Dopo otto anni arrivano le sentenze anche per la Diaz
Dopo ben otto anni è finalmente arrivato l’esito del processo ai funzionari e agli agenti che hanno praticato abusi durante il sanguinario blitz alla scuola Diaz, cresce ancora di più l’indignazione. I pm avevano chiesto 28 condanne: e dopo undici ore di camera di consiglio è arrivata una sentenza che chiude quella che è stata definita una delle pagine più nere della democrazia in Italia: i pestaggi alla scuola Diaz durante il G8 di Genova. Sono stati inflitti 35 anni e 7 mesi di reclusione totali, in gran parte condonati. Tredici condanne, sedici assoluzioni, tra le quali tutti i vertici della Polizia mandati a giudizio. ’’Grida veramente vergogna la sentenza emessa dal Tribunale di Genova di assoluzione per i vertici della polizia responsabili del massacro nella macelleria messicana’’. Lo afferma il leader di rifondazione Comunista Paolo Ferrero all’Ansa. ’’Si tratta davvero - sottolinea - di una delle pagine più cupe e vergognose della storia repubblicana. Una pietra tombale alla verità e alla giustizia che chiediamo da 7 anni e mezzo è stata messa e, ancora una volta, ci troviamo purtroppo di fronte ad una giustizia forte con i deboli e debole con i forti’’.
’’Da ieri - afferma l’ex segretario del Prc Franco Giordano - sappiamo che in Italia organizzare brutali pestaggi e seminare prove false per giustificare le aggressioni, come in una dittatura sudamericana, e’ considerato fatto lecito e non punibile’’. ’’La vergognosa sentenza di Genova - prosegue Giordano – è gravissima per molti motivi. Non ultimo la sfiducia nello Stato democratico e nella giustizia che rischia di diffondere soprattutto tra i più giovani’’. ’’Una sentenza ignobile e ipocrita quella emessa ieri dal tribunale di Genova per i fatti della Diaz’’, dice Francesco Caruso, ex deputato no global del Prc.’’Quel buco nero della democrazia nella storia del nostro paese viene insabbiato con una sentenza che assolve tutti, anche i pesci piccoli avranno a breve l’assoluzione per avvenuta prescrizione. Malgrado le evidenti responsabilità, non solo nessuno degli imputati è stato rimosso o sospeso dal servizio, ma anzi tutti hanno avuto come ricompensa una promozione’’. Il colpo di spugna aveva già interessante anche l’altro processo che vedeva imputati quei rappresentanti delle forze dell’ordine colpevoli di aver praticato violenza sui manifestanti nel carcere provvisorio di Bolzaneto.
Anche lì quest’estate è montata l’indignazione di chi aveva ricevuto abusi e violenze e ha visto applicare ben 30 assoluzioni su 45. Lievi le 15 condanne agli imputati che hanno anche usufruito di indulto e prescrizione, non facendosi nemmeno un giorno di carcere. Era il 2001 quando Genova, sotto il governo Berlusconi, ospitò il rendez vous degli otto potenti che prende il nome di G8. Otto individui, avrebbero rappresentato il mondo e preso decisioni sul piano commerciale, economico, umano. C’è chi non ci sta e a Genova gonfia la protesta, per contro le autorità trasformano la città ligure in una vera e propria zona militare con tanto di zone rosse inviolabili, presidi militari e forze dell’ordine in tenuta anti sommossa. L’epilogo è quello che tutti conosciamo: cariche della polizia, teste spaccate, violenze gratuite, finiscono sotto i manganelli e sotto i fumogeni (oltre quelli che protestano) anche giornalisti, fotografi, passanti, bambini, volontari della croce rossa. Nessun escluso. Le autorità perdono il controllo e le forze dell’ordine e i militari, distribuiti sul campo iniziano un’azione violentissima: si sentono in guerra e sono scatenati e fuori controllo, infliggono centinaia di arresti e cariche violente. I filmati di allora ci mostrano come forze dell’ordine in tenuta antisommossa caricassero inermi individui continuandoli a pestare con foga animalesca anche dopo che gli stessi erano a terra esanimi. La cronaca ci racconta poi come i fermi in carcere si trasformarono in vere e proprie torture. Quest’estate così si è tornati a parlare di G8 e se n’è continuato a parlare fino ad oggi. Si, perché proprio quei casi shock di torture accaduti nella caserma di Bolzaneto e nella scuola Diaz sono finiti dritti dritti in tribunale e i numerosi dimostranti picchiati e maltrattati hanno chiesto giustizia.
Polizia, Digos e gli stessi ministeri di Giustizia e degli Interni hanno dovuto rispondere di violenze gratuite, metodi militaristi, pestaggi e torture dinnanzi al giudice, azioni che fecero di quegli aneddoti dei casi tra i più grotteschi e squallidi degli ultimi anni. Così adesso – dopo quasi otto anni - s’è potuto assistere all’epilogo del processo che ha visto protagonisti i responsabili di quelle violenze. Ma la sentenza è tutt’altro che risolutiva e le vittime dei pestaggi gratuiti si sono ritrovati a dover subire l’ennesimo smacco; in più, se ciò non bastasse, i militari processati si sono avvantaggiati dei privilegi dell’indulto e della prescrizione. Così dei 76 anni totali di carcere richiesti dagli avvocati delle vittime per il lager alla caserma di Bolzaneto sono stati inflitti solo 24 anni e per la scuola Diaz solo 35 anni. E nessuno farà mai nemmeno un giorno di carcere! Proprio così, perché tutti i condannati hanno il privilegio di trovarsi sotto un governo che favorisce la prescrizione dei processi e mantiene l’indulto! Sicuramente un passo indietro per la giustizia italiana e per i diritti umani che non vengono tutelati e garantiti fino in fondo.
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