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WikiLeaks. Il console USA a Napoli: “I politici non sono in grado di combattere la mafia”

Ecco cosa sanno gli USA delle mafie in Italia. Un cablo riservato rilasciato da WikiLeaks lo scorso 30 agosto svela come i diplomatici americani vedano l’Italia in relazione al proliferare della criminalità organizzata. Il console generale, J. Patrick Truhn, accusa i nostri politici: “Non possono o non vogliono far niente contro la mafia”.

Il cablogramma n.12958, classificato CONFIDENZIALE e diviso in tre parti, si offre di fornire un quadro riassuntivo generale delle dimensioni e delle caratteristiche fondamentali delle maggiori organizzazioni criminali attive nel meridione. È stato inviato dal console generale americano di stanza a Napoli, J. Patrick Truhn, il 6 aprile 2008. WikiLeaks lo ha pubblicato il 30 agosto scorso insieme agli altri 251.286 cables del Dipartimento di Stato, 2970 dei quali provenienti dalle sedi diplomatiche italiane, in particolare dall'ambasciata americana a Roma.

Oltre ad effettuare delle distinzioni basilari (“Cosa Nostra: struttura unificata in Sicilia”; “Camorra: guerra fra bande in Campania”; “‘Ndrangheta: la più pericolosa di tutte”), atte a far comprendere all’establishment americano le divisioni esistenti tra le diverse organizzazioni mafiose, il report di Truhn snocciola una serie di considerazioni fortemente critiche nei confronti della classe politica italiana, accusata di non prendere “misure serie per combattere il fenomeno mafioso”.

I maggiori gruppi criminali del meridione hanno inoltre, secondo Truhn, un impatto negativo sugli stessi interessi americani nella regione (che, dal rapporto del console USA, sembrano essere ingenti). L’enorme influenza mafiosa sulla politica italiana fa sì che sia spesso impossibile ottenere accordi e scambi di natura economica; la corruzione dilagante rallenta ed ostacola le "relazioni regolari", non consentendo "interazioni vantaggiose" tra i due stati. 

“La criminalità organizzata è, per il Sud Italia, uno dei più grossi ostacoli alla crescita economica ed alla stabilità politica; nonostante questo i politici italiani, per varie ragioni, sono incapaci se non riluttanti a fronteggiarla in maniera valida”, viene affermato nel dispaccio. 

 

L'ex console generale, J. Patrick Truhn

Nello stesso documento si fa notare come durante la campagna elettorale per le elezioni politiche il tema della lotta alla criminalità organizzata sia stato del tutto ignorato dai candidati alla presidenza del consiglio. A tal proposito Truhn, forte di una lunga esperienza diplomatica in Italia, inserisce alla fine del dispaccio un “commento” che ha tutta l’aria di scaturire direttamente dalle sue considerazioni personali: 

Tra tutti gli elementi sociali coinvolti nella lotta al crimine organizzato, i politici, molti dei quali devono la loro sopravvivenza proprio alla mafia, sembrano essere i meno interessati a trovare una soluzione. Fino a quando questa situazione non cambierà, persino le azioni di polizia più efficienti (e ve ne sono molte che hanno dell’eccezionale) non saranno in grado di cambiare il corso degli eventi. 

Truhn cita poi Roberto Saviano, che in un’intervista rilasciata al Times nel marzo 2008 dichiarava: “nessuno vincerà le prossime elezioni in Italia. Le perderanno tutti. Specialmente i cittadini italiani”. 



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