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 Home page > Tribuna Libera > Teoria del complotto e dietrologia: i killer sono tra noi

Teoria del complotto e dietrologia: i killer sono tra noi

Le cronache ci mostrano sempre più spesso azioni di cieca e apparentemente, inspiegabile violenza, ai danni d’ignari e innocenti cittadini il cui unico torto è stato quello di trovarsi a tiro di questi folli. 

Il killer di Tolosa in Francia, un carrozziere di 23 anni, ha ucciso senza pietà e senza tentennamenti, tra gli altri, sparandogli alla nuca, dopo averla presa per i capelli, una bambina che se non altro per età non poteva avere alcuna colpa.

Di solito ci troviamo al cospetto d’individui dalla psiche in confusione che vedono il male ovunque, si credono furbi, pensano di avere capito tutto come i folli delle Brigate Rosse. Per questi folli, ma non solo per loro, essere ricchi e potenti, persone o stati sovrani, è una colpa grave da punire con la morte.

Essere benefattori dell’umanità come Bill Gates che ha devoluto in beneficienza oltre la metà del suo immenso patrimonio è un’ulteriore prova di colpevolezza: se lo ha fatto è segno che ci avrà guadagnato.

Quando gli USA hanno liberato l’Europa dalla minaccia di quell’altro folle che è stato Hitler, l’hanno fatto perché in seguito avrebbero avuto bisogno dell’Europa per vendere i loro prodotti.

Moro è stato ucciso dalla CIA, le Torri Gemelle sono state abbattute per ordine di Bush e così via.

Complottismo e dietrologia sono le lenti deformanti attraverso le quali questi folli interpretano la politica mondiale. Spesso essi sono condizionati dall’appartenenza a fazioni politiche estremiste o a confessioni religiose integraliste e intolleranti. Queste fazioni affascinano larghi strati delle popolazioni, soprattutto quegli individui i cui comportamenti sono determinati più dall’emotività che dalla razionalità, individui che reagiscono a modo loro all’incalzare delle preoccupanti notizie propagate pressoché quotidianamente dai mezzi d’informazione che, a loro volta, alla perenne caccia di lettori propinano loro notizie forti, raccapriccianti, delitti cruenti oppure quando queste notizie scarseggiano, spaventano la gente evocando scenari catastrofici causati da disastri nucleari, cementificazione, collasso della natura, paura della tecnologia, dei progressi della scienza, rimpianti per il perduto mondo contadino, per il minimalismo, l’arte povera.

Questo filone è l’arma brandita da varie organizzazioni sedicenti ambientaliste che al contrario dell’umanesimo, propugnano non l’uomo al centro della loro distorta filosofia ma la natura, in sostanza una natura che se desse retta a loro sarebbe priva di uomini tanto essi sono intransigenti. Queste organizzazioni sono responsabili del miserando declino del nostro Paese, stremato da quasi mezzo secolo di guerra civile, dall’odio degli uni contro gli altri, homo homini lupus, dalla guerra senza quartiere dell’opposizione ideologica, preconcetta, contro la maggioranza e contro le istituzioni, sono le prime responsabili dell’immobilismo del Paese, che essi condannano alla miseria economica e culturale. Un Paese di sedicenti progressisti nemici convinti di ogni progresso, un Paese di vecchi, un Paese di pochi, pochissimi giovani sfiduciati, che non studiano e non lavorano e nemmeno cercano il lavoro, un popolo destinato all’estinzione nello spazio di pochi decenni.

Il famoso oncologo Umberto Veronesi ha lanciato esplicitamente l’allarme dichiarando che nel mondo d’oggi e soprattutto in Italia, si registra una preoccupante cultura antiscientifica e antimodernista. 

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