La distruzione dell'Aquila era già stata constatata da Sgarbi un mese e mezzo dopo il terremoto e in quell'occasione lanciò il monito al primo cittadino aquilano di non lasciare nelle mani di architetti – star come Renzo Piano, Fuksas o Calatrava la ricostruzione. Il problema è che a 21 mesi dal sisma, di ricostruzione ancora si parla soltanto e di fatti concreti, al di là di un marasma di puntellamenti, neanche l'ombra.
La ricostituzione del patrimonio artistico, la riabilitazione delle architetture, come si fa con i malati, con attenzione e prudenza, tarda anche sulla carta e non sfugge all'occhio allenato dell'esperto d'arte ferrarese: ‹‹non voglio fare polemiche contro il governo ma la ricostruzione va tutta pensata. Non pensavo di vedere una situazione di immobilità. L'Aquila attende una soluzione che non può essere che rapida e decisiva. Condivido la posizione del sindaco Massimo Cialente e credo che la presenza di Letta come abruzzese e la ragione di Stato del presidente del consiglio debbano imporre per una città così importante una priorità assoluta e quindi valutare rispetto al bilancio che non ci siano cose più urgenti della ricostruzione››.
I fondi da tirar fuori dal cilindro sarebbero quelli destinati al 'tormentone' del ponte sullo stretto di Messina di cui si sente parlare a più riprese da anni; una delle grandi opere su cui il presidente del consiglio ha puntato molto eclissando forse il 'più grande cantiere del mondo': ‹‹condivido dal punto di vista politico, prima che morale, di spendere qua i soldi destinati al ponte di Messina perché il tema della polis, della città, è importante – una riflessione tagliente quella di Sgarbi che incalza affermando che – se proprio non si ha niente di più da fare, si fa il ponte. Se si deve spendere una cifra gigantesca per una cosa che non c'è e che per di più verrebbe costruita in una zona ad altissima sismicità si ha l'alibi per sospendere quest'opera, non perché non sia giusta, ma perché si ha una priorità più forte, che non ha colore politico, che si deve fare. Cos'è la politica se non rifare una città››.



























