Vertice delle Americhe. Riappacificazione sulla testa dei veri antagonisti
Nell’entusiasmo generale che ha accompagnato il Vertice delle Americhe di Trinidad e Tobago, è sfuggito agli osservatori internazionali che hanno seguito con trepidazione forse eccessiva l’incontro e la “storica” stretta di mano tra il neo presidente degli Stati Uniti Barack Obama e quello del Venezuela Hugo Chávez, che alcune ore prima, mentre i media internazionali si beavano di un’atmosfera festosa da inizio di nuovo mondo,all’aeroporto dell’isola venivano arrestati senza nessuna spiegazione alcuni rappresentati dei movimenti antagonisti sociali latinoamericani che erano appena arrivati per partecipare al contro Vertice dei Popoli, la risposta organizzata dei movimenti al Vertice istituzionale dei capi di Stato.
Le delegazioni fermate sono state quelle del Brasile, del Venezuela, di Cuba e di Porto Rico. Questi due ultimi paesi sono i due grandi esclusi dal Vertice delle Americhe, sebbene i riflettori come ogni anno siano accesi più sull’assenza di Cuba (che alla fine si trasforma di fatto in una grande presenza a livello mediatico) che su quella di Porto Rico.
Ai delegati di questi paesi, appartenenti a diverse associazioni latinoamericane sono stati sequestrati i passaporti e dopo essere stati trattenuti alcune ore in stato di fermo senza nessuna giustificazione né motivazione, sono stati rilasciati con la minaccia che se avessero organizzato qualunque tipo di manifestazione sarebbero stati arrestati nuovamente ed espulsi dal paese.
Diversamente è andata però ad uno degli appartenenti della delegazione di Porto Rico, le cui già note forme di protesta pacifiche ma spettacolari e di grande impatto hanno sempre riscosso grande simpatia. Alla notizia infatti dell’arrivo all’aeroporto del leader ambientalista Alberto de Jesús, alias Tito Kayak, militante del gruppo ambientalista Amigos del M.A.R (Movimiento Ambiental Revolucionario) la polizia locale di Trinidad e Tobago in sinergia con l’FBI ha preso contro di lui misure straordinarie e gravemente lesive della libertà di movimento e del diritto di protesta pacifica delle persone.
Tito Kayak è stato accolto al suo arrivo all’aeroporto di Trinidad e Tobago da un nutrito numero di poliziotti armati fino ai denti che lo ha ammanettato appena sceso dalla scaletta dell’aereo davanti a tutti gli altri passeggeri.
“Non so perchè mi hanno arrestato” ha commentato Kayak. ”Non potevano permettere che la mia presenza in nessun modo rovinasse quello che si sarebbe celebrato il giorno dopo” ha detto in un’intervista.
Tito Kayak da anni porta avanti una lotta del tutto pacifica, ma espressa sempre spettacolarmente, per chiedere l’indipendenza di Porto Rico dagli Stati Uniti, sotto il cui dominio si trova dal lontano 1898, dal tempo della guerra Ispano-Americana.
in realta’ la foto della stretta di mano tra Obama e Chavez ha fatto il giro del mondo, anche se, ovviamente, strumentalizzata dai mainstream.
chi sarebbero poi questi "osservatori internazionali" non e’ dato sapere...
che articolo soporifero e, a mio modesto avviso, inutile.
certo contento tu che ti tieni sveglio con quello che passa il convento mainstream...
Quelllo che è successo a Tito secondo me andava denunciato. Saluti