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Il 2025 è stato l’anno della cosiddetta “job-pocalypse” dell’intelligenza artificiale. Secondo i dati della società di consulenza Challenger, Gray & Christmas, negli Stati Uniti sono stati annunciati oltre 1,17 milioni di licenziamenti complessivi nel corso dell’anno (il dato più alto dai tempi della pandemia), di cui almeno 55.000 sono stati attribuiti direttamente all’adozione dell’IA.
Tuttavia, uno studio condotto da Microsoft analizzando 200.000 interazioni reali con il sistema Copilot ha gettato una luce diversa sul futuro, individuando quali professioni sono “immuni” (o quasi) all’automazione digitale.
I risultati della ricerca ribaltano molti luoghi comuni. Se fino a pochi anni fa si pensava che i primi lavori a sparire sarebbero stati quelli manuali e “low-skill”, lo studio dimostra che sono proprio i professionisti che usano le mani, l’empatia e la destrezza fisica a essere più protetti.
Al contrario, i “knowledge workers” — come traduttori, programmatori, giornalisti e storici — si trovano in cima alla lista dei lavori più colpiti, con una sovrapposizione tra le loro attività e le capacità dell’IA che tocca il 98% nel caso di interpreti e traduttori.
Ecco i 5 lavori meno a rischio secondo Microsoft:
1. Flebotomisti Estrarre sangue richiede una sensibilità millimetrica e la capacità di reagire in tempo reale a pazienti agitati o vene difficili. Anche se esistono prototipi di robot che usano gli ultrasuoni, la fiducia del paziente in un essere umano rimane insostituibile.
2. Assistenti infermieristici (OSS) La cura della persona richiede un mix di forza fisica ed empatia che un’app non può scaricare. Lavare, nutrire o assistere un malato sono compiti costruiti su mille piccoli aggiustamenti istintivi e relazionali.+1
3. Addetti allo smaltimento di materiali pericolosi L’IA può modellare il rischio teorico, ma non può infilarsi una tuta protettiva e rimuovere fisicamente amianto o scorie tossiche in ambienti che cambiano ogni ora. Inoltre, il fattore “responsabilità legale” in caso di errore è un limite insuperabile per le macchine.
4. Imbianchini e Stuccatori Tenere un pennello o bilanciarsi su un’impalcatura preparando pareti irregolari richiede un adattamento costante all’ambiente fisico che l’IA non ha ancora minimamente masterizzato.
5. Imbalsamatori Un mestiere che unisce conoscenze anatomiche, manualità e un’estrema sensibilità emotiva nel trattare con le famiglie in lutto. È un lavoro dove l’intelligenza artificiale non ha letteralmente nulla da dire.
Lo studio di Microsoft suggerisce che avere una laurea non è più una garanzia contro l’automazione. Spesso sono proprio le posizioni entry-level dei lavori d’ufficio (marketing, copy, data analysis) a essere le più vulnerabili. Per chi spacca piastrelle, ripara motori o gestisce emergenze mediche, la “minaccia” dell’IA appare invece ancora molto lontana.
“L’AI non sostituisce la persona, ma demolisce la sua routine digitale,” commentano i ricercatori. “Il futuro appartiene a chi saprà integrare queste tecnologie o a chi svolge lavori che richiedono una presenza fisica reale.”
A pochi giorni dal suo 70° compleanno, Mel Gibson torna al centro della cronaca rosa. L’attore e la compagna Rosalind Ross (35 anni) hanno confermato ufficialmente la fine della loro relazione, durata quasi un decennio. La notizia, diffusa il 30 dicembre 2025 attraverso un comunicato congiunto a People, rivela però un retroscena inaspettato: la coppia si sarebbe separata in silenzio già da circa un anno.
Nonostante l’addio, i due hanno sottolineato come la priorità assoluta rimanga la serenità del figlio Lars, di 8 anni.
“Anche se è triste chiudere questo capitolo delle nostre vite, siamo benedetti da un figlio meraviglioso e continueremo a essere i migliori genitori possibili”, hanno dichiarato nel comunicato.
La coppia si era conosciuta nel 2014 e, nonostante la differenza di età di 34 anni, aveva costruito un legame solido che li ha portati a collaborare anche sul set: Ross ha infatti scritto e diretto Gibson nel film del 2022 Father Stu.
La separazione arriva al termine di un anno particolarmente difficile per Gibson. Nel gennaio 2025, mentre l’attore si trovava fuori città per lavoro, la storica villa di famiglia a Malibu è stata completamente rasa al suolo dai devastanti incendi che hanno colpito l’area di Los Angeles.
L’attore ha raccontato con amara ironia l’accaduto durante una recente intervista: “Almeno non avrò più quegli snervanti problemi idraulici”. Sebbene la casa e molti oggetti personali siano andati perduti, Gibson si è detto sollevato dal fatto che Rosalind, i bambini e i loro animali siano riusciti a mettersi in salvo in tempo.
Nonostante le turbolenze personali, Gibson resta concentrato sul lavoro: è attualmente impegnato nella produzione del tanto atteso sequel de La Passione di Cristo, intitolato Resurrection, la cui uscita è prevista per il prossimo anno.
Mentre il mondo intero conta i giorni che mancano al 19 novembre 2026 — nuova data ufficiale di uscita di GTA 6 dopo il recente rinvio — c’è qualcuno che non sembra affatto intenzionato a visitare Vice City. Elon Musk, il miliardario proprietario di X e Tesla, ha rivelato i motivi per cui non giocherà al titolo di Rockstar Games, sollevando un polverone tra i videogiocatori.
Durante la sua partecipazione al podcast People by WTF con Nikhil Kamath, Musk ha spiegato che il suo distacco dalla serie Grand Theft Auto nasce da una questione di principi legata al gameplay. L’imprenditore ha ricordato la sua breve esperienza con il capitolo precedente:
“Ho provato a giocare a GTA 5, ma mi sono fermato quando ho capito che non puoi progredire nella storia se non spari alla polizia. Non fa per me, non mi piace uccidere i PNG nei videogiochi, specialmente gli agenti.”
Questa posizione ha sorpreso molti, considerando che Musk è un noto appassionato di videogiochi (spesso cita Elden Ring o Polytopia), ma sembra che la violenza gratuita contro le forze dell’ordine sia per lui un limite invalicabile.
Mentre si discute del futuro di GTA 6, i protagonisti del quinto capitolo continuano a vivere situazioni surreali. Ned Luke, l’attore che ha prestato volto e voce a Michael De Santa, è stato nuovamente vittima di swatting.
Durante una diretta streaming di GTA Online insieme a Rob Wiethoff (la voce di John Marston in Red Dead Redemption), la polizia ha fatto irruzione nella stanza di Luke dopo una falsa segnalazione. L’attore, ormai tristemente abituato a queste interruzioni mirate a disturbare i creatori di contenuti, è apparso incredibilmente calmo, salutando gli agenti — che ormai lo conoscono per nome — con un disarmato: “Oh mio Dio, come va ragazzi?”.
Le notizie in casa Rockstar non finiscono qui. Un noto insider, NateTheHate, ha ribadito con forza che una versione di Red Dead Redemption 2 per Nintendo Switch 2 e per le console di nuova generazione (PS5 e Xbox Series X/S) sarebbe in fase di sviluppo avanzato. Il porting dovrebbe garantire finalmente i 60 fps e la risoluzione 4K, rispondendo a una delle richieste più sentite dalla community negli ultimi anni.
L’uscita del Volume 2 della stagione finale di Stranger Things tra Natale e Santo Stefano ha generato un acceso dibattito globale, portando la serie a vivere un paradosso: da un lato il successo di pubblico, dall’altro una pioggia di critiche tecniche che hanno spinto l’episodio di chiusura del secondo blocco, “The Bridge”, a diventare il più deludente della storia dello show secondo i rating degli spettatori.
In questo capitolo, Dustin (Gaten Matarazzo) elabora una teoria rivoluzionaria sulla natura del Sottosopra. Secondo il ragazzo, quella dimensione non sarebbe un mondo a sé stante, ma un vero e proprio “ponte” creato per collegare Hawkins all’Abisso, la misteriosa Dimensione X dove Undici aveva inizialmente esiliato Henry Creel.
Al centro della narrazione si trova però anche Will Byers (Noah Schnapp). Dopo essere stato manipolato e usato da Vecna, Will decide finalmente di fare coming out davanti a tutto il gruppo degli amici, svelando la propria identità in un momento di estrema vulnerabilità.
It’s completely unnecessary and forced on audiences who just want to enjoy some basic sci-fi
— Elon Musk (@elonmusk) December 28, 2025
<script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>È stata proprio la scena del coming out di Will a scatenare la reazione di Elon Musk. Il proprietario di X/Twitter ha criticato apertamente la scelta narrativa, definendola “completamente inutile” e “imposta a un pubblico che desidera solo godersi della fantascienza di base”.
Le parole del miliardario hanno però sollevato un’ondata di proteste e derisioni da parte degli utenti della piattaforma. Molti hanno sottolineato come l’orientamento di Will sia stato suggerito fin dalla prima stagione (il cosiddetto queercoding) e come la serie sia nata proprio con l’intento di dare voce e potere agli emarginati. Tra le risposte più virali, spicca quella di un account parodia dello stesso Will Byers che ha ironizzato: “Sei solo arrabbiato perché non ti ho invitato alla festa?”.
La delusione di una parte della fanbase per la direzione presa dagli ultimi episodi è sfociata in una vera e propria petizione online. I firmatari chiedono a Netflix di pubblicare le presunte scene “segrete” tagliate dal montaggio finale, nella speranza che possano offrire una chiusura più soddisfacente in vista dell’ultimissimo episodio previsto per la mezzanotte del 31 dicembre.
Dopo anni in cui è stata celebrata come un’icona assoluta, Kate Winslet ha deciso di condividere un capitolo inedito e molto personale della sua giovinezza. L’attrice, che ha da poco compiuto 50 anni, ha rivelato per la prima volta di aver esplorato la propria bisessualità durante l’adolescenza, un’esperienza che ha profondamente influenzato la sua carriera, a partire dal suo debutto cinematografico.
Durante una conversazione nel podcast Team Deakins, la star di Titanic ha parlato apertamente della sua curiosità giovanile. Ha spiegato che, come molti adolescenti, stava cercando di capire la propria identità e le proprie attrazioni. Winslet ha dichiarato che alcune delle sue prime esperienze intime sono avvenute proprio con delle ragazze, aggiungendo di aver baciato sia maschi che femmine in un periodo in cui non si sentiva ancora “evoluta” o definita in una direzione precisa.
Queste scoperte personali sono state fondamentali per interpretare Juliet Hulme nel film cult del 1994 Creature del Cielo (Heavenly Creatures), diretto da Peter Jackson. La pellicola racconta l’ossessivo e intenso legame tra due adolescenti, un ruolo che ha lanciato la Winslet nel panorama mondiale. L’attrice ha ammesso che la connessione profonda che aveva sperimentato con le donne nella vita reale le ha permesso di comprendere visceralmente il rapporto tra le due protagoniste del film, aiutandola a calarsi in quel “vortice” di emozioni, vulnerabilità e insicurezze.
Sebbene abbia rilasciato innumerevoli interviste nel corso dei decenni, Kate Winslet non aveva mai affrontato questo tema con tale franchezza. La sua confessione è stata accolta con grande calore dalla comunità LGBTQ+, che da sempre la considera un punto di riferimento. Per l’attrice, guardare indietro a quel periodo di scoperta significa riconoscere come la capacità di creare legami intensi e profondi in un’età vulnerabile sia stata la chiave per costruire la sua straordinaria empatia artistica.
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