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Satanismo a Trapani

Nella foto Vincenzo Savatteri, Criminologo

Cosa accade nelle lunghe notti siciliane? La gente di notte cambia: c’è chi dorme, c’è chi si vuole divertire, c’è chi è alla ricerca dell’anima gemella, c’è chi guarda la tv, c’è chi brinda, chi fa l’amore, chi balla e chi parla di politica. Ma c’è anche un gruppo sempre più nutrito di persone che volge il proprio interesse al satanismo.

Alcuni mesi fa la Digos di Trapani, in collaborazione con l’Adiconsum e con la presenza di un gruppo di giornalisti tra cui una giovane rappresentante del Giornale di Sicilia e le troupe di Telejato, Telesud e Tele8, ha effettuato dei rilevamenti in un vecchio centro ospedaliero di Trapani, lasciato all’abbandono da più di vent’anni.

La situazione che si è posta dinnanzi è stata perlomeno grottesca. Tralasciando l’ennesimo caso di spreco di denaro pubblico rappresentanto dall’enorme edificio, ormai fatiscente, che è stato lasciato all’abbandono per decenni, quando, al contrario, poteva essere utilizzato per molteplici e quantomeno utili attività, il caso che è venuto fuori è stato quello delle tracce di satanismo. Già dall’ingresso del centro, forse posizionata lì come segnale della presenza di adepti, si può notare una statua che a primo impatto può sembrare quello della Madonna ma che, ad una seconda occhiata più attenta, risulta perlomeno strana. “I tratti sono inquietanti, gli occhi diabolici, il volto amorfo e il seno esageratamente e volutamente pronunciato – ci dice Vincenzo Savatteri, esperto criminologo, che da tempo segue casi come questi – l’immagine è da ricondurre a Lilit, ossia la moglie del diavolo, è un’immagine utilizzata solitamente per incontri di dubbio gusto.

Ad avvalorare la tesi degli incontri organizzati ci sarebbe la lampadina alimentata con un ingegnoso sistema di batterie, che si trova alla base della diabolica statua. La lucina potrebbe servire per riconoscere e ritrovare il punto di incontro completamente immerso nel buio per mancanza di una rete di illuminazione, ma in ogni caso le prove ritrovate all’interno dell’edificio non possono ricondurci ancora a pratiche esoteriche e sataniche vere e proprie.

Ci andiamo con i piedi di piombo su casi come questi che spesso sono riconducibili a semplici bravate adolescienziali ma che, a volte, nascondono fini ben più inquietanti legati a sette e pratiche sataniche”. Effettivamente, come dichiaratoci dal criminologo Vincenzo Savatteri all’interno dell’enorme edificio poco è stato trovato per approfondire le indagini, ma quel poco basta per raccontarci cosa accade in quei luoghi a pochi passi da dove abitiamo e che possiamo raccontarvi in esclusiva attraverso una serie di contributi fotografici: il sepolcro di satana, le frasi che ripetutamente inneggiano alla morte, le numerose frecce che portano ad ampie stanze griffate “chiesa”, “sala operatoria”, “obitorio” e molto altro ancora! Così il satanismo prende piede e ci ricorda, ancora una volta, che dove c’è una radicata religione c’è sempre anche la sua nemesi.

 












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