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TFA e sanatorie: a scuola il merito non conta

Raccontare in maniera impersonale una vicenda che riguarda da vicino è impresa assai ardua, soprattutto in tempi di "rese dei conti" e di grande incertezza per il prossimo futuro, oltre che di sconforto per una vicenda dai contorni paradossali.

Il soggetto della questione è il Tirocinio Formativo Attivo (TFA), istituito per la prima volta per l'a.a. 2011/2012 ma che si sta concludendo in questi giorni per molti dei circa 11.000 selezionati. Selezionati, appunto, che hanno sostenuto e superato tre prove selettive: un pretest nazionale, una prova scritta ed una prova orale, e che hanno versato alle diverse Università italiane tasse d'iscrizione di 2700 euro (in media) per poter frequentare un percorso di formazione fatto di corsi di didattica generale e speciale, pedagogia, progettazione, e didattiche disciplinari, oltre che il tirocinio nelle scuole. Esami, sacrifici economici e ritmi forsennati ma, alla fine, la soddisfazione di avercela fatta, di vedere il traguardo all'orizzonte dopo una tortuosa salita.

Tutto ciò avrebbe dovuto portare la possibilità di iscriversi in seconda fascia d'istituto e di poter far valere il titolo abilitante per le supplenze, sulla base della programmazione numerica operata dallo stesso Ministero dell'Istruzione, sulla base dei fabbisogni delle scuole. Tutto ciò, invece, rischia di essere vano o, comunque, pesantemente inflazionato dall'ormai imminenete attivazione dei TFA SPECIALI, riservati ai docenti che hanno accumulato servizio senza essere abilitati e che, così, potranno godere del medesimo titolo abilitante senza doversi sottoporre ad alcuna selezione in ingresso.

Inoltre, considerando il fatto che in passato erano presenti altri percorsi abilitanti (le SSIS) nella gran parte dei casi si tratta di docenti che, quando ne ebbero la possibilità, non riuscirono ad abilitarsi tramite selezione e che, pur avendo prestato diversi anni di servizio, non hanno mai superato alcuna prova concorsuale o hanno deciso di non sottoporvisi.

Se da un lato l'istituzione del TFA SPECIALE rappresenta una risposta alle indicazioni dell'Unione Europea in termini di stabilizzazione dei precari, dall'altra parte emerge una più che evidente falla nel meccanismo, considerando che non verrà operata alcuna differenziazione tra coloro che hanno superato tre prove selettive e coloro che, per mero servizio, raggiungeranno il medesimo titolo abilitante e che, forti dei maggiori punti di servizio, scavalcheranno nelle graduatorie gli abilitati del TFA ORDINARIO. 

A questi ultimi, dopo un anno di tirocinio formativo, resteranno le briciole e, soprattutto, l'ulteriore consapevolezza che in Italia il "merito" risulta essere una parola svuotata del suo significato.

 

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.65) 4 luglio 2013 13:36

    Sono uno di quelli che ha ottenuto l’abilitazione tramite TFA ordinario, avevo riposto tante speranze per il mio futuro nella scuola. Ho investito soldi e tempo, ed ora arriva la beffa, i TFA speciali (si speciali per quelli che in tutti questi anni di insegnamento non sono riusciti a vincere nessun concorso o prova abilitativa, a loro lo stato riserva un trattamento speciali). Mi sento di dire che sono stato truffato dallo stato, e se fosse possibile vorrei indietro i miei 2700euro. Come sempre, chi può abusare del potere cambia le regole mentre la partita è in corso.

    G.B.

    • Di (---.---.---.190) 4 luglio 2013 17:52

      G.B. scusami ma:

      1) la tua abilitazione nessuno te la tocca

      2) i TFA speciali sono stati pensati insieme all’ordinario e attivati dopo, ma si sapeva già

      3) i TFA speciali non sono mica gratis

      4) Mi sai dire quando è stato l’ultimo concorso o ti rinfresco io la memoria?

      Ti auguro il meglio

      RB

       

  • Di (---.---.---.190) 4 luglio 2013 17:49

    Domanda: quanti "concorsi o prove abilitative" sono stati proposti a chi voleva inserirsi nella scuola negli ultimi 8 anni?

    Risposta: una SISS 8 ANNI FA e un TFA l’anno scorso.

    Domanda: chi negli ultimi otto anni ha insegnato come si abilitava? Al Cepu?

    Domanda: dopo 8 anni di lavoro al pari degli abilitati cosa dovrebbe fare? Il bidello?

    Domanda: cari neo-laureati freschi di studi e senza famiglie da portare avanti, non siete avvantaggiati nel superare i nuovi concorsi?

    Domanda: perchè chi fa l’insegnante da anni non può continuare a farlo?

    Rispondetemi se ci riuscite

    • Di paolo (---.---.---.194) 4 luglio 2013 19:15

      Non ti possono rispondere . La stortura è nel manico , prima di aprire ai TFA bisognerebbe collocare a ruolo quelli che per anni hanno fatto precariato . Non è accettabile che un vincitore di concorso fresco di studi soffi il posto a chi ci lavora da anni . Al limite sarebbe ammissibile se ci fosse un concorso all’anno per l’abilitazione ,chi non partecipa o non lo supera cavoli suoi.

      Riguardo al merito sarei un pochino cauto .Io manco dall’insegnamento da quasi trent’anni ,avendo preferito l’attività professionale .Per i miei ricordi i concorsi servivano a piazzare frotte di raccomandati da tizio e caio ,scavalcando chi magari aveva maturato un diritto .Può darsi che oggi non sia più cosi’ ma ritengo che chi ha fatto il precario per anni , magari saltando di qua e di là ,non debba essere penalizzato .Meglio la gavetta al concorso , è più trasparente.

      Piuttosto sarei propenso ad un test sulla qualità formativa ed attitudine cattedrattica per tutti , di ruolo e non , per verificare la qualità dell’offerta che viene messa in campo e poi all’ontanare chi non è idoneo.Ma anche qui la cosa potrebbe essere strumentalizzata per fini poco chiari e allora ,prima quelli che hanno sfachinato per anni (con stipendi non esaltanti)e poi a seguire gli altri.

    • Di (---.---.---.188) 4 luglio 2013 19:26

      La sissis c’è stata fino al 2007 e ultimamente c’è stato il tfa quindi chi insegna da 8 anni qualche possibilità l’ha avuta in entrambi i casi, io penso che chi insegna da 8 anni evidentemente non è riuscito a superare le selezioni e comunque chi ha passato il tfa ordinario da cosa si evince che è neolaureato fresco di studi e senza famiglia da portare avanti? Il tfa è una sorta di titolo di specializzazione e deve essere a numero chiuso e con selezione così come avviene per tutte le categorie professionali (senza sconti)

    • Di (---.---.---.190) 5 luglio 2013 08:29

      Ovvero: chi insegna dal 2007 (siamo a 6 anni scolastici e andiamo per il settimo) ha avuto a disposizione un TFA ordinario. Quante occasioni perse!

      Tralasciando la serietà delle prove di ingresso (test assurdi e lo sappiamo tutti), ribadisco che il TFA è stato istituito preannunciando il TFA speciale, che deve servire ad agevolare colora che hanno già in questi anni sviluppato competenze e acquisito merito.

      Se tra questi c’è chi ha deciso di non aspettare e di fare il tfa ordinario buon per lui e complimenti.

      Da qui a buttare fuori chi non l’ha fatto ce ne passa. 75mila insegnanti, 75mila famiglie, 75mila carriere nel cesso? E’ meritocrazia?

       

  • Di (---.---.---.74) 5 luglio 2013 08:29

    Se desideriamo un sistema scolastico che garantisca l’occupazione a docenti meritevoli ritengo che l’attuazione dei TFA SPECIALI non sia la strada giusta da prendere.

    Piuttosto sarebbe onesto ricalibrare i metodi di calcolo degli esagerati punteggi aggiuntivi riguardanti l’anzianità di servizio nell’ impianto già funzionante dei TFA ORDINARI.

    Se il sistema scolastico dimostrasse fiducia nei confronti dei giovani meritevoli invece che penalizzarli come attualmente sta accadendo e come rischia di perpetrarsi nuovamente, ritengo che nel breve periodo potremmo percepire i risultati positivi di una nuova classe di docenti, grati per l’opportunità lavorativa concessa e seriamente impegnati, in quanto motivati per la responsabilità educativa loro affidata.

    • Di (---.---.---.190) 5 luglio 2013 08:31

      Largo ai nuovi entusiasti giovani docenti e al macero i docenti da 5-6 anni? Ricetta geniale

    • Di (---.---.---.74) 5 luglio 2013 08:49

      UN SISTEMA SCOLASTICO VALIDO DOVREBBE PREMIARE IL MERITO, DIMOSTRABILE MEDIANTE UN TEST D’ACCESSO, COME AVVIENE NELL’IMPIANTO DEI TFA ORDINARI.

      I TFA SPECIALI PREMIANO SOLO L’ANZIANITA’ DI SERVIZIO, CHE NON E’ ASSOLUTAMENTE GARANZIA DI MERITO.

      E’ INUTILE E INGIUSTO APPELLARSI A DIRETTIVE EUROPEE O PRETESE ASSURDE DI DIRITTI ACQUISITI PER SOLA ANZIANITA’.

      VOGLIAMO DOCENTI MERITEVOLI SI O NO?

    • Di (---.---.---.190) 10 luglio 2013 11:22

      Meritevoli sono quindi coloro i quali sono in grado di passare un astruso test d’ingresso e una serie di esami successivi pur non sapendo cosa voglia dire stare in aula ad insegnare.

      Non meritevoli sono invece coloro i quali hanno insegnato per anni e sono stati apprezzati da colleghi, studenti e genitori, perchè per qualche motivo non hanno fatto o passato il test.

      Una volta capito il significato delle parole è più facile discutere.

       

  • Di (---.---.---.74) 5 luglio 2013 08:33

    APPELLO A TUTTI I DOCENTI UNIVERSITARI INTERESSATI AL MERITO:

    BOICOTTATE I TFA SPECIALI, SANATORIA DELL’INCOMPETENZA!

    • Di (---.---.---.190) 5 luglio 2013 09:55

      Con quale autorità lei giudica incompetenti docenti che lavorano da anni?

      Li conosce uno ad uno?

      Vogliamo testare tutti i prof e fare una classifica nazionale?

      E certi tromboni vecchi e stanchi e senza passione che fan più danni del colera?

      Ma come si permette???

  • Di (---.---.---.53) 1 settembre 2013 20:30

    tutti bravi voi dei pas eh. stimati da genitori e da alunni... che bravi ragazzi

  • Di (---.---.---.6) 4 ottobre 2013 02:48

    Non so se sia una questione così difficile, ma provo a semplificarla.

    Chi stabilisce che un docente che non ha mai superato una selezione sia competente e preparato? Boh. Lui stesso mediante autocertificazione? 
    Chi stabilisce che un docente che ha superato una selezione lo sia? La difficoltà delle stesse prove.
    Non credo sia difficile capire un concetto così semplice e non vedo onestà intellettuale da parte di chi non lo ammette, ma solo scuse pretestuose per giustificarsi

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