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 Home page > Tempo Libero > Incredibile ma vero! > Sapevate che nella regione...

Sapevate che nella regione...

Notizie e curiosità in giro per le regioni d'Italia. 

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...Sicilia, il simbolo sulla bandiera rappresenta Medusa? Se si è alla ricerca di miti, leggende e curiosità non ci si può non soffermare davanti il volto della Gorgona. Altro nome antico della Sicilia, tutt'ora adoperato, è Trinacria. Deriva dalla forma triangolare dell'isola. Per i popoli antichi la Sicilia era "L'isola del Sole" e ciò viene evidenziato nel suo simbolo che è costituito dalla testa della Gorgona, circondata da tre gambe che rappresentano sia le tre punte della Sicilia che i caldi e avvolgenti raggi del sole. Questo simbolo veniva adoperato dagli abitanti siciliani fin dal settimo secolo prima dello zero convenzionale. Per indicare la fertilità dell'isola, nel periodo della dominazione romana, i serpenti che avvolgono la testa vennero sostituite da delle spighe di grano. La Gorgona è una figura mitologica che, secondo la leggenda, era in grado di tramutare in pietra chiunque osasse guardarla negli occhi. Da ammirare con discrezione e solo per spiriti avventurosi, sembra simboleggiare perfettamente il fascino spigoloso dell'isola. Se ne ricordano degli accenni esaurienti nelle gesta di Ulisse raccontate nell'epica Odissea. Il simbolo della Trinacria è conservato nel Museo Archeologico di Palermo. 
 
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...Veneto, c'è un'osteria senza personale, proprietari e controlli? La chiamano osteria senz'oste. Non è una leggenda: Si trova a Vialdobbiadene ed è un luogo magico ma reale. Come suggerisce il nome il proprietario non c'è e non ci sono inservienti, camerieri o dipendenti: ogni persona che arriva in questa osteria si serve da sola, scegliendo tra le numerose specialità, affettati, formaggi, vini e prosecchi, riposti su scaffali, mensole e frigoriferi. Si può gustare il tutto su una terrazza che è un balcone aperto sull'infinito, poi si lascia un bigliettino con un saluto, un pensiero, una frase appeso dentro la cascina e si paga alla fine, seguendo un listino prezzi e mettendo il denaro in un contenitore che funge da cassa. I confini spariscono e l’assenza dell’oste fa sentire tutti “custodi” di un luogo tanto prezioso quanto delicato.
 
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...Lazio, ti accoglie con la freschissima acqua di storiche fontanelle? Tornando a casa a piedi, passeggiando per le strade di Roma, lungo il percorso si può trovare sempre una fontanella e un rappresentante di qualche colonia felina! Sembrano aspettarti e viene in mente che questa città è capace di coccolare i suoi abitanti. Non li lascia mai soli: se ne hai bisogno c'è sempre un posto dove sedersi, bere acqua fresca e trovare una zampa amica!
 
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...Lazio, c'è il Parco dei Mostri? E’ stato soprannominato anche Sacro Bosco di Bomarzo, ed è un complesso monumentale e ambientale situato alle pendici di un vero e proprio anfiteatro naturale in provincia di Viterbo immerso nel verde, tra natura e sculture cinquecentesche. Il parco fu realizzato nel 1547 da artisti che lo riempirono di sculture mitologiche sul genere grotesque: tra elefanti, leoni, orchi, draghi, vi sono anche architetture impossibili, come la casa inclinata, o alcune statue enigmatiche che rappresentano forse le tappe di un itinerario di matrice alchemica. Scienziati, storici e filologi hanno fatto parecchi tentativi per riuscire a spiegare l’intricato labirinto di simboli, e hanno trovato risposte nei temi antichi e nei motivi della letteratura rinascimentale. Sono rimasti, però, talmente tali e tanti misteri che uno schema interpretativo universale, alla fine, forse non potrebbe essere trovato, almeno che non si segua la chiave di lettura iscritta su un pilastro, recita così: “Siam qui solo per sfogare il core”. Un modo per le menti che hanno messo mano in quel parco per poter dare libero sfogo alla fantasia e trovare così evasione artistica e letteraria.
 
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...Campania, c'è l'usanza del caffè sospeso? Uno dei simboli dell'empatia e della convivialità italica che si sta purtroppo perdendo. E' un'abitudine nata nel napoletano, che consiste nel pagare l'equivalente di un caffè in più da cedere al prossimo che, sprovvisto di monete, volesse usufruirne. Siamo un popolo che al caffè non rinuncia e non vuole far rinunciare! Adesso - in barba al rischio d'estinzione della simpatica usanza - pare che questa tradizione abbia subìto un'evoluzione! A raccontarlo è la pagina delle buone notizie di Jacopo Fo che fa sapere che esiste anche la “pizza sospesa”. Succede a Foggia, dove Francesco La Contana, titolare del ristorante-pizzeria ‘Passo d’Orta’, ha deciso di istituire la "Margherita sospesa": versando l’intero importo di una pizza Margherita (3,50 euro) o anche solo una parte che si va ad accumulare alle altre donazioni parziali, è possibile permettere a chi è più sfortunato di poter usufruire di un pasto caldo e nutriente come una pizza.
 
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Emilia Romagna, ha le Streghe del Nocino? Guardando i filmati di Slow Tour (l’Italia attraversata senza benzina) ho scoperto questo curioso gruppo che nel modenese preserva la realizzazione di due liquidi proto-alchemici: il Nocino e l'aceto balsamico tradizionale. Sono prodotti enogastronomici legati a tradizioni precristiane con rituali pagani tutt’ora conservati. Le componenti dell’Ordine raccontano ai Turisti per Caso: “Bisogna essere un po’ streghe per entrare in questa confraternita, amare la terra, conoscere le piante e saper fare il Nocino. Il 24 giugno ci si toglie le scarpe e a piedi nudi ci si reca a raccogliere le noci, è la notte in cui la vegetazione è impregnata di una rugiada che è la panacea di tutti i mali. Si tratta di un preparato di noci acerbe, messe in infusione in alcol, zucchero, cannella, chiodi di garofano, scorza di limone, macis..". La sua origine è legata a una popolazione proveniente dalla Britannia chiamata Picti (nome derivato dall’usanza di dipingersi di azzurro). Questo popolo molto taciturno usava bere, specialmente nella notte del solstizio d’estate durante riti particolari, uno strano liquido scuro estratto dall’infuso di noci con miele e frutta fermentati, che li trasformava rendendoli particolarmente allegri ed euforici. Così durante il solstizio brindavano, danzavano attorno agli alberi, saltavano il fuoco dei falò, festeggiavano, si animavano, parlavano coi folletti e con gli elfi. Poi però arrivarono i romani a imporre la religione cattolica cristiana, non tutti i riti sono ammessi e allora i Picti decidono di espatriare dalla Britannia, vagano per il nord dell’Europa e arrivano anche in Italia, a Spilamberto, dove sviluppano l’usanza di realizzare quel liquore e conservare queste druidiche tradizioni che legano l’uomo alla terra. Ancora oggi rimane traccia di un’antica via affiancata da secolari noci che congiunge l’Alto Appennino modenese con la Garfagnana chiamata per l’appunto “via delle streghe”
 
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Friuli, ha il fungo più antico del mondo? Questo oggetto dentro la vetrina è la forma di vita più antica esistente: un fungo che ha 25 milioni di anni. E' tenuto in vita dal formicaio che ospita al suo interno e che viene protetto e controllato dal Centro realizzato da Margherita Hack: le formiche fanno costantemente sù e giù per il fungo, attraverso dei labirintici condotti trasparenti, trasportando pezzetti di frutta e foglie che non servono solo al sostentamento della colonia ma anche per alimentare il fungo preistorico che senza di loro si sarebbe già estinto. E' la simbiosi perfetta: il fungo rappresenta il formicaio e le due forme di vita sono dipendenti l'una dall'altra, l'assenza di una comporterebbe la scomparsa dell'altra!
 
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