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 Home page > Attualità > Politica > Rutelli indeciso tra il grande centro e la sagra della porchetta

Rutelli indeciso tra il grande centro e la sagra della porchetta

Le aspettative frustrate da tempo di Rutelli sono messe alla prova in questi giorni in cui le ciniche manovre di palazzo di alcuni, potrebbe incrociarsi con le sue velleità. E sembra proprio che l’ex candidato sindaco di Roma - il più bistrattato dagli elettori capitolini di sinistra che la storia ricordi, tanto che diversi fra loro gli hanno preferito Alemanno - debba anche stavolta in breve tempo accontentarsi di un nuovo strapuntino.

Rutelli è un po’ di tempo che si agita, convoca conferenze, rilascia interviste - l’ultima ieri con l’Annunziata su Rai tre - promuove libri scritti in evidente stato di nervosismo da coabitazione difficile.

E’ una bella ed inutile scorpacciata di sterile attivismo promossa pensando alle prossime evenienze. Ovvero non appena Bersani sarà diventato segretario del PD, lui e gli ex margheriti (quanti? pochi a quel che sembra) confluiranno nell’Udc o faranno con l’Udc un gruppone centrista-cattolico, con l’intento di spingere il Pd a sinistra su posizioni meno influenti.

Inoltre girano voci insistenti sul ribaltone a medio termine.

Evidenti ed ormai neanche più tanto nascosti, gli obiettivi di alcuni ex soci del Premier (Fini, Tremonti, Casini e Formigoni) che potrebbero approfittare anche di nuove circostanze interne (lodo Alfano dichiarato incostituzionale domanii, nuove prove sul fronte prostitute - cocaina, un brutto risultato del governo alle lezioni regionali) per manovrarne la dipartita, specialmente se alcune circostanze esterne al sistema politico italiano si rivelassero di aiuto e sostegno a tale evenienza (per il Vaticano Berlusconi comincia ad essere impresentabile ed Obama, al di là delle gaffes ripetute e sfacciate sugli abbronzati, non è che gioisca per la politica estera - se così si può chiamare - dell’attuale governo, vedi Putin ed il gas nonchè Gheddafi per fare un esempio).

In questo caso Rutelli e i centristi transfughi del Pd entrerebbero - queste almeno sembrano i loro intenti - in un ”governo dei ragionevoli” che salverebbe il paese dalla bancarotta morale in cui versa e, sebbene con una maggioranza non eletta dal popolo, farebbero imprecisate riforme che Berlusconi non intende fare né appare più in grado di fare. Trattasi delle regole parlamentari, del metodo elettorale, delle pensioni, del Welfare e così via.

In questo contesto, che alcuni definiscono onirico e molto velleitario - evidenziando come in caso di ribaltone, tranne pochissime cose sulla procedura elettorale e parlamentare, si andrebbe a rivotare pressoché immediatamente - la figura di Cicciobello Rutelli e fra quelle che più si muovono velocemente, con un tentato, nervoso aplomb istituzionale che fa sorridere chi lo conosce almeno un po’.

Pur nel rispetto di ogni processo di crescita umana, anche il più travagliato, non è possibile nascondere un certo fastidio ed una certa incredulità per tale quadro, almeno per ciò che concerne il suo improbabile ruolo, e non sarà la fisiognomica grave e seriosa che ostenta in queste ore a donargli un profilo politico maggiore di quello che ha avuto finora.

Insomma neanche un mago potrebbe permettergli di confondersi coi nostri costituenti o con un grande politico del passato, seppur travagliato e cangiante .

Piuttosto la sua faccia di plastilina un po’ da guitto ripulito e mesciato mi rimanda alla celebre, perfetta imitazione fattane da Corrado Guzzanti che consiglio sempre di rivedere, in cui il candidato sindaco di Roma più disprezzato della storia della capitale (dagli elettori di sinistra, s’intende, che lo hanno bastonato non votandolo e causando così la vittoria di Alemanno) così pregava Berlusconi, un po’ come poteva fare Alberto Sordi “Ah Berluscò, aiutace, dacce na mano, t’avemo portato l’acqua co’ le orecchie pe’ anni, se vinci ricordate de noi!” con un esito scompisciante ma mortificante allo stessa tempo.

Un effetto che ancora deve colpire l’immaginario di molti, specie quando si assiste a spettacoli indecorosi come quello delle assenze dei deputati PD durante il voto per lo scudo fiscale più vergognoso del mondo.

Allora dal momento che Rutelli non si merita altro che una citazione di Alberto Sordi, eccogliela servita: “A Francè lo voi un consijo? Vatte a magnà du’ etti de porchetta a Ariccia e poi riccontace quanno tu e Pannella facevate li scioperi pe’ a fame ner monno! Te ricordi, Francè?“

Commenti all'articolo

  • Di anonimo (---.---.---.63) 5 ottobre 2009 21:05

    io non direi che le aspettative di rutelli siano così lontane dal vero: Casini oggi ha chiesto le elezioni anticipate, Fini ci si prepara da mesi, calderoli stamani ha detto che é meglio votare che darla vinta ai poteri forti
    solo il PD rimarrebbe col cerino in mano

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