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Siluro per John McCain parte da Montevideo

Joao Goulart

Guai in vista per John McCain. La notizia potrebbe rappresentare il colpo di grazia per la corsa alla Casa Bianca del senatore repubblicano, giunta ormai alle battute finali.

Il “siluro” per McCain è partito oggi dal quotidiano uruguaiano la República, con la pubblicazione in prima pagina dell’articolo a firma di Roger Rodriguez , il giornalista che sta seguendo questo caso  fin dal 2002,   ed è stata già passata alle agenzie statunitensi.

Frederick W. Latrash,  consigliere e segretario personale di Mc Cain,  nonché ex   capo della CIA in Uruguay nel 1976,  sarebbe coinvolto direttamente nell’omicidio dell’ex presidente brasiliano di sinistra, Joao Goulart morto in quello stesso anno, nel mese di dicembre.

La denuncia è stata fatta da uno dei figli di Goulart,  che accusa Latrash di essere stato colui che ha portato direttamente in Argentina, dove l’ex presidente si trovava in esilio dopo la destituzione a causa del colpo di stato del 1964 appoggiato dagli Stati Uniti, le pasticche avvelenate  a base di cloruro di potassio o di sodio, preparate in Uruguay dal dottor Carlos Milies (alias capitano  Adonis) e che agenti dei servizi segreti avrebbero scambiato nella residenza di Goulart con le medicine che lui prendeva abitualmente.

La decisione di uccidere l’ex presidente brasiliano sarebbe stata maturata nel corso di una riunione segreta avvenuta nel mese di novembre 1976 a Montevideo e alla quale oltre a Latrash parteciparono Sergio Paranhos Fleury , un ufficiale di polizia brasiliano noto torturatore sanguinario dei giovani sacerdoti della Teologia della Liberazione  (tra i quali Frei Tito, che incapace di dimenticare le torture subite da Paranhos si suiciderà in Francia nel 1974) e il colonnello uruguayano  Luis V. Queirolo

Questo dettaglio della riunione del novembre 1976 è stato confermato nel corso del suo interrogatorio svoltosi a Montevideo nel maggio di quest’anno,  da   Mario Ronald Barreiro Neira, ex agente dei servizi segreti uruguaiani, che già nel 2002 aveva rivelato al giornalista de la República , Roger Rodriguez, che  l’ex presidente brasiliano non sarebbe morto per un arresto cardiaco come si era creduto fino a quel momento,  ma era stato ucciso  da un potente veleno. L’uomo si trova attualmente  in un carcere di massima sicurezza in Brasile scontando una pena per traffico di armi e rapina in banca.

L’omicidio  dell’ex presidente brasiliano, sarebbe pertanto avvenuto nell’ambito del plan Condor, dal momento che oltre agli Stati Uniti hanno partecipato alla sua realizzazione anche il Brasile e l’Uruguay.

E’ stata avanzata la richiesta intanto, allo Stato brasiliano,  da parte di associazioni per la difesa dei diritti umani, da una  commissione parlamentare e dalla magistratura di  Río Grande do Sul, di riaprire gli archivi relativi  alla dittatura brasiliana e la desecretazione di documenti agli Stati Uniti.

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