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  Home page > Attualità > Cronaca Locale > Sicilia, esenzione "ISEE" abolita per 500 mila siciliani
di Nicola Spinella (sito) lunedì 6 febbraio 2012 - 9 commenti oknotizie
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Sicilia, esenzione "ISEE" abolita per 500 mila siciliani

La macelleria sociale Monti trova in Sicilia validi alleati nella giunta Lombardo. Una legge pubblicata sulla GURS condanna mezzo milione di cittadini al pagamento di visite specialistiche e farmaci, indipendentemente dalla condizione lavorativa. Uno scempio giuridico, prim'ancora che sociale.

Verrà il giorno in cui i soliti noti inizieranno le bombardanti campagne di SMS in vista della prossima tornata elettorale. Verrà il giorno in cui i ricchi buffet pagati coi soldi dei contribuenti verranno ancora allestiti a fondo sala, e consumati appena finirà il (noioso) dibattito di uno dei tanti Cetto La Qualunque che occupano i posti di rilievo nelle amministrazioni locali e centrali. Ci auguriamo vivamente venga anche il giorno in cui queste conte elettorali vadano deserte, con buona pace dei vol-au-vent e degli aperitivi analcolici annacquati, almeno in Sicilia: una regione che deve dimostrare appieno di conoscere il significato della parola "dignità", troppe volte vilipesa dai politicanti.

L'ultimo affronto è stato perpetrato da Massimo Russo, assessore alla sanità della giunta Lombardo. Non bastavano le riduzioni dei budget sulla diagnostica, che hanno comportato la chiusura di tante piccole realtà locali che non hanno potuto scegliere la strada consortile (imposizione derivata dal numero minimo di prestazioni che i laboratori dovevano assicurare). Adesso, a fronte di una sanità siciliana da sempre culla di clientele ed infiltrazioni di vario genere, ove gli sprechi sono certamente la regola e non l'eccezione, è necessario stringere ulteriormente la cinghia.

A farlo, sono ovviamente i siciliani: mezzo milione di persone che abitano una delle regioni in cui il disagio economico è maggiormente avvertito e gli effetti della crisi devastanti. La situazione ricorda grossomodo la realtà americana, specialmente per chi si trova nella fascia d'età tra i 7 e i 64 anni, che dal ventuno gennaio sarà scoperta da qualsiasi tipo di esenzione sanitaria. Infatti, l'abolizione dell'esenzione basata sull'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) lascia "a piedi" una non indifferente parte della popolazione, per la quale anche la salute pare essere diventata un lusso da concedersi col contagocce (si perdoni il sarcasmo). Per valutare le esenzioni si farà affidamento sulla dichiarazione dei redditi.

Un disoccupato, che ha fatto in tempo a comprar casa prima che i signori della finanza distruggessero la società italiana, con moglie e figli a carico, dovrà trovare comunque un mezzo per pagare le eventuali cure di cui dovesse avere bisogno. Allo "Stato" non importa la situazione al limite dell'indigenza: la prima casa produce un reddito che pone persino il senzalavoro al di là della soglia di esenzione. A questo punto si impone una riflessione per poter escogitare una valida resistenza all'ennesima estorsione, stavolta di stampo regionale.

La strada dell'illegalità, fatta di furtarelli e rapine sarebbe una ipotesi, lavorare in nero (nelle realtà più floride e fortunate!) un'altra. Qualcuno magari affitterà una stanza della propria casa (prima abitazione in un quartiere popolare, non al Colosseo ed a sua insaputa!) rigorosamente in nero: così almeno l'abitazione produrrà reddito! Far prescrivere i farmaci ad un parente che goda dell'esenzione diventerà la regola per chi non usufruisce di alcuna copertura, nemmeno per quel che riguarda le visite specialistiche. Ed a chiamarli "evasori fiscali" si commetterebbe persino un peccato mortale: per dirla con Brecht, quando ci si trova davanti ad una legge ingiusta è indispensabile resistere. Seppur deprecabili, le soluzioni qui prospettate con un pizzico di teatralità potrebbero verificarsi nel concreto.


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