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  Home page > Attualità > Cronaca > Terzigno: la polizia smonta i gazebo dei manifestanti e Cosentino torna a (...)
di RobertaLemma venerdì 17 dicembre 2010 - 0 commento oknotizie
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Terzigno: la polizia smonta i gazebo dei manifestanti e Cosentino torna a comandare

Chi ha dato ordine alla polizia di smontare i gazebo?

Siamo alla Rotonda, Terzigno.

I comitati anti discarica fanno una colletta e acquistano due gazebo che dovevano servire a dare riparo, in vista del gelo e della pioggia, ai presidianti, di giorno e di notte. È inverno, fa un freddo boia, spesso piove, ma loro sono sempre là a vigilare la loro Terra di giorno e di notte. Hanno degli elenchi in mano, sono i numeri di targa degli autocompattatori autorizzati a sversare a Terzigno, dentro cava Sari. Il capo del governo italiano ha acconsentito, con lo scopo di tenere a bada i presidianti vesuviani, che fossero soltanto i 18 comuni del Vesuvio a sversare dentro il Parco Nazionale del Vesuvio. Quante volte hanno riscontrato camion non autorizzati e provenienti fuori dalla zona vesuviana? Quante volte, i presidianti hanno bloccato camion perdenti percolato? Quante volte hanno trovato questi mezzi privi del tagliando dell'assicurazione? Moltissime volte garantendo addirittura dei sequestri e tutti i casi sono ben documentati; è normale debbano essere dei cittadini a vigilare, controllare, si sversi nel nome della legge? I due gazebo vengono montati in una area privata con il permesso del proprietario del terreno; non intralciano il traffico, non toccano il suolo pubblico. Praticamente è come se i due gazebo fossero stati montati nel giardino di un amico e affacciassero sulla strada.

È come se all'improvviso degli agenti di polizia entrassero, senza mandato, nel giardino di questa persona e, usando la forza, smontassero i gazebo. Violazione di domicilio?

Proprio così è andata. Un abuso di potere in piena regola.

“Hanno abbattuto i gazebo che servono da punto di ritrovo per la popolazione civile che ogni notte scende in strada per dare un segnale, costante e permanente e non violento sulla necessità di chiudere e bonificare la mortifera Cava Sari”, si legge in una nota dei comitati. Alla richiesta di esibire un mandato, le forze dell’ordine hanno risposto di non essere tenute a farlo e senza aggiungere parole o spiegazioni hanno proceduto allo smantellamento delle tende, dei gazebo e di tutte le strutture che davano riparo durante le notti di protesta. ''

Uno sgombro, forzato, in violazione di ogni procedura.

Il giorno dopo la risicata fiducia rinnovata a questo governo la Camera doveva discutere il decreto legge sui rifiuti in Campania con alcune modifiche approvate dalla commissione Ambiente, poi slittata a martedì prossimo, questi i punti del decreto; il presidente della Regione, Caldoro, potrà nominare commissari ad hoc non solo per realizzare i termovalorizzatori, ma anche per individuare i siti di discarica. Prevista, inoltre, la proroga delle competenze alle province in materia di raccolta e smaltimento dei rifiuti. E ancora: i lavoratori in esubero impiegati nei consorzi dei rifiuti dovranno essere obbligatoriamente riassorbiti dalle province campane e fino alla fine del 2011, comunque, potranno godere degli ammortizzatori sociali. Ricordiamo lo scandalo delle assunzioni in Campania? Quando si scoprì che molti impiegati veniva assunti perchè uomini del padrone e quindi, come le tre scimmiette, non devono parlare, sentire o vedere? Anche questi devono essere obbligatoriamente riassorbiti? Gli stessi consorzi sono ancora nelle grinfie dei magistrati incatenati: il gup Alessandra Ferrigno, accogliendo la richiesta della procura, ha inoltrato al Parlamento la richiesta di utilizzare le intercettazioni telefoniche tra il deputato e vice-coordinatore regionale del Pdl, l’imprenditore Sergio Orsi e l’ex presidente del consorzio intercomunale Ce 4, Giuseppe Valente. Per lo stesso motivo è stato sospeso il procedimento che riguarda il parlamentare Pdl. Anche la posizione del coordinatore regionale del partito in Campania, Nicola Cosentino, era stata oggetto di interesse dei pm: accusato di concorso esterno in associazione mafiosa per rapporti col clan e costretto alle dimissioni da sottosegretario all'Economia. Nei suoi confronti una richiesta d'arresto era stata respinta dalla Camera.


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