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 Home page > Tempo Libero > Musica e Spettacoli > “Rigina”, il nuovo album di Pietra Montecorvino

“Rigina”, il nuovo album di Pietra Montecorvino

Il 13 settembre è uscito il suo album “Rigina”. Contiene dieci inediti, più una cover di Eugenio Bennato. Nella sua carriera, vanta molte collaborazioni con Branduardi, Battiato, Ute Lemper, Mercedes Sosa, Nina Simone. Nel 1991, è stata premiata al Premio Tenco come miglior interprete dell’anno. Stiamo parlando di Pietra Montecorvino che, in questa intervista, ci svela le sue esperienze musicali al fianco di questi artisti e, in particolare, quella cinematografica nel film “Nevia” di Nunzia De Stefano, senza trascurare la sua vera profondità di napoletana verace che l’hanno portata ad esibirsi all’estero.

Domani, esce il suo nuovo album “Rigina”, a due anni di distanza da “Colpa mia”. Contiene dieci inediti, più una cover di Eugenio Bennato. Tante le collaborazioni, per un progetto che la vede autrice di quasi tutti i pezzi. Quali sono le sue sensazioni riguardo questo progetto?

“Penso che sia un progetto molto profondo. Anche perché è in napoletano. In qualche modo, tocco delle corde un po' più forti della mia personalità. È più diretto, infuocato, dei miei soliti dischi di musica leggera.”

 

Nell’arco della sua carriera, è sempre stata alla ricerca di nuove sperimentazioni musicali, in particolare, non ha mai rinunciato alla sua lingua di origine, il napoletano. Che effetto le fa, ogni volta, cantare nel suo dialetto?

“Il dialetto napoletano è un valore aggiunto. Diventa una lingua molto importante, ritmica e comoda da usare nella musica.”

 

Nel suo percorso artistico, ha calcato numerosi palchi prestigiosi, come quello del Festival di Sanremo, nel 1992, in coppia con Peppino Di Capri, e vantato molte collaborazioni come con Bennato, Murolo, Branduardi. Com’è stato lavorare con loro?

“Lavorare con gli artisti è sempre bellissimo. È un’esperienza che ti riempie. Ho avuto la fortuna di lavorare a livello internazionale, con artisti come Ute Lemper, Mercedes Sosa, Nina Simone. Questo fu un Festival che facemmo all’Arena di Verona. Rappresentavo l’Italia e c’erano questi cantanti. In Spagna, ho aperto il concerto di Battiato. Fu un’esperienza molto forte. Con Eugenio Bennato, ho un rapporto molto profondo, oltre che artistico. Per cui, la collaborazione di Eugenio è fondamentale, unica. Ho grande stima. Ho lavorato con Gragnaniello. Abbiamo proposto, nel film di Ozpetek, una canzone “Senza Voce”, di Enzo Gragnaniello. Adesso, ho fatto questo film “Nevia”, che è stato alla Biennale di Venezia, dove, nel disco, c’è una canzone ispirata a questo film. Non è stata usata nel film, perché non era ancora composta.”

 

Nel 2015, pubblica l’album “Pietra a metà”, dedicato a due mostri sacri dell’arte napoletana per eccellenza: Pino Daniele e Massimo Troisi. Che effetto le ha fatto?

“Quella è stata una cosa bellissima. Ogni tanto, a me diverte dar mie le sentenze. Oggi, sono Regina. Domani, faccio un triangolo, io, Pino Daniele e Massimo Troisi. Mi invento la vita e me la faccio come voglio. In quest’occasione, avevo deciso che io ero parte di Massimo e di Pino. Così, ho fatto, cantando una parte delle canzoni del repertorio di Pino in acustico, con arrangiamenti completamente diversi da quelli di Pino. Per me, Pino rappresentava Massimo, come Massimo rappresentava Pino. Mi sono messa in questa storia a tre.”

 

A proposito di grandi palcoscenici, nel 1991, prese parte alla serata finale del Premio Tenco, premiata come miglior interprete dell’anno. Durante l’evento, propose alcuni brani del suo recente primo album “Segnorita”. Che ricordi ha di quell’esperienza?

“Ero giovane, una ragazzina. Quando sei piccola, tutto ti passa velocemente davanti. I ricordi sono come dei flash. Mi ricordo che ero incinta di mio figlio Fulvio, nel periodo di Segnorita, quando feci questo concerto. Avevo un pancione enorme di otto mesi. Quando feci, invece, il film Cavalli, si nasce, con Vincent Gardenia, mi ricordo che era un grandissimo attore americano. Lì, ero incinta di Carola, l’altra mia figlia. Spesso, mi è capitato di lavorare incinta. In qualche maniera, la gravidanza è una cosa che porta molto fortuna, perché è una rinascita. E poi, la donna può lavorare quando è incinta.”

 

Pochi giorni fa, l’abbiamo vista alla Mostra del Cinema di Venezia in concorso nella sezione “Orizzonti” con il film “Nevia”, prodotto da Matteo Garrone, insieme ad Archimede e Rai Cinema, per la regia di Nunzia De Stefano, che si è aggiudicato il Premio Lizzani. Com’è stato vivere per lei questa avventura?

“È stato molto bello. È stato bello incontrarsi con Nunzia De Stefano. In questo film, interpreto il ruolo della nonna. È una piccola parte. È una storia bellissima, molto poetica, recitata molto bene dalla protagonista Virginia Apicella. È stata straordinaria.”

 

Su Youtube, è apparsa una dedica a Fabrizio De André con il brano “Bocca di rosa”. Che effetto le ha fatto aver reso omaggio a un grande interprete della musica cantautorale italiana?

“Noi interpreti cerchiamo la profondità e l’arte per poter proporre una canzone. De André e Bocca di rosa sono invitanti. Per cui, è scontato che un interprete faccia delle canzoni unite in un certo spessore.”

 

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