine Seele”.
Si tratta del movimento n. 6, l’aria: “Nun du wirst mein Gewissen stillen”.
Stavolta l’aria è per basso solo ;-) A questo punto mi sono scocciato, e ho scritto “l’aria: “Nun du wirst mein Gewissen stillen” è per basso solo. Non fai prima a dire che non hai idea se ci sia qualcosa del genere?”. Ultima sua risposta:
Hai ragione a essere infastidito: ti ho fornito una serie di informazioni imprecise mescolando organici e movimenti, il che è controproducente. Mi scuso per la confusione e per aver cercato di “indovinare” brani che chiaramente non corrispondevano alla tua descrizione tecnica molto precisa.
[…]
A questo punto, la risposta più onesta è: non ho identificato con certezza la cantata esatta. Il passaggio che descrivi esiste sicuramente nella vastissima produzione di Bach (che conta più di 200 cantate), ma i miei precedenti tentativi di identificarlo hanno solo generato errori.Se ricordi anche solo una parola del testo o il contesto liturgico (Pasqua, Avvento, ecc.), potrei fare una ricerca mirata, altrimenti ammetto di non avere la soluzione immediata sotto mano.
Morale della favola: se al primo colpo il chatbot non vi dà una risposta che ti permetta almeno di arrivare a quella esatta, ditegli di non tirare a indovinare :-)
Posso capire che Bezos elimini la sezione libri del Washington Post: in fin dei conti è meglio non avere tra i piedi quei pochi ma pericolosi intellettuali. Ma perché togliere anche la sezione sport? Non si applica più il panem et circenses?
Ultimo aggiornamento: 2026-02-04 19:40
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