Rom: la Francia reagisce con durezza dopo l’invito del Presidente romeno ad emigrare
Con un intervento scritto, apparso sul quotidiano conservatore francese “Le Figaro” il Ministro per gli Affari europei Pierre Lellouche accusa il Presidente romeno della responsabilità sulla situazione Rom
“Se non vi piace stare in Romania perché non avete nulla da fare, se vi lamentate di essere disoccupati o pagati poco al lavoro, sappiate che non possiamo fare di più e, dunque, cercate di emigrare nelle Nazioni più ricche”, questo sostanzialmente l’invito rivolto nei giorni scorsi da Traian Basescu, l’originale Presidente della Repubblica romeno rieletto l’anno passato soprattutto grazie ai voti dei romeni della diaspora, ai suoi compatrioti. Il pensiero di Basescu, che già durante il suo primo mandato presidenziale era finito all’impeachment a causa delle sue dichiarazioni razziste nei confronti della minoranza zingara, ovviamente andava ai Rom di cui si augurava la partenza in massa verso l’Europa occidentale.
La presa di posizione del governo della Romania, che ricordiamoci è una Repubblica semi-presidenziale e dunque quelli in capo al Presidente della Repubblica sono reali poteri esecutivi e di indirizzo politico, ha mandato su tutte le furie il governo francese, l’altra repubblica semi-presidenziale dell’Unione europea, che ha deciso di accelerare il processo di riammissione nel paese d’origine dei Rom romeni. Stamattina con una lunga lettera inviata al maggior quotidiano conservatore di Parigi, lo storico Figaro, il Ministro francese agli affari europei Pierre Lellouche ha affermato che “sulla questione Rom”, e sul ventilato accesso della Romania allo spazio Schengen su cui l’agenzia Frontex si è espressa favorevolmente, “Parigi ha un grosso problema proprio con il governo romeno, ed in specie con il suo Presidente, che niente sta facendo per integrare gli zingari che si trovano in Romania e non ha sinora previsto alcun progetto educativo, lavorativo o sanitario a loro riservato ma solo ha prospettato loro di emigrare, magari pagando pure le spese per il viaggio. La ricca Francia, nazione fondatrice dell’Unione europea in cambio dell’appoggio riservato a Bucarest in vista dell’ingresso della Romania nell’Unione europea ha ricevuto solamente migliaia di indesiderati allenati al furto ed al crimine con nessuna attitudine all’integrazione", ha poi proseguito Lellouche.
“E’ ora necessario che gran parte dei fondi europei che nell’esercizio 2007- 2013 la Romania riceverà dall’Unione europea finiscano proprio a finanziare progetti di natura sociale ivi compresi quelli legati all’integrazione dei Rom nella vita di quel paese danubiano, ma questa volta la Francia pretende di poter controllare l’esatta destinazione dei fondi” ha concluso il Ministro che oggi, insieme al collega dell’Immigrazione Besson e degli Interni Brice Hortefeux, incontrerà gli uomini di governo romeni Valentin Mocanu, Segretario di stato incaricato dell’Integrazione dei rom, e Dan Valentin Fatuloiu, incaricato dell’Ordine e della Sicurezza pubblica.