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Il Ministro degli Esteri di Cuba, Bruno Rodriguez, il 25 maggio scorso, ha criticato la posizione dell'esponente della destra estone, Kaja Kallas, che ricopre la posizione di Alto rappresentante dell'UE per gli affari esteri (senza essere mai stata eletta democraticamente dai cittadini dell'UE, va precisato).
Il Ministro Rodriguez ha accusato la Kallas di usare “doppi standard” relativamente a Cuba, in quanto la rappresentante dell'UE non ha criticato le misure coercitive imposte dal regime statunitense al popolo cubano, oltre che non si è pronunciata relativamente alle minacce di aggressione militare dell'isola da parte di Trump.
Il Ministro Rodriguez ha criticato il fatto che la Kallas non abbia espresso alcun tipo di preoccupazione in merito e nessun sostegno alle aziende ed ai cittadini dell'UE minacciati e danneggiati dalle misure statunitensi imposte a Cuba.
Egli ha inoltre spiegato come le riforme introdotte a Cuba, nel corso dei decenni, godano di ampio consenso popolare.
La Kallas, diversamente, nota per le sue posizioni anti-socialiste, ha criticato la presunta “repressione politica” che avverrebbe a Cuba e il sistema socialista cubano, considerandolo la causa della situazione attuale nella quale si trova il Paese caraibico.
In sostanza, la Kallas, ha offerto un assist a Trump per ciò che sta facendo all'Isola, dimostrando ancora una volta il carattere anti-sociale e colonialista dell'UE, oltre che il suo servilismo nei confronti degli USA, dai quali è totalmente incapace di recidere ogni rapporto, rendendo così l'UE, una volta di più, sia marginale che drammaticamente complice delle nefandezze dei governi suprematisti e colonialisti a Stelle e Strisce.
Il governo socialista cubano, ad ogni modo, ha apprezzato gli aiuti umanitari che stanno giungendo a Cuba dall'UE e da diversi suoi Paesi membri e il contributo allo sviluppo della cooperazione bilaterale sancito dall'Accordo di dialogo politico e cooperazione.
La settimana scorsa, inoltre, oltre venti eurodeputati della Sinistra Europea si erano pronunciati in difesa della sovranità di Cuba, contro l'embargo imperialista e la minaccia di aggressione da parte del regime di Trump.
“Auspichiamo che la politica estera dell'UE, nelle complesse circostanze che il mondo sta vivendo, in cui si tenta di imporre l'uso della forza e il dominio imperialista, esprima l'indipendenza e i valori tradizionali europei e multilaterali, come richiesto dai suoi cittadini”, ha sottolineato il Ministro Bruno Rodriguez.
Luca Bagatin
Proseguono da giorni, in Bolivia, le mobilitazioni contro il governo della destra democristiana di Rodrigo Paz Pereira.
Le proteste sono guidate da gruppi agrari e sindacali legati al sindacato COB (Central Obrera Boliviana), i quali hanno denunciato l'intenzione del governo di privatizzare ampi settori del comparto pubblico boliviano, ai tempi fiore all'occhiello dei governi socialisti del Presidente Evo Morales.
Tali privatizzazioni causerebbero aumenti dei prezzi di elettricità, acqua potabile, GPL e gas naturale.
Da oltre venti giorni, operai, contadini, indigeni, autotrasportatori e insegnanti del COB e della Federazione Contadina di La Paz “Tupac Katari”, chiedono il blocco delle privatizzazioni, aumenti salariali, la stabilizzazione dell'economia e le dimissioni del Presidente Paz, insediatosi nel novembre scorso.
Il dirigente nazionale del COB, Mario Argollo, ricercato dalla Procura boliviana, ha dichiarato, sui social, che il governo non ha fornito alcuna risposta chiara alla popolazione, a parte definire le proteste una forma di provocazione vandalica.
Anche un altro sindacato boliviano, ovvero il Comitato Esecutivo Nazionale della Confederazione Unificata dei Lavoratori Contadini della Bolivia ha chiesto, sabato scorso, di intensificare i blocchi stradali e le proteste, a livello nazionale.
Proteste che mirano, sottolineano i sindacati boliviani, a difendere l'economia popolare, le risorse naturali e la sovranità del Paese, messe a rischio dalle privatizzazioni che il governo ultra-liberale vorrebbe imporre, in barba alla stessa Costituzione del Paese.
Il Presidente Paz, che ha ricevuto la solidarietà da parte del regime statunitense (il Segretario di Stato di Trump Marco Rubio ha addirittura definito i manifestanti dei “criminali e trafficanti di droga”), ha dichiarato di voler avviare un dialogo con le parti sociali, ma affermando che “ogni cosa ha un limite”.
L'ex Presidente socialista Evo Morales, vittima del golpe del 2019 e leader del partito “EVO Pueblo” — unico a denunciare le politiche oligarchiche delle destre, intenzionate a spartirsi il potere in barba alla popolazione, e al quale alle ultime elezioni fu impedito di presentarsi — si è immediatamente schierato dalla parte delle proteste dei lavoratori, condannando le violenze e le uccisioni perpetrate dalle autorità nei confronti dei manifestanti.
Egli, fra le altre cose, ha dichiarato: “La patria non è solo costituita dagli interessi economici che questo governo protegge; la patria è fatta dagli umili uomini e donne che resistono sulle strade rivendicando condizioni di vita dignitose per il popolo boliviano”.
Da non dimenticare che, i governi guidati da Evo Morales, dal 2006 al 2019, riuscirono ad ottenere successi senza precedenti, con una crescita economica del 5% annuo; un surplus fiscale; furono accumulati 15,5 miliardi di dollari in riserve internazionali; mezzo milione di persone uscirono dalla povertà e l'Unesco dichiarò la Bolivia Paese libero dall'analfabetismo.
Dopo di allora, tanto i traditori del socialismo del suo ex partito (il Movimento per il Socialismo), quanto i liberal capitalisti delle destre golpiste o legalitarie, sono riusciti a riportare indietro la Bolivia di decenni.
Ma il popolo boliviano, ancora una volta, è sceso in piazza. Deciso a rivendicare i suoi diritti.
Luca Bagatin
Il Ministro degli Esteri di Cuba, Bruno Rodriguez e il Presidente dell'Assemblea Nazionale cubana, Esteban Lazo, hanno espresso la loro gratitudine agli oltre venti deputati del Parlamento Europeo che, il 19 maggio, hanno manifestato il loro sostegno in difesa della sovranità dell'Isola, contro ogni embargo imperialista e ogni minaccia di aggressione da parte del regime di Trump.
Le autorità cubane hanno espresso il loro plauso anche per il sostegno all'accordo di dialogo politico e cooperazione fra Cuba e UE.
Nell'ambito della discussione al Parlamento Europeo, i deputati, in particolare del gruppo della Sinistra Europea, hanno definito le misure statunitensi quali forme di “politica crudele e illegale”, che arrecano gravi danni alla vita quotidiana della popolazione cubana.
Fra i deputati europei che maggiormente si sono distinti per la loro condanna nei confronti del regime statunitense relativamente alle politiche contro Cuba: Leila Chaibi, Anthony Smith, Emma Fourreau de La France Insoumise, partito di Jean-Luc Mélenchon (uno dei maggiori partiti di opposizione, in Francia, a Macron), oltre a Maria Zacharia (sindacalista e populista di sinistra greca), Rudi Kennes (sindacalista, Partito dei Lavoratori del Belgio), Pernando Barrena (nazionalista di sinistra spagnolo di origine basca) e Özlem Demirel (esponente di origine curda della tedesca Die Linke).
Gli eurodeputati hanno sostenuto una politica fondata sul dialogo costruttivo, la cooperazione, la difesa della pace ed il rispetto della sovranità delle nazioni.
Anche Cina e Russia hanno più volte espresso ferma condanna verso i tentativi di aggressione contro Cuba, l'inasprimento dell'embargo e il tentativo di incriminazione dell'ex Presidente cubano Raul Castro.
Nel loro incontro, avvenuto il 20 maggio scorso, i Presidenti di Cina e Russia, Xi Jinping e Vladimir Putin – riferendosi alle azioni del regime di Trump - avevano peraltro denunciato: “attacchi militari traditori contro altri Paesi, l'uso ipocrita dei negoziati come copertura per preparare tali attacchi, l'assassinio di leader di Stati sovrani, la destabilizzazione della situazione politica interna in questi Stati e la provocazione di un cambio di regime, nonché il rapimento sfacciato di leader nazionali per processarli”.
La Repubblica Popolare Cinese, che con Cuba mantiene un rapporto storico, peraltro, si è impegnata a costruire, a Cuba, 92 parchi solari entro il 2028 e più della metà è già operativa. Inoltre è stato approvato, già dal gennaio scorso, uno stanziamento cinese di 80 milioni di dollari in aiuti di emergenza per apparecchiature elettriche e una donazione di 60.000 tonnellate di riso, oltre alla fornitura di 10.000 impianti fotovoltaici per cliniche, reparti di maternità e abitazioni isolate.
Il leader della Rivoluzione cubana, Fidel Castro, nella sua visita in Cina nel 1994 disse: “Se vogliamo parlare di socialismo, non dimentichiamo ciò che il socialismo ha realizzato in Cina. Un tempo era una terra di fame, povertà e disastri. Oggi non c'è più niente di tutto questo. Oggi la Cina è in grado di nutrire, vestire, istruire e curare la salute di 1,2 miliardi di persone. Credo che la Cina sia un paese socialista, e anche il Vietnam lo è. Entrambi sostengono di aver introdotto tutte le riforme necessarie per incentivare lo sviluppo nazionale e continuare a perseguire gli obiettivi del socialismo”.
Il socialismo salva, fa progredire e avanzare, con razionalità e pragmatismo. Tutto il resto è sopraffazione, ruberia, violenza, ipocrisia, irrazionalità.
Luca Bagatin
Il 20 maggio, il governo socialista e rivoluzionario di Cuba ha espresso ferma condanna per le accuse mosse dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti d'America contro uno dei più celebri leader della Rivoluzione cubana, già Presidente di Cuba, dal 2008 al 2018 e Primo Segretario del Partito Comunista Cubano dal 2011 al 2021, ovvero Raul Castro Ruz.
Oggi quasi 95enne, l'ex Presidente e Generale viene accusato in modo provocatorio, dal regime statunitense, di aver fatto abbattere, nel febbraio 1996, due aerei legati a un'associazione anti-castrista, nei quali morirono tre cittadini statunitensi.
Il governo di Cuba ha definito tale azione una “provocazione politica” priva di legittimità e giurisdizione. Spiegando come, la sentenza statunitense, stia manipolando quell'incidente. Incidente avvenuto nello spazio aereo cubano, che – secondo il governo di Cuba - rappresentò un atto di legittima autodifesa, garantito dalla Carta delle Nazioni Unite, dalla Convenzione di Chicago del 1944 relativa all'aviazione civile internazionale e dai principi relativi alla sovranità aerea.
Il governo di Cuba ha denunciato il regime di Washington per aver distorto i fatti storici e ignorato gli avvertimenti che il governo di allora, tra il 1994 e il 1996, diramò al Dipartimento di Stato statunitense, alla Federal Aviation Administration e all'Organizzazione Internazionale dell'Aviazione Civile.
Nei rapporti, ha ricordato il governo cubano, erano dettagliatamente descritte oltre 25 violazioni dello spazio aereo cubano da parte di queste organizzazioni.
Secondo le autorità cubane, il governo statunitense dell’epoca ignorò i rapporti ufficiali inviati da L’Avana, mostrando una sostanziale complicità nelle violazioni dello spazio aereo dell'Isola.
Il governo di Cuba ha altresì affermato che gli USA, recentemente, hanno ucciso quasi 200 persone e distrutto 57 imbarcazioni nelle acque internazionali dei Caraibi e del Pacifico orientale, con il pretesto di presunti legami con il narcotraffico, tutti mai provati. Violando, ancora una volta, il diritto internazionale.
Le autorità cubane hanno sottolineato come tali accuse provocatorie contro l'ex Presidente e Generale Raul Castro Ruz siano parte dei tentativi di “costruire una narrazione fraudolenta che giustifichi il rafforzamento delle misure coercitive unilaterali, del blocco energetico e delle minacce di aggressione armata” contro Cuba.
Già da tempo messe in atto dal regime di Donald Trump.
Regime che, con Raul Castro, sembra voglia comportarsi come ha fatto con il Presidente socialista del Venezuela Nicolas Maduro, che ha rapito il 3 gennaio scorso, con accuse mai provate e in territorio venezuelano.
La Repubblica Popolare Cinese è stata fra le prime realtà geopolitiche, attraverso il portavoce del Ministero degli Esteri Guo Jiakun, a condannare le azioni statunitensi e a sostenere, ancora una volta, Cuba, affermando: “Gli Stati Uniti dovrebbero cessare di usare le sanzioni e l'apparato giudiziario come strumenti di oppressione contro Cuba e astenersi dal fare minacce di forza in qualsiasi momento”.
Cuba, con i suoi medici e la sua sanità, rinomata a livello internazionale, cura il mondo. Gli Stati Uniti, con i loro “leader”, il mondo – da tempi immemorabili - lo bombardano, lo invadono, lo colonizzano. E, al loro interno, distruggono la sanità pubblica e ogni forma di giustizia sociale, minando anche le basi della convivenza civile.
Luca Bagatin
“... Don Calogero lo avrebbero preso, forse...Se e quando. Hanno deciso di servirlo in salsa Caravaggio e ci sarà pure un motivo”...
“... E’ da dieci anni almeno che si applica ai parametri geochimici dei Flegrei il calcolo statistico delle probabilità con i metodi dell’algebra bayesiana”...
Flegrei 260 XII – “Sette braccia in fondo
al Tevere” è il titolo del nuovo libro del
ProfessorPiero di Nepi, edito da Futura Libri di Perugia, 180
pagine che scorrono via veloci tra intrecci e intrighi che
catapultano tra inquietudini del passato presente e
futuro.
Ci sono libri che scelgono il genere del giallo
per intrattenere, e altri che usano il mistero come chiave per
attraversare le preoccupazioni del nostro tempo. Flegrei
260XII – “Sette braccia in fondo al Tevere” e “Caravaggio
all’Oratorio”appartengono decisamente alla seconda
categoria. Piero Di Nepi costruisce due racconti avvincenti, tesi
e perfetti per una sceneggiatura cinematografica, che
scorrono con il ritmo di un thriller internazionale ma custodiscono,
sotto la superficie dell’indagine, una riflessione profonda sulla
memoria, sulle persecuzioni, sulla fragilità del mondo contemporaneo
e sul destino dei popoli.
La protagonista, Lisa Calderasi, è
una figura intensa e modernissima: tormentata, brillante,
ironica, fragile e insieme determinata. Attraverso lei, Di Nepi mette
in scena non soltanto un’indagine criminale, ma anche un viaggio
identitario che tocca le radici ebraiche, quelle romanì,
il peso della storia, il bisogno di giustizia e la difficoltà di
trovare equilibrio in un tempo dominato
dall’incertezza.
In Caravaggio all’Oratorio, tutto
prende avvio da una vicenda che richiama la grande tradizione del
noir italiano: un omicidio, la mafia, un frammento della
celebre Natività di Caravaggio rubata a Palermo nel
1969, messaggi criptici e piste che si intrecciano tra arte,
potere e memoria. Ma il romanzo non si limita al gioco investigativo.
Di Nepi utilizza il mistero per interrogarsi sull’ossessione del
controllo, sull’ambiguità delle istituzioni e sul rapporto mai
risolto tra verità e potere.
In Flegrei 260XII, invece,
la tensione si sposta su uno scenario ancora più inquietante: i
Campi Flegrei, gigantesca caldera vulcanica che incombe come una
minaccia silenziosa sul presente. Qui il thriller si intreccia con la
storia, la scienza, la geopolitica e persino con i fantasmi del
Novecento. Tra antichi manoscritti, servizi segreti, documenti
occultati e richiami alla Shoah, il racconto assume un respiro
sorprendentemente ampio, quasi visionario.
Uno degli aspetti
più affascinanti del libro è proprio questa capacità di fondere
registri differenti: il ritmo del romanzo d’azione, la precisione
storica, la curiosità scientifica e una forte tensione etica.
Di
Nepi dimostra una rara abilità nel trasformare materiali complessi —
dalla vulcanologia alla questione ebraica, dalla memoria delle
persecuzioni ai conflitti contemporanei — in narrazione viva, senza
mai appesantire il racconto.
La scrittura è elegante,
accurata e scorrevole, ricca di immagini è costruita
con un forte senso cinematografico di un Di Nepi regista della
contemporaneità. Le scene sembrano spesso montate come sequenze di
un film: inseguimenti, interrogatori, rivelazioni improvvise e salti
temporali si alternano in un equilibrio narrativo che tiene il
lettore costantemente dentro la storiae con il fiato sospeso.
Ma
forse il vero cuore del libro è un altro: la necessità di
ricordare. Ricordare le tragedie del passato, gli odi mai davvero
scomparsi, le discriminazioni che mutano forma ma non sostanza. Il
fatto che la Storia si ripresenti simile ma mai la medesima. Dietro
il thriller, infatti, pulsa continuamente una domanda morale che
ancora non ha adeguata risposta: cosa resta dell’umanità quando
dimentica il dolore degli altri?
È per questo che Flegrei
260XII – “Sette braccia in fondo al Tevere” e “Caravaggio
all’Oratorio”riesce ad andare oltre il semplice romanzo di
genere. È un libro che intrattiene, certo, ma soprattutto inquieta,
interroga e costringe il lettore a guardare dentro le crepe del
presente. E forse è proprio qui la sua forza più autentica: nel
trasformare il mistero in uno specchio del nostro tempo.
La vita
di ognuno di noi, proprio come la protagonista Lisa, spesso è
soggetta a un ribaltamento integrale di vita e destino, sulla scia di
rovine lasciate da eventi durissimi, dalla pericolosità di una
natura spesso imprevedibile a di rado amichevole tanto che, vulcani
all’apparenza da secoli addormentati mettono i decisori politici
innanzi alla difficoltà di decisioni impopolari per eventi che
certamente stanno per accadere ma non è dato di sapere quando...
Paola Bergamo
Presidente Centro Studi MB2 Monte Bianco – Mario Bergamo per dare un tetto all'Europa
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