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Tappa straordinaria della Rainbow Warrior di Greenpeace a Civitavecchia

Carbone, il killer silenzioso.

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La Rainbow Warrior III nel porto di Civitavecchia
 
"Non è un Paese per fossili", il tour partito il 25 giugno scorso dalla Liguria dove è sotto sequestro la centrale di Vado Ligure di Tirreno Power, avrebbe dovuto proseguire per Palermo, senza effettuare alcuna tappa a Civitavecchia. Almeno questo il programma fino a un paio di giorni fa della Rainbow Warrior III, la tecnologica nave a vela di Greenpeace dotata di un rivoluzionario sistema di alberatura con 1260 metri quadrati di vele, erede di quella che i servizi segreti francesi sabotarono, provocandone l’affondamento, nel porto di Auckland in Nuova Zelanda.

Era il 1985, di mezzo c’erano i test nucleari in Polinesia, con le inevitabili contaminazioni di intere popolazioni e del mare, ma fu anche grazie all’attivismo di Greenpeace che quel tipo di esperimenti cessarono. Dal 2006 è invece il carbone e le centrali che lo utilizzano - definite “killer silenziosi”- ad essere nel mirino della ONG e dei comitati popolari e associazioni locali, da sempre sul piede di guerra contro impianti ritenuti dannosi per la salute. Civitavecchia con il carbone ha in comune oltre 60 anni di storia ed è storicamente uno dei posti più caldi in Italia per le proteste contro l’inquinamento prodotto da varie fonti, tra le quali il traffico marittimo, e, in misura superiore, le centrali termoelettriche. Oggi ve ne sono due in esercizio, una a carbone, TVN di ENEL, l’altra a gas, TVS di Tirreno Power (Sorgenia), quest’ultima in stato di crisi.

Ma a convincere Greenpeace a inserire la tappa di Civitavecchia, sito nel 2013 della manifestazione, “criticAL CARBONE”, è stata la richiesta della nuova amministrazione comunale, guidata dal sindaco Antonio Cozzolino, da anni impegnato nelle manifestazioni per l’ambiente e in difesa della salute. Ed è stata una scelta indovinata, perché la Rainbow Warrior, ormeggiata in porto davanti alle grandi navi da crociera, ha riscosso un notevole interesse da parte di tanti cittadini saliti a bordo per la visita.

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da sinistra: Fulvio Floccari, Alessandro Manuedda, Andrea Boraschi, Gabriele Salari
Conferenza stampa a bordo della Rainbow Warrior 2 luglio 2014
 
Nel corso della conferenza stampa a bordo della nave, i temi toccati da Andrea Boraschi, responsabile campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia, sono stati il carbone e la minaccia delle trivellazioni nel Mediterraneo con i gravi rischi per il delicato ecosistema marino. Sul carbone è ormai un dato di fatto che, a livello globale, le emissioni di CO2 dovute alla utilizzazione di questo combustibile sono responsabili del gas serra per circa il 40% del totale. Non meno impressionanti sono le stime per l’Italia di 500 morti premature per anno e 113.000 giornate perse in conseguenza del carbone bruciato nelle centrali. Dati allarmanti, elaborati dallo IER dell’Università di Stoccarda, ma che non sembrano fermare ben 52 progetti di centrali a carbone in Europa.
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Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo Greenpeace Italia
 
Ma è tutto l’insieme delle riserve fossili a destare grande preoccupazione. In prospettiva, secondo Giuseppe Onufrio direttore esecutivo di Greenpeace Italia, intervenuto nel corso di una manifestazione organizzata l’altro ieri dal comune di Civitavecchia, il “75% delle riserve provate di combustibili fossili devono rimanere nel sottosuolo se vogliamo avere l'80% di possibilità di tenere il riscaldamento globale sotto il 2%”. Superando il 2% ci troveremo di fronte a cambiamenti climatici gravi e imprevedibili. Si comprende così come la prossima tappa della Rainbow Warrior sia Palermo. La Sicilia, infatti, la Sardegna e l’Adriatico sono infatti sotto oggetto di interesse per le trivellazioni alla ricerca di petrolio che, oltre a non rappresentare la risorsa che garantirebbe all’Italia un’autonomia duratura, presenta rischi altissimi in caso di perdite di petrolio. E i danni per il turismo, la pesca sostenibile e l’ambiente e la salute sarebbero incalcolabili e difficilmente quantificabili. Durante la conferenza stampa, è intervenuto anche l’Assessore all’Ambiente del comune di Civitavecchia, Alessandro Manuedda, che ha ribadito il cambio di “verso”, per usare un termine in voga, rispetto alla precedente giunta. È necessario, secondo l’assessore, sganciarsi dalla logica delle compensazioni ambientali che hanno visto l’ENEL elargire milioni di euro che, utilizzati sinora per tappare le falle gestionali, non hanno impedito al comune di trovarsi in un grave stato finanziario. Sarà opportuno, prosegue l’Assessore Manuedda, rivedere, in sede di Ministero dell’Ambiente, i termini dell’Autorizzazione concessa alla centrale di TVN, visti i dati da primato regionale relativi a molte patologie che affliggono i residenti, confermati da tutti gli studi epidemiologici eseguiti sul campo.

Il neo consigliere comunale Fulvio Floccari, nefrologo presso il locale Ospedale San Paolo e socio ISDE-Medici per l’Ambiente, che ha organizzato praticamente a costo zero la manifestazione cittadina con spettacoli a sostegno del tour Non è un Paese per fossili, ha chiuso la conferenza stampa, escludendo qualsiasi utilizzazione di biomasse, rifiuti o altro per l’impianto TVS di Tirreno Power. Prossime tappe della Rainbow Warrior saranno Palermo il 5 e 6 luglio, Capodistria-Koper, il 25 e 26 luglio, Brindisi, 2 e 3 agosto.

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