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USA, Europa e Giappone in saldo? Cina e Arabia Saudita pronti all’assalto

 

 Uno degli effetti principali dell’attuale deprezzamento generalizzato delle quotazioni in borsa è il massiccio acquisto di azioni da parte di Paesi che dispongono di una fortissima liquidità, con a capo Cina e Arabia Saudita. L’Arabia Saudita e tutti i maggiori esportatori di petrolio dispongono di una spaventosa liquidità che verrà impiegata “brutalmente” per prendere il controllo di grandi e strategiche aziende occidentali “acquistabili” in tal modo ad una frazione del loro valore effettivo. Discorso analogo può essere fatto per la Cina il cui inarrestabile tasso di crescita e le spaventose riserve monetarie non attendono altro che le quotazioni delle Borse occidentali calino ulteriormente.

La Storia Economica, disciplina che sembra essere del tutto sconosciuta agli addetti ai lavori del sistema Bancario e Finanziario, ci insegna che ad intervalli quasi regolari (in termine di anni) il baricentro economico si sposta da una zona economica ad un’altra e non c’è nulla che si possa fare per ovviare ad una tale situazione se non cercare di ridurne gli effetti. Con la Prima Guerra mondiale la “migrazione  finanziaria” avvenne dalla vecchia Europa alla nascente e prospera potenza Americana, ora il baricentro sfugge all’ultimo baluardo Occidentale e passa ai Paesi detentori di miliardi di dollari pronti da spendere.

Ogni sforzo volto a ritardare la definitiva sconfitta dell’agonizzante sistema Occidentale si sta dimostrando e si dimostrerà del tutto inutile. L’Europa, gli Usa ed il Giappone non hanno fatto nulla per prevenire e mitigare gli effetti dell’attuale crisi economica ed ora i tardivi e scoordinati tentativi di mettere “una pezza” si dimostrano goffi ed inefficaci. Un ventennio di finanza drogata e folli spinte ai consumi basati sul debito hanno destabilizzato il sistema Occidentale e ridotto all’osso il risparmio, la maggior parte degli occidentali sono fortemente indebitati con gli istituti di credito per mutui e finanziamenti senza però disporre di riserve sufficienti necessarie al superamento di eventuali imprevisti. Sicuramente il credito è uno strumento essenziale per il buon andamento di uno Stato avanzato ma un abuso di tale strumento porta, come si è visto, a conseguenze drammatiche e durature.

La Storia ha trovato, ancora una volta, impreparato il Mondo Occidentale che cerca di arrampicarsi sugli specchi per arrestare una crisi che non comprende e che gli è assolutamente sfuggita di mano. Un cambiamento irreversibile è in atto e gli Stati Occidentali sono al riguardo nulla più che attoniti spettatori passivi. 

Commenti all'articolo

  • Di Amian Azzott (---.---.---.114) 24 ottobre 2008 20:14

    L’Europa e l’Occidente verrà colonizzato finanziariamente ed economicamente e in maniera duratura se non si arriverà a scoprire fonti ricche di energie alternative e rinnovabili... Ma i politici in grado di usare il cervello non esistono più in nessun paese perchè tutti si fanno comandare dalle multinazionali dell’energia che per ora non hanno nessun interesse a investire su questo tipo di progetti...

  • Di reza (---.---.---.88) 24 ottobre 2008 21:14

    Keyenes definisce con il termine "spiriti animali" la condotta dei finanzieri globali. 
    La delusione che segue la crisi internazionale in croso si diffonde in tutto l’occidente e nei paesi che si sono basati sul modello occidentale, con una velocità e un’intensità ineguagliabili nella storia e per nulla paragonabili ai precedenti crisi e quindi, presto ciò si trasformerà in isteria di massa, quando alla gente normale risulterà che la crisi sta toccando l’economia reale del luogo dove vive. 
    E’ chiaro orami che no si può fidare delle aziende, non si può fidare delle banche, non si può fidare dei analisti e nemmeno dei manager. Presto questa mancanza di fiducia si verserà anche sui governi e quindi, è proprio questa sfiducia che , come uno Tsunami, sta colpendo al cuore l’occidente, danneggiandolo gravemente.
    A nessun sincero analista della politica internazionale deve essere celato il fatto che , per quanto riguarda la finanza islamica, l’interesse generale per i fondi musulmani e il trasferimento degli investimenti convenzionali(quelli su modello occidentale) dalla finanza occidentale verso quella islamica è una conseguenza dell’11 settembre .
    Le conseguenze dell’11 settembre per i musulmani sono state una forte islamofobia ed anti islamismo , che hanno trovato larghi consensi nelle classi politiche occidentali. Alcuni partiti politici occidentali hanno basato la loro forntuna elettorale proprio sull’anti islamismo, viene da domandare; ma questi non sapevano che il risultato finale sarà semplicemente la fuga dei capitali dai loro mercati ?
    Cosa è ? il pregiudizio e il razzismo può rendere ciechi fino a questo punto che il disprezzo per il musulmano espresso dalla Lega nord, dalla FI e dall’AN e dalla larga parte della sionistra italiana, li fa rinunciare al bene del loro stesso popolo ?
    Evidentemente, chi ha organizzato l’11 settembre mirava proprio a questo che, in un occidente che viveva sul credito, con la fuga del denaro liquido dei musulmani , ha portato il sistema occidentale alla crisi attuale.
    Resta da domandare chi altro dispone ora del denaro liquido in occidente, ora che i musulmani sono scappati e persone come berlusconi non li vuole, con tutto il denaro pubblico che sta per ricevere gratuitamente in pachi regalo, cé qualcuno che sta per diventare padrone indiscusso dell’occidente.
    Chi è questo ?
    Se le masse occidentali stanno per scendere in piazza per avere i loro diritti, certo questo non può essere la gente dell’occidente!
     
    Con il dollaro ormai fantasma e l’euro morente (se l’Europa non dovesse farcela), la finanza islamica sta crescendo a velocità incredibili e di questo passo , come sembra dalle voci provenienti dai paesi isalmici, il DINARO D’ORO, sarà una realtà, un nuovo sistema al quale, per forza delle cose, la finanza internazionale dovrà adeguarsi.
    Sarà la Cina e la sua grande risorsa finanziaria in termini di liquidità, a dare la spinta forte a questo scenario. 
    Mentre il traibalismo fascista sta determinando scelte mortali per l’economia occidentale, sarà propria l’economia cinese che presterà fianco alla nascente finanza islamica e ciò succede perché, il tribalismo fascista (la scelta attuale dell’occidente per uscire dalla crisi) è l’antitesi della finanza islamica.
    E’ semplice, le maggiori(92%) risorse energetiche ancora a basso costo del mondo(costo di estrazione 60 dollari a barile) si trovanotra nel l medioriente e l’Asia centrale dove vivono i musulmani e la Cina per sostenere il proprio sviluppo ha bisogno di queste risorse. Mentre l’occidente è costretto a rivedere ogni piano militare che ha progettato per conquistare quei territori per mettere le mani sulle risorse del loro sotto suolo, la Cina senza aver bisogno di muovere eserciti potrà avere ciò che vuole con una sano e giusto rapproto stabilito su scambio di merci.
    I 63 dollari a barile di oggi non significano niente per questi paesi, tutto ciò è ancora l’effetto del potere che hanno gli stessi speculatori usurai che hanno portato l’occidente alla rovina e presto, quando si sapra del volume reale delle riserve strategiche, il petrolio tornerà a risalire e il taglio di 1,5 milioni di barili decisi dall’Opec oggi avrà , per prima volta nella storia, la mano decisiva sul mercato e sui prezzi del petrolio, cosa che i paesi produttori finora non avevano mai deciso, e di questo, per chi vuole essere realista più del Re che ora è nudo, è testimone il 150 dollari al barile deciso a Londra e a New york negli ultimi mesi prima della crisi.
    Sembra fantapolitica ? 
     

  • Di DD (---.---.---.140) 10 novembre 2008 15:10

    Chi troppo vuole nulla stringe. Sono proprio contento di questa situazione. Servirà all’uomo per migliorare? Non lo so. Visto l’atteggiamento della Cina e altre potenze l’unica spiegazione che posso dare é che il Karma delle nazioni si sta avverando. E’ il nostro gioco che ci ha condotti fin qui.
    Visto il tenore di vita che c’é in Cina non posso altro che vedere un mondo in cui la maggior parte delle persone sarà povera (una buona parte composta dagli imbecilli odierni(quelli che in pratica da ricchi sono diventati poveri)), e l’altra parte (quella più responsabile che ha utilizzato la stupidità di quelli che saranno i nuovi poveri) formata dai super ricchi.
    Poi ci sarà la parte formata da quelli come me: gli incazzati. Prendersela con i super ricchi o con quelli che saranno i nuovi poveri (in questi anni dovrebbero averlo già capito che le loro stesse idee provocheranno la loro povertà) non avrà nessuna differenza.

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