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COMUNICATO STAMPA
Il Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti denuncia con forza una grave discriminazione che continua a colpire migliaia di lavoratrici e lavoratori della scuola italiana: la mancata introduzione dei buoni pasto per docenti e personale ATA.
Ad oggi, dopo anni di richieste, mobilitazioni e atti parlamentari, questo diritto resta ancora senza riconoscimento. Il personale scolastico rientra tra le poche categorie della Pubblica Amministrazione prive di uno strumento che altrove risulta ormai consolidato.
Allo stesso tempo il Governo continua a rinviare decisioni concrete, da tempo richieste, evitando di inserire la misura tra le priorità politiche. Parliamo di lavoratori che garantiscono ogni giorno il funzionamento della scuola pubblica, spesso oltre l’orario formale di servizio, tra attività didattiche, amministrative e responsabilità crescenti.
A queste donne e uomini viene negato un diritto essenziale: quello a una pausa dignitosa durante la giornata lavorativa. I buoni pasto rappresentano uno strumento di welfare. Sono riconosciuti dalla normativa come servizio sostitutivo della mensa e risultano diffusi in gran parte del pubblico impiego. La loro assenza proprio nel comparto scuola produce una disparità ingiusta e incomprensibile.
Questa situazione determina una evidente violazione del principio di pari dignità tra lavoratori. Esistono diritti uguali per tutti. La scuola si regge ancora sul sacrificio quotidiano del proprio personale.
Noi affermiamo con chiarezza: il lavoro nella scuola è lavoro vero. Come tale merita rispetto, tutela e valorizzazione. Chiediamo al Governo e alle istituzioni competenti un intervento immediato, con l’inserimento del riconoscimento dei buoni pasto nel prossimo contratto collettivo nazionale della scuola. Al tempo stesso richiamiamo un principio sacrosanto per tutti i dipendenti PA e cioè che questi buoni rappresentano comunque un palliativo rispetto ad un aumento dello stipendio legato all’inflazione, sempre maggiore, così da avere “una retribuzione sufficiente a garantire un’esistenza libera e dignitosa” (Cost. Art. 36) visto che i buoni pasto non vengono poi calcolati ai fini pensionistici.
Il tutto rappresenta una umiliazione del ruolo del lavoratore soprattutto di quelle fasce più deboli e precarie.
Si tratta di un atto di giustizia. Restituire dignità al personale scolastico significa rafforzare l’intero sistema educativo del Paese. Senza rispetto e dignità per il ruolo di chi lavora nella scuola, come richiamato più volte da Gaetano Salvemini nelle sue opere, il futuro della Scuola pubblica resta più nebuloso e in costante pericolo di fronte a privatizzazioni sempre più pervasive.
Comitato Direttivo Nazionale Partito del Sud–Meridionalisti Progressisti
Comunicato del Circolo del Partito del Sud – Lombardia
(a firma di Mario Garofalo, Coordinatore regionale Lombardia del Partito
del Sud – Meridionalisti Progressisti)
È ora di dirlo con chiarezza: la Lombardia, presentata da decenni come
modello di efficienza e “buon governo del Nord”, è oggi una delle regioni
italiane dove la precarietà nel settore pubblico – a cominciare dalla scuola –
ha raggiunto livelli intollerabili.
Migliaia di cattedre scoperte, docenti costretti a trasferirsi di provincia in
provincia, contratti a tempo determinato che si rinnovano ogni anno: ecco la
realtà nascosta dietro la retorica dei primati lombardi.
Le recenti misure legate al PNRR e le scelte del governo centrale confermano purtroppo una linea fallimentare. Si parla di modernizzazione, si continuano a tagliare risorse e opportunità di stabilizzazione. Si tutelano solo formalmente idonei e sovrannumerari, lasciando irrisolto il vero nodo: la mancanza di un piano strutturale di reclutamento e valorizzazione del personale.
Per il Partito del Sud e per Mario Garofalo, questa è una questione di
contratti e stipendi: è il riflesso di uno squilibrio territoriale e di potere.
La Lombardia è il Nord “che produce per mantenere il Sud”, come certa
propaganda vuole far credere. È, piuttosto, un territorio che subisce gli
stessi meccanismi di disuguaglianza e sfruttamento imposti da un modello
neoliberista che usa scuola e lavoro pubblico come serbatoi di precarietà.
Nel mondo dell’istruzione, l’assenza di indennità territoriali per chi lavora lontano da casa e il costo della vita in costante aumento stanno svuotando le scuole anche qui. Si reclutano insegnanti dal Sud senza garantire loro tutele, e poi li si abbandona. È lo stesso meccanismo che spinge i giovani meridionali all’emigrazione: il problema è unico, cambia solo la geografia.
Mentre a Milano si celebrano le “eccellenze” e si investe nei campus
privati, nelle periferie e nei comuni più poveri crescono le disuguaglianze
educative e sociali.
Questa è la Lombardia reale: un laboratorio di precarietà, di efficienza.
Il Partito del Sud – Circolo Lombardia denuncia con forza questa ipocrisia e chiede:
• Un piano straordinario di assunzioni nella scuola, con stabilizzazione
immediata dei precari;
• Indennità per il lavoro fuori sede, commisurate al costo della vita lombardo;
• Risorse vere per formazione e retribuzione del personale educativo;
• Un riequilibrio dei finanziamenti pubblici per garantire piena parità
territoriale tra Nord e Sud.
Come ricorda sempre Mario Garofalo, “esiste un Nord che sta bene e un Sud che chiede: esiste un’Italia intera impoverita da decenni di politiche centraliste e neoliberiste, che vanno rovesciate a partire proprio dove il mito del modello settentrionale si è trasformato in precarietà di massa.”
Per una scuola pubblica equa.
Per un Paese unito nella giustizia sociale.
Dal Sud al Nord, cambiamo direzione.
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Comunicato del Circolo del Partito del Sud – Lombardia
(a firma di Mario Garofalo, Coordinatore regionale Lombardia del Partito
del Sud – Meridionalisti Progressisti)
È ora di dirlo con chiarezza: la Lombardia, presentata da decenni come
modello di efficienza e “buon governo del Nord”, è oggi una delle regioni
italiane dove la precarietà nel settore pubblico – a cominciare dalla scuola –
ha raggiunto livelli intollerabili.
Migliaia di cattedre scoperte, docenti costretti a trasferirsi di provincia in
provincia, contratti a tempo determinato che si rinnovano ogni anno: ecco la
realtà nascosta dietro la retorica dei primati lombardi.
Le recenti misure legate al PNRR e le scelte del governo centrale confermano purtroppo una linea fallimentare. Si parla di modernizzazione, si continuano a tagliare risorse e opportunità di stabilizzazione. Si tutelano solo formalmente idonei e sovrannumerari, lasciando irrisolto il vero nodo: la mancanza di un piano strutturale di reclutamento e valorizzazione del personale.
Per il Partito del Sud e per Mario Garofalo, questa è una questione di
contratti e stipendi: è il riflesso di uno squilibrio territoriale e di potere.
La Lombardia è il Nord “che produce per mantenere il Sud”, come certa
propaganda vuole far credere. È, piuttosto, un territorio che subisce gli
stessi meccanismi di disuguaglianza e sfruttamento imposti da un modello
neoliberista che usa scuola e lavoro pubblico come serbatoi di precarietà.
Nel mondo dell’istruzione, l’assenza di indennità territoriali per chi lavora lontano da casa e il costo della vita in costante aumento stanno svuotando le scuole anche qui. Si reclutano insegnanti dal Sud senza garantire loro tutele, e poi li si abbandona. È lo stesso meccanismo che spinge i giovani meridionali all’emigrazione: il problema è unico, cambia solo la geografia.
Mentre a Milano si celebrano le “eccellenze” e si investe nei campus
privati, nelle periferie e nei comuni più poveri crescono le disuguaglianze
educative e sociali.
Questa è la Lombardia reale: un laboratorio di precarietà, di efficienza.
Il Partito del Sud – Circolo Lombardia denuncia con forza questa ipocrisia e chiede:
• Un piano straordinario di assunzioni nella scuola, con stabilizzazione
immediata dei precari;
• Indennità per il lavoro fuori sede, commisurate al costo della vita lombardo;
• Risorse vere per formazione e retribuzione del personale educativo;
• Un riequilibrio dei finanziamenti pubblici per garantire piena parità
territoriale tra Nord e Sud.
Come ricorda sempre Mario Garofalo, “esiste un Nord che sta bene e un Sud che chiede: esiste un’Italia intera impoverita da decenni di politiche centraliste e neoliberiste, che vanno rovesciate a partire proprio dove il mito del modello settentrionale si è trasformato in precarietà di massa.”
Per una scuola pubblica equa.
Per un Paese unito nella giustizia sociale.
Dal Sud al Nord, cambiamo direzione.
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Quaderni Meridionali, rivista impegnata nella lettura critica del Mezzogiorno e delle sue trasformazioni sociali, promuove un incontro dedicato a "Terra matta" di Vincenzo Rabito.
Quaderni Meridionali, rivista impegnata nella lettura critica del Mezzogiorno e delle sue trasformazioni sociali, promuove un incontro dedicato a "Terra matta" di Vincenzo Rabito.
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