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di Traiettorie Sociologiche (sito) venerdì 18 settembre 2009 - 1 commento oknotizie
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Traiettorie Sociologiche. Crisi post-trapianto: dove – e chi – sono?

di Lucio Castracani
Il trapianto di organi è una pratica medica consolidata, ciò nonostante permette nuove riflessioni inerenti il corpo. Umberto Galimberti afferma:
 
… escludendo il significato simbolico della morte dal proprio raggio d’azione, allontanando senza rimorsi l’ambivalenza delle forze fauste e infauste che i defunti trascinavano con sé, espropriando il cadavere della sua morte, la scienza l’ha impiegato per costruirvi la sua rappresentazione del corpo (Canetti 2002, pag. 49),
 
la riduzione organicistica del corpo è stata però in alcuni casi estremizzata. Già nel 1748 Julien Offrey de La Mettrie, sostenitore della corrente anatomo-determinista, si riferiva agli uomini come macchine, ed in quanto tali, costituiti da pezzi intercambiabili (Pecchinenda 2008). Uno dei punti criticabili della teoria anatomo-determinista, come sottolinea Gianfranco Pecchinenda, è il nichilismo morale, ogni forma etica è superflua (ibidem). Il nesso tecnologia-decadimento morale, si ripresenta più volte nel corso della storia. In Italia ad esempio, possiamo riferirci al movimento futurista che condivide con la Mettrie l`esaltazione dell’Homme Machine. Umberto Boccioni in Forme uniche della continuità dello spazio realizzerà una mescolanza di uomo, energia e macchina:
 
… la testa è un montaggio di cranio, elmetto e parte di macchina, con un’elsa di spada in luogo del volto. La spinta in avanti della figura è bilanciata dai polpacci che sono modellati come fiamme di scarico, che fanno pensare ad energia propulsiva e a velocità di movimento; i muscoli della coscia sono profilati mettendo in rilievo la forza e l’efficienza aerodinamica; il torso è senza braccia, ma le spalle, dischiuse come ali che sbocciano, suggeriscono un’altra fonte di movimento continuo. Il petto è modellato per resistere alla pressione dell’aria (Kern 1988, pag. 154).
 
Tale operazione condizionerà Filippo Tommaso Marinetti nella sua idea di uomo superumano del futuro che sarà … costruito per una velocità onnipresente…dotato di organi inattesi, adatti alle esigenze di emozioni continue…(ibidem).
 
L’individuo tralascia l’interiorità cercando emozioni-shock nella tecnologia, ma chi vive con il cervello fuori dalla testa e i nervi fuori dalla pelle, non sa più che cosa voglia dire interiorità rispetto all’esteriorità (Pecchinenda 2008). Una simile espressione ci ricorda la condizione del cyborg, ibridazione tra uomo e macchina. Il cyborg troverà espressione nella letteratura cyberpunk, sottogenere di fantascienza noto alla fine degli anni Settanta in risposta alla proliferazione di tecnologie informatiche e di comunicazione. Come ammise lo stesso William Gibson, capostipite di questa corrente narrativa, a spingerlo verso la fantascienza fu la necessità di sintonizzarsi su mondi paralleli che gli permettevano di vedere la follia e la deriva del mondo reale. Ma nonostante l’intento sovversivo dei romanzi di Gibson, nonché, secondo Antonio Caronia, … il respiro filosofico, gli interrogativi sul destino dell’uomo, la ricerca di un’identità forse per sempre perduta. (Caronia, 2003, pag. XI), la tendenza Cyberpunk susciterà un interesse sempre maggiore per quei mondi paralleli raccontati nei romanzi, anziché una critica verso il mondo reale, travalicando i confini della letteratura. È il caso dell’artista Stelarc che si trasforma addirittura in un Cyborg. Mark Dery lo descrive:

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