• domenica 27 maggio 2012
  • Agoravox France Agoravox Italia Agoravox TV Naturavox
  • Fai di AgoraVox la tua homepage
  • Contatti
AgoraVox Italia
NOVITÀ
Agoravox TV
  Home page > Attualità > Cultura > Traiettorie sociologiche: Lo schermo del sogno come specchio: Doppio sogno (...)
di Traiettorie Sociologiche (sito) venerdì 16 ottobre 2009 - 2 commenti oknotizie
8%
Articolo interessante?
 
92%
(13 Voti) Votate quest'articolo
  • Fare una donazione
  • Stampa
  • Lasciare un commento
  • Marquer et partager

Traiettorie sociologiche: Lo schermo del sogno come specchio: Doppio sogno e Eyes Wide Shut

di Rossella Lina Visciano
 
Pazienti ed analisti possono condividere in seduta un lapsus comune: chiamare “sogno” il film e “film” il sogno. Questo accade perché i film sono utilizzati come finestra sull’inconscio, come rappresentazione dell’alterazione degli stati di coscienza, come flashback; infatti essi hanno in comune la funzione di rappresentare “ricordi schermo” basati perlopiù sulla scena primaria. In questo senso la seduta psicoanalitica ha qualcosa del sogno e può essere assimilata al cinema, soprattutto in quella particolare fase in cui si manifesta come comunicazione mediata da immagini.

Il sogno rimane per l’analista una preziosa “spia” dei processi inconsci.
 
È proprio il sogno che mette i due protagonisti del film Eyes wide shut, William Hartford e la moglie Alice, di fronte alla consapevolezza del fallimento del proprio matrimonio dovuto alla mancanza di comunicazione e di sincerità da parte di entrambi. Nel film realtà e sogno si intrecciano a tal punto da portare la coppia all’inevitabile ed allo sgomento. Ma nulla succederà se non l’emergere della convinzione di entrambi che la realtà non è totalmente vera e che pure “nessun sogno è interamente sogno”… (Schnitzler, Doppio sogno, 2000, p. 114).

Il film è stato tratto dal racconto di Schnitzler, Doppio sogno, il quale esamina il rapporto di coppia tra un medico di successo, Fridolin, e sua moglie Albertine che, all’apparenza, sembrano coniugi abbastanza soddisfatti e senza problemi.
 
L’opera di Schnitzler, che è un racconto in bilico tra sogno e realtà, prende avvio a partire dall’apparente tranquillità della coppia che si trova a raccontare una fiaba alla figlia. Una scena calma, tranquilla, fiabesca, molto simile a quella rappresentata dal film di Kubrick, che nasconde una miriade di dubbi, incertezze, angosce, desideri repressi che una volta liberati coinvolgeranno i personaggi in una ridda di avventure reali, fantastiche e sognate costringendoli a percorrere le fasi della loro crisi alla ricerca affannosa di una verità che non esiste se non nel tentativo di una comprensione. Nessuna delle avventure erotico-surreali di Fridolin giungerà a compimento, il desiderio di tradire il marito è per Albertine solo un sogno. Entrambi si trovano a vivere situazioni alienanti dove il simbolo di tale estraniazione è la maschera ed il mistero che l’avvolge; non a caso Schnitzler dà alla novella il titolo di “doppio” e, non a caso, la sua storia inizia dalla conversazione fra i protagonisti sul veglione in maschera della sera precedente a cui i due hanno partecipato; infatti sia la festa nel Club, sia il vestito preso in prestito dal costumista, sia l’episodio del ritrovamento del cadavere della donna sacrificatasi per lui quella sera al Club, rappresentano il segno della perdita di identità che connota la crisi dei protagonisti. Dalla conversazione sulle futili avventure della notte (l’avventura di Fridolin nel Club ed il tradimento di Albertine nel sogno) i due passano ad un discorso più serio sui desideri nascosti che li portano ad esplorare regioni apparentemente nascoste che avrebbero potuto ignorare solo in sogno. Il sogno diventa così una “regione” dell’anima in cui si realizzano desideri repressi; infatti sarà proprio Albertine ad intraprendere un viaggio nel sogno dove è chiaro il desiderio di voler tradire il marito con il danese che l’aveva ammaliata durante una vacanza in Danimarca. Analoga situazione la vive anche Fridolin quando prende parte alla festa nel Club, ma con un’unica differenza: Fridolin non riuscirà a possedere la bella sconosciuta; Albertine, invece, si concederà al danese.

pagina successiva >>

di Traiettorie Sociologiche (sito) venerdì 16 ottobre 2009 - 2 commenti oknotizie
8%
Articolo interessante?
 
92%
(13 Voti) Votate quest'articolo
  • Fare una donazione
  • Stampa
  • Lasciare un commento
  • Marquer et partager

Commenti all'articolo

Lasciare un commento


(Per creare dei paragrafi indipendenti, lasciare fra loro delle righe vuote.)

Attenzione : questo forum è uno spazio di dibattito civile che ha per obiettivo la crescita dell’articolo. Non esitate a segnalare gli abusi cliccando sul link in fondo ai commenti per segnalare qualsiai contenuto diffamatorio, ingiurioso, promozionale, razzista… Affinché sia soppresso nel minor tempo possibile.

Sappiate anche che alcune informazioni sulla vostra connessione (come quelle sul vostro IP) saranno memorizzate e in parte pubblicate.

I 5 commenti che ricevono più voti appariranno direttamente sotto l’articolo nello spazio I commenti migliori

Un codice colorato permette di riconoscere :

  • I nuovi iscritti
  • I reporter che hanno già pubblicato un articolo
  • L’autore dell’aritcolo

Se notate un bug non esitate a contattarci.

Pubblicità


Pubblicità

Sondaggio

Sei favorevole alla possibilità che una coppia omosessuale adotti dei bambini?


Voter

Palmares

Pubblicità

  • Groupe Agoravox sur Facebook
  • Agoravox sur Twitter
  • Agoravox sur Twitter
  • Agoravox Mobile

AgoraVox utilizza software libero: SPIP, Apache, Debian, PHP, Mysql, FckEditor.


Sito ottimizzato per Firefox.