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Società Autostrade e crollo del ponte di Genova | Revoca della concessione: macchine indietro, adagio

Il Governo ha orgogliosamente annunciato, pubblicamente: “udite, udite, revochiamo la convenzione ad Autostrade, senza se e senza ma”.

A onor del vero nel comunicato ufficiale del governo, scritto nero su bianco, già non si parlava di revoche.

Abbiamo saputo che la revoca della concessione…. beh oggi non si fa, domani, forse. Dopo una accurata indagine, probabilmente, chissà.

Evidentemente tutto dipenderà dai risultati. dell'indagine, in sostanza del processo. Com’è giusto che sia in un paese civile.

Nei prossimi giorni è possibile che innestino decisamente la marcia indietro e rinuncino alla revoca della concessione, ma è assai più probabile che se ne parli sempre meno e la cosa, piano piano, finisca nel dimenticatoio.

Forse domani, o più probabilmente nei prossimi giorni, il titolo autostrade tenterà un rimbalzo in borsa, o magari una lenta risalita. Sarebbe da comprarne un po', con cautela.

Ma intanto oggi sono stati bruciati cinque miliardi e qualcuno ci ha lasciato le penne.

Cos’ha ottenuto il governo con la minaccia di revocare la concessione? Un danno economico da 5 miliardi in borsa, pari a cinque o dieci volte il costo della ricostruzione del ponte di Genova. Il 30% di quel danno lo ha pagato la famiglia Benetton (e può darsi che se lo meriti), 3,5 miliardi li pagano i piccoli risparmiatori, i fondi comuni, gli obbligazionisti, i dipendenti, i fornitori, i creditori… e perfino i clienti. Tutta gente che non ha alcuna colpa.

E' è servito a qualcosa? Le strade sono più sicure?

Parliamoci chiaro, non è mica necessario che le autostrade siano private, se lo Stato ha capitali per costruirle e le capacità tecniche per gestirle in modo efficiente... le faccia pure. Personalmente credo poco nella capacità di gestione dello Stato, ma questa è solo una mia opinione. Ben vengano le autostrade pubbliche. Magari anche senza pedaggio. E’ solo un problema di soldi e di capacità imprenditoriale, ovvero capacità di gestione dell’opera.

Se lo Stato dispone dei soldi (senza aumentare le tasse) ed è in grado di costruire le opere pubbliche… si faccia avanti e costruisca, siamo tutti contenti. L’italia ha un estremo bisogno di infrastrutture nuove e di manutenzione per quelle esistenti. Ma i soldi ci sono? Il principio della concessione (o del project financing e cose del genere, roba che esiste in tutto il mondo) non è stato ideato mica per fare un regalo ai privati, nasce per la necessità di realizzare opere e per la mancanza di capitali pubblici. I privati ci investono e, se la cosa è fatta bene, c'è un vantaggio per tutti. Per l'impresa perché realizza un profitto e per il pubblico perché realizza un'opera necessaria. Ma chi investe nella concessione... come minimo vuole essere tutelato contro l'arbitrio. Altrimenti ce lo possiamo scordare che, in Italia, la gente investa in opere pubbliche o i imprese di qualsiasi genere.

Se andiamo avanti così... gli investitori, italiani ed esteri, fuggiranno, il declino economico e la disoccupazione aumenteranno. Ho l’impressione (è una mia impressione e mi assumo il rischio di prendere un granchio grosso come un favollo) che si faccia un po’ di confusione fra impresa (azienda) e imprenditore.

L’imprenditore è una persona, può essere bravo o incapace, onesto o disonesto. Così come i dipendenti e come tutti gli uomini, qualsiasi lavoro facciano, dal più umile al più prestigioso, dal magistrato al porta. Mettere in galera le persone, se hanno commesso un reato, è doveroso, mettere in crisi le imprese è da dementi. Revocare la concessione? E per cosa? A prescindere dalle penali, cosa ottieni quando hai revocato la concessione? L'impresa in se (per quanto ne so) è sana, dispone di mezzi tecnici, economici, personale ed organizzazione. Se qualcuno pensa che si possa revocare la concessione ad Autostrade, passare tutto all'Anas ed ottenere un vantaggio... è in illuso. Quanti sono le strade, i ponti ed i viadotti gestiti dall’Anas (o dal “pubblico”) che sono a rischio, mal costruiti, pieni di difetti, buche, scarsa manutenzione e roba del genere. E di solito non è colpa delle persone che ci lavorano, ma della politica e della mancanza di risorse.

E se togliamo la concessione a soc. Autostrade per poi concederla ad altri, pensate forse che cambi qualcosa? Se i nuovi gestori saranno degli avidi e non saranno soggetti a controllo su quello che fanno… avremo forse qualche garanzia in più sul fatto che facciano la manutenzione delle opere? Se dietro al crollo del ponte di Genova c’è una responsabilità… è a livello di persone: il principale azionista o forse il CDA, o forse gli alti dirigenti. Non lo so. Per saperlo bisogna indagare. Si indaghi, si giudichino le persone, si condannino, si sbattano in galera e, a titolo di risarcimento, si pignorino le loro quote di proprietà. Possiamo pure decidere, al limite, di tagliargli la mano destra. Ma dopo un processo.

Per quanto riguarda l'impresa però (o forse sarebbe meglio dire l'azienda, intesa come complesso di beni organizzati per l’esercizio dell’impresa....) beh, quella salviamola. E per cortesia, non penalizziamo i risparmiatori, i dipendenti, i fornitori, gli obbligazionisti, i creditori, le banche, i clienti...

Commenti all'articolo

  • Di Angelo Umana (---.---.---.121) 19 agosto 08:59


    "3,5 miliardi li pagano i piccoli risparmiatori, i fondi comuni, gli obbligazionisti, i dipendenti, i fornitori, i creditori… e perfino i clienti": non si vede come costoro pagheranno il calo di borsa delle azioni Atlantia & C. Chi possiede azioni, compresi dunque i piccoli risparmiatori che le hanno comprate direttamente o tramite i fondi, deve sapere che ogni evento ha effetto sul corso del titolo (ad es. i risultati delle società di calcio quotate), deve avere una certa propensione al rischio: finché non vengono vendute queste azioni possono anche risalire e solo al realizzo si guadagna o si perde, dunque la perdita che lei dice - e non si vede cosa c’entrino dipendenti fornitori creditori e perfino obbligazionisti (???) - è solo virtuale, sulla carta, perderei nel caso di un’ipotetica vendita. Allo stesso modo nessuno di coloro che NON le venderà, e che magari adesso dati i bassi corsi stà comprando, guadagnerà di fatto quando l’azione tornerà a salire. Il maggiore o minor valore è solo sulla carta.
  • Di paolo (---.---.---.49) 19 agosto 11:31
    Dalla lettura dell’articolo e del commento si trae una sensazione un pò strana, ma potrebbe anche essere solo una mia sensazione. La preoccupazione per l’azionariato minore, che deve comunque mettere in conto il rischio dell’investimento altrimenti sarebbero solo gentili cadeau può, in un caso come questo, diventare un criterio per indurre ad una cautela nell’avvio delle procedure di revoca o caducazione della concessione ?
    Cosi’ come non mi è ben chiaro come sia possibile punire gli eventuali ( probabili) responsabili, ovvero l’azionariato di riferimento (Benetton) e i quadri dirigenziali, in maniera tale che l’impresa ne esca senza alcun danno. A meno di non pensare che con i soldi si possa andare ad una sorta di compensazione e poi tutto torna come prima. Non sarebbe giustizia ma un concordato e di fronte ad una strage di innocenti mi riesce un pò difficile da accettare.
    Certo per condannare occorre un processo, ovvero a babbo morto secondo la migliore tradizione italica e con tutti gli annessi e connessi, ma e nel frattempo? Lasciamo stare tutto cosi’, accettiamo la mancia e le promesse?.
    Benissimo quindi ha fatto il governo Conte a dare corso subito alle procedure, senza se e senza ma. Di fronte a certe evidenze c’è poco da usare cautela.
     Quindi avanti tutta, altro che macchine indietro e adagio.



    • Di GeriSteve (---.---.---.128) 19 agosto 16:31

      PURCHE’ NIENTE CAMBI...

       

      Mio caro Paolo,

       

      mi dispiace doverti sgridare ben due volte nella stessa giornata: ma tu lo hai letto o no "il gattopardo" ?  Come fai a non capire cosa vuole il Persio Flacco?

       

      Che i Benetton e la loro azienda non vengano minimamente toccati, per non danneggiare gli innocenti risparmiatori!

       

      Che si trovi un capro espiatorio di second’ordine e che si dia a lui tutta la responsabilità.

       

      Meglio poi se il capro espiatorio è clamorosamente innocente, così alla fine della sceneggiata si assolve anche lui e tutto, ma proprio tutto, resta come prima.

       

      Il copione è vecchio, ma consolidato e con ottime referenze: ha funzionato tante volte!

       

      Finch’è qualcuno ci crede e ci casca.

       

      Che sia arrivato il giorno di farla finita?

       

      GeriSteve

    • Di GeriSteve (---.---.---.128) 19 agosto 16:48

      Chiedo scusa al Persio Flacco del mio imperdonabile errore: l’articolo gattopardesco non è suo ma del Tantussi.

      GeriSteve

    • Di Angelo Umana (---.---.---.100) 19 agosto 19:14

      @paolo L’azionariato minore è proprio minore, provi a fare una ricerca di quanti privati "poveri" risparmiatori detengono azioni atlantia: la più parte la hanno il gruppo di controllo, investitori grossi e i fondi, le cui quote sono in portafoglio a risparmiatori, indirettamente azionisti dunque. Ma chi investe in azioni o in un fondo azionario deve sapere bene cosa sta facendo, nessuno può garantirgli alcunché (ricorda veneto banca e pop vicenza, immagino), le sorti del suo risparmi o sono legate ai successi/insuccessi della società. Nessuna cautela o protezione dovuta dunque per il piccolo risparmiatore informato.

  • Di angelo umana (---.---.---.121) 19 agosto 22:26
    angelo umana

    Non capisco perché, sig. Tantussi, è sparita parte della ns. conversazione, un mio commento alle frasi un pò ad effetto che lei diceva: borsa in sofferenza, "bruciati" tot miliardi, poco sopra dice di qualcuno che col ribasso delle azioni ci ha rimesso le penne ... e non pensiamo ai 43 che ce le hanno rimesse veramente. Da vergognarsene un pò, no? Che dice? Chi ha in mano le azioni - e mi creda non sono poveri piccoli rispamiatori - sa che in qst giorni gli valgono meno, non s’è bruciato niente finché non si vende, anzi chi le compra in qst gg magari farà grandi affari in caso di successivi rialzi. Purché non soffra lei la borsa non soffre, ha tanti altri titoli che compensano qst perdita momentanea. Assolutamente campato in aria poi il suo concetto che fornitori non verranno pagati, che dipendenti perderanno il posto, stupidaggini del genere le lasci dire a Renato Schifani, il quale s’è preso pena dei piccoli risparmiatori, chissà come mai?! Pretestuosamente, dato che le amicizie dei Benetton consentono loro fior di difensori, come la Severino ad esempio.

  • Di Enzo Salvà (---.---.---.226) 20 agosto 00:14

    Non posso che essere d’accordo con Tantussi, ribadisco il concetto centrale: a che serve fare annunci di guerra e punizione immediata? Non si poteva aspettare, almeno per rispetto ai morti ed alle famiglie, che tutti i corpi fossero recuperati e seppelliti? Scappava qualcuno o qualcosa ? oppure qualcuno è stato messo in galera? Un annuncio scuote o mette in allarme o tranquillizza, ad esempio, chi investe in borsa.

    Probabilmente Soc.Autostrade avrebbe inevitabilmente perso ugualmente ma il semplice annuncio potrebbe essere sospettato di avere provocato deliberatamente il crollo per favorire la speculazione e questo, qualora la concessione non dovesse venire revocata, sarà un’accusa, probabilmente non provata, al governo di avere fornito informazioni a qualcuno mettendolo al corrente che la revoca, alla fine, non ci sarà. (insider trading)

    Ha ragione Tantussi quando parla dei piccoli investitori o risparmiatori dei fondi. Generalmente in fondi per piccoli risparmiatori poco propensi al rischio o non sufficientemente informati che risparmiano pochi soldi, i loro, guadagnati lavorando, c’è una parte consistente di titoli di Stato che danno sicurezza, ed una parte più piccola di capitale di rischio. Soc. Autostrade è evidentemente un’azienda stabile, sicura, che produce utili, perché non dare tempo ai fondi di sbarazzarsi liberamente di quei titoli, ripeto, molto probabilmente in perdita, magari contenuta, mettendoli davanti ad una perdita notevole senza possibilità di difesa?  Per un annuncio? Grande servizio: alla catastrofe in un momento dove secondo me solo il cordoglio era ammesso, aggiungiamo perdite a chi non c’entra nulla?

    Qualcuno pensa davvero che il famigerato spread non venga influenzato da annunci, magari improvvidi non sostenuti da provvedimenti, dire-fare? Allora mi si spieghi perché il Min. Tria non parla mai e quando lo fa è per “tranquillizzare l’UE o “i mercati”.

    Qualcuno potrà pensare: pensa solo ai soldi. Perché tutte le politiche in corso o previste cosa riguardano? Vi pare che per ambiente, scuola nel senso di insegnamento e cultura, sanità.. pubblica, ci siano progetti in corso?  C’è voluta una catastrofe per rincorrere, trafelati, ulteriori annunci su controlli a tappeto. In Italia adesso c’è da dimostrare che finita l’emergenza poi si lavora e si mantiene la linea del controllo, messa in sicurezza, in tutti i settori. Che non si faccia come per il terremoto del 2016 liquidato con una visita di un pomeriggio senza interventi “annunciati”. I soldi: l’UE ci ha già coperti di soldi e ce ne sono tanti altri a disposizione che NON vengono contabilizzati sul nostro debito.

    Per ora l’elefante ha partorito il topolino di una lettera di contestazione probabilmente generica in assenza di perizie alla quale dare risposta entro 15 giorni in assenza, con ogni probabilità, di perizie definitive. Staremo a vedere.

    Infine mi preme dirlo: per quanto ho visto e sentito, coloro che abbiamo votato a rappresentarci, quasi tutti, hanno offerto uno spettacolo di uno squallore imbarazzante, inqualificabile. Durante una catastrofe non è importante affibbiare colpe o responsabilità, sono richiesti unità di sforzi e di intenti, solidarietà. Stiamo dando uno spettacolo incivile.

    Un Saluto

    Es.

    • Di Angelo Umana (---.---.---.193) 23 agosto 17:41

      Quanto lei dice sig. Salvà è molto lontano da un discorso puramente finanziario. Lei dice: 

      "Generalmente in fondi per piccoli risparmiatori poco propensi al rischio o non sufficientemente informati che risparmiano pochi soldi, i loro, guadagnati lavorando, c’è una parte consistente di titoli di Stato che danno sicurezza, ed una parte più piccola di capitale di rischio": i piccoli risparmiatori e chiunque investa anche in fondi, se scelgono un fondo azionario devono sapere a quali rischi (d’impresa, di cicli economici, di borsa) vanno incontro; se sceglie un fondo flessibile allo stesso modo deve esserne cosciente; un fondo obbligazionario puro è chiaro che di azioni ne avrà quasi nulla e cmq. il contenuto azionario non è solo di az. Atlantia, la perdita di queste va bilanciata da altri titoli che vanno meglio;

      - "Soc. Autostrade è evidentemente un’azienda stabile, sicura, che produce utili, perché non dare tempo ai fondi di sbarazzarsi liberamente di quei titoli, ripeto, molto probabilmente in perdita, magari contenuta, mettendoli davanti ad una perdita notevole senza possibilità di difesa?": è proprio quello che un fondo non fa quello di vendere in perdita (al contrario di ciò che farebbe un privato o, forse, lei), anzi probabilmente investe in altre azioni Atlantia a minor prezzo, fermo restando che un fondo azionario o flessibile ha centinaia di titoli azionari in portafoglio il cui valore si compensa vicendevolmente.

      Ciò che è incomprensibile, a fronte del cordoglio e della pena per le 42 vite umane annullate, è come mai qualcuno si stia preoccupando del valore delle azioni (che per ora hanno solo perdite sulla carta), qualcuno a cui tra l’altro manca qualche informazione sul mercato finanziario. Altra curiosità: ha avuto la stessa pena per privati "piccoli poveri" risparmiatori anche in occasione delle 4 banche del centro-Italia (Etruria, Chieti, Ferrara ad es.), per le due venete (Veneto Banca e Pop. Vicenza) oppure per Mps? Auguri.
  • Di Enzo Salvà (---.---.---.64) 24 agosto 10:35

    Sig.Umana, veramente la parte "finanziaria" serviva solo a stigmatizzare alcuni comportamenti irresponsabili da parte di chi invece dovrebbe agire "con la massima attenzione, prudenza e responsabilità tenendo ben presente ogni aspetto della Società che sta governando". Non solo, il Governo si espone ad eventuali accuse di aver favorito la speculazione. Parole in libertà, di vendetta, buone per la gogna mediatica può dirle Salvà e beccarsi dell’imbecille, non un intero governo con i morti ancora caldi, nemmeno se lo sdegno è grande.

    Un Saluto
    Es. 

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