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 Home page > Attualità > Economia > Siri ha tutte le risposte. Alcune non può darvele ora

Siri ha tutte le risposte. Alcune non può darvele ora

Chi mi legge più o meno regolarmente sa che spesso mi diverto ad analizzare (o meglio, a fornire dignità di analisi) a proposte economiche che dovrebbero solo suscitare imbarazzo ed umana pietas verso i loro proponenti, e di conseguenza essere totalmente ignorate. Mi ero quindi ripromesso di fare lo stesso per l’idea del sottosegretario alle Infrastrutture (quelle fisiche, non quelle cognitive), Armando Siri. Che tuttavia non demorde ed anzi precisa e raffina la proposta, col trascorrere dei giorni. Lo scorso 5 luglio, parlando agli “Stati generali della piccola impresa e delle professioni” (perché in Italia ci sono sempre degli stati generali da convocare, notoriamente), il giornalista pubblicista, già redattore a Mediaset e collaboratore di Bettino Craxi, ha ribadito:

“Negli anni 80 o 90 chi aveva sentito parlare di spread? È una cosa nuova perché 780 miliardi di nostri titoli pubblici sono finiti all’estero a soggetti speculatori”, afferma Siri aggiungendo che “se vogliamo garantirci la libertà e l’indipendenza per fare una riforma fondamentale come la flat tax, gli italiani devono essere i primi a credere e investire nel paese”. Nel collocare i titoli pubblici, bisogna pensare di dire che “se sei una famiglia, ti faccio uno sconto fiscale e ti do un po’ di interessi in più” (MF-DJ, 5 luglio 2018)

Sorvolerei sullo spread “di cui nessuno aveva sentito parlare negli anni 80 o 90”, per focalizzarmi invece sulla proposta di nazionalizzare tutto il debito pubblico italiano, inclusi quei 780 miliardi che sono stati rapiti e portati all’estero “nelle mani di soggetti speculatori”. Inclusi, immagino, i fondi comuni di diritto lussemburghese ed irlandese che appartengono a società di gestione italiane, che collocano i loro prodotti presso nostri connazionali.

A parte ciò, interessante l’incentivo fiscale alla sottoscrizione di titoli di stato: sconti fiscali e rendimenti più elevati per i residenti italiani. Quindi, in sintesi, più deficit pubblico per mancato gettito e maggiore spesa per interessi. Ma che accadrebbe dei titoli di stato già posseduti dagli italiani, nel momento in cui i medesimi cercassero di liberarsene per sottoscrivere quelli a rendimento patriotticamente maggiorato? A naso ed occhio, accadrebbe che l’intera struttura dei tassi sull’Italia si innalzerebbe, ed avremmo quindi un allargamento dello spread, a parità di ogni altra condizione. Ganzo, no?

C’è tuttavia, a questo punto, un ulteriore problema: come impedire agli italiani già possessori di Btp di venderli a perfidi non residenti, nel momento in cui tentassero lo switchverso quelli patriottici? Considerando che i mercati telematici su cui sono negoziati i titoli di stato sono aperti anche a non residenti, occorrerebbe quanto meno impedire che gli intermediari non residenti riescano a comprare i nostri preziosi titoli di debito sovrano. E qui avremmo qualche problemino di natura legale, temo.

Però forse sono io che difetto di fantasia: in realtà, “basterebbe” mettere dei controlli sui movimenti di capitale, vietando ai residenti di investire su attivi esteri, ed impedendo agli intermediari finanziari autorizzati ad operare sul territorio nazionale di ricevere ordini di acquisto da non residenti. Come vedete, non bisogna deridere Siri: lui in realtà si spinge a fare disclosure solo sulla parte che è autorizzato a divulgare, non essendo così crassamente ignorante da proporre quanto abbiamo letto senza prendere accorgimenti “tecnici” di ampio respiro per la realizzazione del progetto.

Dopo di che, avendo bloccato la circolazione dei capitali, potremo pensare a recuperare la maggiorazione di deficit (e spread) causata dal riacquisto con incentivi fiscali-monetari del nostro debito finito proditoriamente nelle mani di speculatori esteri. E come? Beh, semplice: ad esempio ristrutturandone le scadenze, portandolo a perpetuità come fece la Buonanima con la famosissima Rendita 1935 (questa è per veri intenditori) e cose del genere. Nel frattempo, per dare agli italiani (che notoriamente soffrono di illusione monetaria) un po’ di carta da tenere nel portafogli, verranno emessi foglietti colorati con inchiostri e motivi grafici identici a quelli dell’euro.

Come vedete, Siri ha un cognome che è una garanzia: ha una risposta per tutto. Solo che alcune non può fornirvele ora.

Questo articolo è stato pubblicato qui

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