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Un viaggio durato 50 anni: la portaerei nucleare USS Enterprise torna a Napoli

Era 1961 quando viene commissionata la USS Enterprise CVN 65, prima portaerei americana a propulsione nucleare che iniziò la sua carriera recuperando gli astronauti del programma Mercury, primo lancio spaziale degli Stati Uniti nel febbraio del 1962, nello stesso anno la portaerei si dirige verso Gaeta facendo tappa nella città di Napoli. Oggi “The Legend”, uno dei tanti soprannomi della Enterprise, sceglie proprio il capoluogo partenopeo per chiudere il suo mezzo secolo di attività (Per leggere le didascalie delle foto premere sulla "i")

Un viaggio lungo cinquant'anni per ritornare dove tutto era iniziato, per ripercorrere una storia fatta non solo di guerre ma anche di missioni umanitarie, esplorazioni e cinema. Infatti, la CVN 65 è finita anche sul grande schermo ospitando le riprese del film di Tony Scott “Top Gun”, noto anche per aver reso celebre l'attore Tom Cruise nei panni del tenente Maverick, impavido pilota di aerei. Nella sala di comando della nave ci sono ancora appesi i dadi portafortuna voluti dal regista, oggi segno di distinzione della portaerei che ha dovuto richiedere un'autorizzazione speciale per conservarli.


La portaerei più grande al mondo misura 342 metri, alimentata da 8 reattori nucleari Aw2 che concedono autonomia illimitata e completa autosufficienza energetica. L’Enterprise in questo momento ospita 61 veicoli, di cui circa 25 contenuti nell'hangar. 180 tra piloti e copiloti sono pronti a decollare in qualsiasi momento. Dislocata sul ponte si trova l'Isola, vero e proprio centro di comando, da cui non solo viene pilotata la nave ma si controllano anche decollo e atterraggio degli aerei. Alta come un palazzo di circa sette piani, l'Isola è stata completamente ristrutturata nel 1984 per rimodernare tutte le apparecchiature e i sistemi radar.


Una città galleggiante che può ospitare fino a 5 mila membri dell'equipaggio ognuno con un compito preciso, requisito indispensabile per far funzionare la macchina perfetta che offre al suo personale tutti i servizi essenziali. A bordo oltre all'assistenza sanitaria viene fornito un servizio postale, inoltre, per impegnare l'equipaggio sono presenti palestre, un cinema, una propria stazione televisiva e persino un bingo.

Una delle più importanti missioni della Enterprise fu nel 1962 durante la crisi dei missili a Cuba, dove partecipò al blocco navale dell'isola. È stata utilizzata per missioni in tutto il mondo, nel corso di questi 51 anni ha navigato verso Giappone, Vietnam, Uganda, Golfo Persico. Nel 2003/2004 fu impegnata come supporto aereo nella guerra in Iraq. Non solo missioni di guerra, nel 1975 parte per una missione di salvataggio dopo il passaggio del tornado Gervaise alle Mauritius, mentre nel 1979 porta in Uganda viveri per la popolazione flagellata da una terribile carestia.

Nella sua storia anche qualche incidente, nel 1969 un razzo di un F-4 Phantom esplose sul ponte di comando, scatenando un incendio che provocò la morte di 27 persone, ferendone 314. La portaerei fu riparata a Pearl Hearbour e nel 1979 fu sottoposta ad un massiccio intervento di ammodernamento che durò fino al 1982.

Oggi “The big E” è impegnata nel suo ultimo viaggio che durerà fino al primo dicembre, giorno in cui i suoi motori verranno spenti per non essere più riaccesi. Alla cerimonia saranno presenti circa 20mila veterani, degli oltre 100mila uomini che hanno operato sulla portaerei durante questo mezzo secolo di storia. La struttura non potrà essere utilizzata come museo galleggiante, ma verrà sventrata per permettere lo spegnimento e la rimozione dei reattori, operazione che richiederà circa 2 anni. Saranno conservate solo alcune cose tra cui la parte di poppa con inciso il nome della portaerei.

“Questo è un momento molto emozionante - afferma il vice ammiraglia Walter E. "Ted" Carter - Non siamo impegnati in un giro per celebrare la nave, tutt'altro, questa ha le normali finalità di qualsiasi missione, che sarebbero poi il mantenimento della sicurezza per il traffico marittimo, altro scopo è quello di tenere liberi gli snodi marittimi aperti e transitabili, con azioni contro la pirateria”.

Molte critiche alla Enterprise sono arrivate dalle associazioni ambientaliste, ricordiamo che essere il primo mezzo della marina americana alimentato ad energia nucleare le ha regalato il soprannome di “Mobile Chernobyl”, ma il comandante della nave non sembra essere d'accordo: “Non abbiamo mai incontrato problemi di questo tipo, anche perché devo dire che questa nave è estremamente pulita dal punto di vista ambientale, perché non utilizza combustibili fossili, essendo alimentata ad energia nucleare. Sicuramente questo richiede un altissimo livello di formazione dei tecnici e degli ingegneri. In 51 anni di vita non c'è mai stato un incidente né un avaria da questo punto di vista”.

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