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di Luigi Coppola martedì 1 novembre 2011 - 0 commento oknotizie
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Sardegna, poche storie: scrittori e librai insieme per continuare

A Sassari l’inedita mobilitazione a sostegno della editoria indipendente. Un orgia letteraria, di quelle mai viste e consumate prima che farà vibrare piu di una emozione alle centinaia di lettori e appassionati che vi hanno partecipato. Tutti insieme in un afflato non solo umanistico ma anche e soprattutto vitale per continuare ad esistere. Un sostegno determinante non solo per Odradek, la libreria indipendente di Sassari in difficoltà, rappresentante una ampia filiera professionale e culturale seriamente a rischio estinzione.

La maratona letteraria, messa in campo da Michela Murgia alla quale ha aderito unanimemente l’ampia e rigogliosa vigna della letteratura sarda e non solo, si è svolta venerdì 28 ottobre alla sala Sassu. Insieme per sostenere una lotta a dir poco impari che sull’altare dei profitti come prassi normalizzata, vede soccombere il piccolo esercente rispetto alla grande distribuzione commerciale. Anche il libro non declina questo processo divenendo un prodotto da scaffale, quando non semplice aggiunta ad un “carrello” virtuale nei ribassi telematici delle vetrine online. Se i nuovi mercati globalizzati eliminano tout court la presenza dei piccoli librai indipendenti, la risposta unitaria e straordinaria di questi ultimi è giunta forte e chiara. Agli sconti praticati dai grandi editori, forti di un vero dumping legalizzato, concretizzatosi nei giorni scorsi con il lancio di Rizzoli per l'ultimo volume di Gianrico Carofiglio (scontato nel prezzo di copertina del 25%), dall'isola si è mobilitato il fronte per l'indipendenza del libro. Guidato dall'ALSI (Associazione Librari Sardi Indipendenti) con la sezione sarda dei Bibliotecari Italiani e le principali case editrici isolane.

L'assessorato alla Cultura del comune sassarese ha patrocinato l'iniziativa, il popolo dei lettori ha fatto il resto. Per una serata storica, possiamo dire, che ha riconosciuto in Michela Murgia non la “madrina” dell'evento mondano, bensì la testa di un corpo articolato e ricco di energie. La romanziera di Cabras, in mattinata aveva già illuminato gli studenti sassaresi, riuniti al teatro ferroviario insieme al regista teatrale Pierpaolo Conconi e all’assessore provinciale delegato alla scuola Rosario Musmeci. La stessa scrittrice vincitrice del Campiello 2010 con Accabadora, aveva già dato fuoco alle polveri con un accorato editoriale nelle pagine cultura de “La Repubblica” dello scorso 20 ottobre dal titolo eloquente: “Le grandi virtù dei piccoli librai”, che è stato anche il mantra dell’adunata sassarese. Un filo rosso che lega reading letterari e contributi vari offerti dai tanti autori che si alternano in ribalta.

Dopo una struggente prefazione sonora di Gavino Murgia che anticipa al sax i toni ancestrali dell’isola, è il decano Salvatore Mannuzzu ad inaugurare il ciclo di letture. Il magistrato di Pitigliano declama “Dora Markus”, poesia di Montale letta da un suo affezionato volume, acquistato nel 1947 da Sedda, antico librario indipendente a Sassari. Ad ogni cambio di oratore, le scrittrici assiepate sul palco si alzano e camminano cambiando postazione, in una sorta di moto creativo inarrestabile. Michela Murgia, determinante nelle visioni antropologiche, accomuna il valore sapienziale della nonna analfabeta alla crescita fisica della natura (l'oliveto di famiglia destinato alla vendita) con quello primario della personalità. Così la risposta della vecchietta che nella sua povertà non le fa mancare un libro, rimane un aforisma per la vita: “Lì crescono le olive, qui invece cresci tu”. Il germoglio autoctono sarà ripreso più avanti con un aneddoto popolare dagli “inviati” dal continente: Domenico Starnone, napoletano come Diego De Silva, narra il suo approccio ai primi libri esplorati, logori e sbrindellati sulle bancarelle di Corso Garibaldi. Frasi e titoli “rubati” per una formazione di strada, sino all'incontro con il capolavoro che lo folgora nel '61, “Ferito a morte” del concittadino Raffaele La Capria. Quando un libraio “talent scout” gli affida in prestito per pochi giorni libri nuovi da leggere, imponedogli di maneggiarli con estrema cura, la sua crescente curiosità circa l'esclusivo privilegio, trova l’ovvia risposta scolpita nel dialetto: “Si liegge, po' te l'accatt'” - se leggi poi te li compri – una primordiale forma d'investimento, rimarca Starnone, fra le risate in platea.


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