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La lunga notte degli Oscar: trionfa The Millionaire. La cronaca e i vincitori

Di f (---.---.---.76) 25 febbraio 2009 17:01

Ommadonna.
Ma come, io mi trattengo elegantemente elargendo preziosi consigli e mi si dice di calmare i toni...?
Se dici "portabandiera di quella comicità che qui definiremmo “trash”, che ti piaccia o no, fai intendere che la sua comicita’ sia quella che attualmente si definisce trash in Italia, ovvero quella spazzatura che dalle commediacce scollacciate anni ’70 (che qualcuno sta vergognosamente cercando di rivalutare...) porta fino ai fetidi cinepanettoni odierni.
Che poi nella tua testa volessi invece sostenere cio’ che mi rispondi, cioe’ che la sua era una comicita’ fisica e spiazzante, sottolineata in tutta la sua forza dal suo quasi impossibile rapporto con gli oggetti, quasi metafora della difficolta’ dell’individuo ad adattarsi al mondo cosiddetto "moderno", questo non traspariva per niente, dalla tua prima affermazione.
Se vogliamo, non e’ neanche vero che l’America l’abbia sempre snobbato. All’epoca del suo sodalizio con Dean Martin (1946-1956) il duo ("the most successful comedy act in the 50’s") era regolarmente in testa al box-office cinematografico e seguitissimo nel suo "Colgate Comedy Hour" in tv.
Vero’ e’ che ci sian voluti i francesi, precisamente i critici dei "Cahiers", per farlo assurgere agli onori di vero Autore con la A maiuscola, cosa di cui la "ggente", superficialmente, sembra ancora non rendersi conto. Questo proprio quando gli americani hanno cominciato (anni 70) ad osteggiarlo, se non proprio a dileggiarlo.
Nulla contro di te, e’ solo che mi piace che chi scrive di cose che mi stanno a cuore cerchi di essere piu’ informato e preciso. In un prossimo tuo eventuale articolo sulla fusione atomica stai certa che non apriro’ bocca, non avendo la benche’ minima nozione dell’argomento, ma attenta che anche in quel caso ci sara’ l’espertone di turno pronto a precisare e rettificare eventuali imprecisioni.
Morale? Parliamo di cio’ che sappiamo. Grazie.

Mistero totale sul "politically correct" che tiri fuori alla fine. Cosa c’entra in questo contesto? Sono lontano anni luce dalla "filosofia" del politically correct. Pensa con la tua testa e di’ quello che vuoi, e’ la cosa migliore. Poi, se ne avro’ voglia, replichero’ col tono che reputero’ piu’ opportuno. Cosa che faccio sempre. Saluti.


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