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Strategie per salvare Napoli

Presentazione del volume 'La Baia di Napoli' 

Lunedì 18 giugno 2018, alle 9.30, nell'Aula Magna Storica Università di Napoli Federico II – Corso Umberto I, Napoli, saranno presentati i due volumi, La Baia di Napoli. Strategie integrate per la conservazione e la fruizione del paesaggio culturale a cura di Aldo Aveta, Bianca Gioia Marino e Raffaele Amore.

I testi, che rappresentano il risultato di una ricerca applicata promossa dalla Scuola di Specializzazione in Beni architettonici e del Paesaggio dell'Ateneo Federico II. Affrontano temi pluridisciplinari inerenti il paesaggio storico-culturale – dalla natura alla geostoria, dall'architettura all'urbanistica, dall'archeologia e ad altre forme di espressione culturale –che riguardano un territorio di straordinaria valenza storico-documentaria e paesaggistica, quello prospiciente la Baia di Napoli. Al suo interno sono compresi 40 Comuni che si bagnano nei golfi di Napoli e di Pozzuoli: vengono analizzati caratteri e valenze e si definiscono criticità e potenzialità per uno sviluppo equilibrato e sostenibile delle comunità. Vengono esaltate le diverse valenze (geologiche, geofisiche, naturali), nonché il patrimonio di archeologia, anche sommersa, di storia, arte, architettura, ambiente, ma anche i beni immateriali o intangibili che caratterizzano l'identità delle comunità locali.

Emerge l'esigenza di una nuova e urgente strategia politica, nella consapevolezza che tali risorse culturali e paesaggistiche possono rappresentare il volano per lo sviluppo economico e sociale di un contesto territoriale unico al mondo.

La giornata sarà aperta dai saluti di Gaetano Manfredi, Rettore dell'Ateneo federiciano, Piero Salatino, Presidente della Scuola Politecnica e della Scienze di Base, Mario Losasso, Direttore del DIARC, Maurizio Giugni, Direttore DICEA, Domenico Calcaterra, Direttore DISTAR, Edoardo Massimilla, Direttore DSU, Matteo Lorito, Direttore del Dipartimento di Agraria e Renata Picone, Direttore della Scuola di Specializzazione BAP.

Le Università italiane e, in particolare, la Federico II, il CNR ed altri istituti di ricerca hanno fornito, in linea con tale visione, un supporto fondamentale grazie alla significativa integrazione dei diversi saperi specialistici, umanistici e tecnici.

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