In Campania si producono annualmente intorno a 2.500.00 tonnellate di rifiuti urbani e quasi il doppio di tipo industriale. Tutta l’attenzione è concentrata sui primi mentre dei secondi nessuno si preoccupa. Secondo “le carte” i rifiuti industriali sono virtuosamente smaltiti; chi ci crede è da considerare un “diversamente abile mentalmente”?
Degli industriali una buona parte viene smaltita mediante incenerimento abusivo (i così detti fuochi e contribuiscono significativamente all’inquinamento dell’aria, del suolo e delle acque). Un’altra parte, consistente, sembra che sia smaltita in maniera “lecita” secondo le carte; è inverosimile che, a quanto pare, le istituzioni addette alla tutela dell’ambiente non se ne preoccupino.
I rifiuti industriali sono liquidi e solidi ed hanno una elevata potenzialità inquinante. Tutti i rifiuti industriali accumulati sulla superficie del suolo, o interrati, (bruciati o no) vengono attraversati dall’acqua piovana che si arricchisce di sostanze in essi contenute; conseguentemente si inquina e può causare l’inquinamento della sottostante falda che nelle aree di pianura comprese nella Terra di Lavoro, nel Nolano e nell’Agro Nocerino-sarnese si trova a pochi metri di profondità.L’acqua inquinata al contatto con i rifiuti ci mette da alcune ore a qualche mese per raggiungere la falda, in relazione allo spessore dei terreni di copertura che la separano dalla superficie del suolo.
Nei rifiuti raccolti nelle aree urbane, non selezionati e non differenziati, si trovano inquinanti organici ed inorganici. Alcuni hanno una durata di mesi, di anni, altri sono eterni.
Come è noto la legge impone che i rifiuti vadano accumulati in un contenitore (discarica) che li deve isolare dall’ambiente circostante per evitare la dispersione di inquinanti nelle acque superficiali, nel suolo e sottosuolo e nelle eventuali falde idriche presenti nel sottosuolo.
Deve essere chiaro a tutti che i rifiuti accumulati in una discarica rappresentano un nuovo giacimento geologico che per sempre rimarrà in quel sito: conseguentemente si deve valutare l’impatto dei rifiuti sull’ambiente circostante e sulla salute non a scala di opera ingegneristica ma a scala plurisecolare, geologica. In pratica, deve essere valutato l’impatto sull’ambiente e sulla salute dei cittadini di oggi e di domani. Il comportamento della discarica di rifiuti, pertanto, va valutato tenendo presente che il “nuovo giacimento di rifiuti” può essere sollecitato da una serie di eventi geologici e pluviometrici che hanno caratterizzato le ultime migliaia di anni.
La legge vigente vieta accumuli di rifiuti nelle aree con vulcanismo attivo perché il substrato si può rigonfiare in occasione di eventi eruttivi con la conseguente rottura del sistema impermeabilizzante, ecc.