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di David Incamicia (sito) lunedì 12 settembre 2011 - 0 commento oknotizie
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Scuola e integrazione, il nuovo anno riparte fra le polemiche

Sta per avviarsi un nuovo anno scolastico, che molto verosimilmente sarà segnato ancora una volta da carenze e disfunzioni a livello normativo e organizzativo. Fra tagli, caro libri e classi ghetto, certamente non mancheranno le polemiche politiche e le proteste di piazza di quanti dell'istituzione educativa per eccellenza dovrebbero essere i principali fruitori: le famiglie e i giovani. Genitori e studenti, assieme ai lavoratori della scuola, non potranno quindi che dare battaglia, ben consapevoli che difficilmente potranno ottenere qualcosa di più del semplice ascolto da parte delle istituzioni, in un frangente di crisi complessiva che rischia di infiammare la nostra società per le questioni legate innanzitutto all'economia e al lavoro.

Le prime avvisaglie del caos che regna nell'istruzione si sono già registrate in questa estate, con lo sciopero della fame dei precari siciliani e con numerose assemblee degli studenti che hanno annunciato il ritorno in piazza il prossimo 7 ottobre. Le associazioni dei consumatori, invece, puntano il dito contro l'aumento del prezzo dei libri di testo. Un'indagine di Adiconsum, ad esempio, denuncia che in più della metà delle classi superiori sono stati sforati i tetti di spesa previsti dal ministero dell'Istruzione, suggerendo l'introduzione della deducibilità fiscale per l'acquisto dei libri. Il Codacons, dal canto suo, stima che quest'anno le famiglie italiane spenderanno circa l'8% in più per mandare i figli a scuola. Tanto che già fioccano le iniziative alternative, come i mercatini dell'usato organizzati dagli studenti o la corsa all'affare su e-Bay.

Il timore del calo delle vendite, ha indotto la Federazione nazionale dei cartolai a proporre un kit contro il caro prezzi: zainetto, astuccio e cancelleria varia a poco meno di 20 euro. Sul sito Contribuenti.it si pone invece l'accento sull'irrisolto problema dell'edilizia scolastica: due scuole su tre non sono a norma e necessitano di una messa in sicurezza. Insomma, al netto di ogni gratuito piagnisteo, pare davvero che per la Gelmini non saranno mesi tranquilli. Proprio il ministro ha forse scatenato il dibattito più acceso di questi giorni di vigilia delle attività didattiche, intervenendo per bloccare la "classe ghetto" di una scuola primaria di Milano, composta solo di alunni stranieri.

Una misura caduta proprio mentre venivano diffusi, dalla Fondazione Leone Moressa, i dati sugli studenti stranieri iscritti alla scuola pubblica italiana nel 2010. Ebbene, l'anno scorso questi sono stati quasi 675 mila, pari al 7,5% del totale e in crescita del 7% rispetto alla rilevazione precedente. Si tratta di ragazzi che frequentano prevalentemente gli istituti tecnici e professionali i quali, pertanto, aspirano a titoli di studio più modesti rispetto ai compagni italiani: di loro, infatti, appena uno su tre vorrebbe laurearsi.

Complessivamente, sono le classi elementari a registrare la maggiore incidenza degli alunni stranieri sul totale degli iscritti, con l'8,7%. Seguite dalla scuola secondaria di primo grado con l'8,5%, dalla scuola dell'infanzia con l'8,1% e da quella secondaria di secondo grado con il 5,3%. Quest'ultima, a dispetto della cifra attuale, è quella che cresce ai ritmi maggiori: +123,5% nell'ultimo quinquennio. Tranne qualche eccezione per la scuola dell'infanzia, la quasi totalità degli alunni stranieri frequenta istituti pubblici.

Guardando alla loro distribuzione demografica, il maggior numero di studenti stranieri si registra a Milano, Roma, Torino e Brescia. Il capoluogo lombardo vanta l'incidenza più alta in assoluto fra le città: 11.096 iscritti alla scuola dell'infanzia, 18.753 alla primaria, 11.244 alle medie e 12.203 alle superiori. Per quel che riguarda le province, quelle più ricche di studenti stranieri sono Prato, Mantova e Piacenza.


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