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Repubblica e Il Giornale contro lo Spiegel: la guerra dell’aria fritta

I giornalisti dei due quotidiani italiani hanno attaccato il settimanale tedesco. Ma chissà se hanno letto per intero l'articolo incriminato?

In giornalismo si usa un'espressione per definire una "non notizia" spacciata per scoop. L'espressione è "aria fritta", ed è quanto si potrebbe dire di due tra gli articoli che oggi hanno fatto più scalpore, pubblicati da due tra i quotidiani più importanti in Italia: La Repubblica e Il Giornale.

Ebbene: le due testate si sono imbufalite per un editoriale del Der Spiegel (il più importante settimanale tedesco) dove - secondo i due quotidiani - si leggeva che il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, rappresenterebbe alla perfezione il carattere degli italiani: "Siamo sinceri - scriveva il giornalista Jan Fleischhauer - qualcuno si è meravigliato che il capitano coinvolto nella tragedia della Costa Concordia fosse italiano? Qualcuno riesce ad immaginare che un capitano tedesco o, meglio ancora, uno britannico avrebbero potuto compiere una tale manovra, comprensiva di omissione di soccorso?". Repubblica e Il Giornale si sono affrettati a giudicare razzista l'articolo del Der Spiegel. Sallusti è persino andato oltre, titolando il suo editoriale "A noi Schettino. A voi Auschwitz". E questo in occasione della Giornata della Memoria.

Vista in questi termini, siamo onesti, ci sarebbe di che infuriarsi per la grossolana generalizzazione: di fatto sulla vicenda della Costa Concordia si è ancora lungi dallo stabilire cosa davvero sia accaduto e di chi siano le responsabilità. Chiunque capirebbe che Schettino non ha tutte le colpe. Lo capirebbe benissimo anche il giornalista del Der Spiegel, che c'è da giurare non sia uno sprovveduto del mestiere.

Eppure per i reporter italiani sarebbe stato sufficiente reperire in rete la traduzione integrale dell'articolo del settimanale tedesco per accorgersi che si stava montando ad arte una polemica inutile: il sommario, infatti, ammetteva sin dall'inizio l'intento provocatorio.

"Già a scuola impariamo che il carattere nazionale è un’invenzione del passato e che gli stereotipi sulle nazioni sono un’idea antiquata. Ma è davvero così? Riflessioni anacronistiche sull’odissea di un capitano italiano". 

L'autore del pezzo, Jan Fleischhauer, ammette sin da subito l'intento provocatorio. Usa appositamente l'espressione "riflessioni anacronistiche" per mettere le cose in chiaro. Egli tiene una rubrica conservatrice il cui titolo è tutto un programma: "Canale Nero". I suoi pezzi, tuttavia, sono per lo più "punzecchiature", riflessioni per lo più divertenti scritte con l'intento di provocare. Non si può dire che non ci sia riuscito.

"Un personaggio così - scrive il giornalista - lo si conosce in vacanza al mare. E’ un uomo dalle azioni plateali e che gesticola mentre parla. In linea di massima si dimostra innocuo, ma non lo si dovrebbe fare avvicinare troppo ai macchinari pesanti. Fare “bella figura” si chiama lo sport nazionale italiano che consiste nel dare una buona impressione di sé. Anche Francesco Schettino voleva fare bella figura, ma si è trovato in mezzo uno scoglio.

D’accordo, questa era una mossa davvero scorretta. Abbiamo da tempo perso l’abitudine di mobilitare stereotipi culturali nei giudizi espressi nei confronti dei nostri vicini. E’ considerato un modo retrogrado o, peggio ancora, razzista (anche se, tanto per rimanere in tema, non è del tutto chiaro fino a che punto l’italianità possa già di per sé costituire una razza)".

Il giornalista, insomma, gioca sugli stereotipi. In un passaggio del suo articolo parla anche di quelli che interessano la Germania ("In un modo o nell’altro, fino ad oggi è rimasto in noi l’unno che aspetta solo di tornare a battersi"). In realtà, tuttavia, proseguendo con la lettura si scoprirà che si trattava di un lungo preambolo per affrontare un ragionamento sull'euro.

"Il difetto congenito dell’euro? Essere una camicia di forza per culture diverse".

Niente di più che un semplice ragionamento sull'euro, come se ne trovano ormai ovunque. Jan Fleischhauer voleva semplicemente dire che mettere insieme Paesi profondamente diversi, legandoli con la "colla" della moneta unica, è stato probabilmente un errore. E' quello che sostengono fior di economisti: è stata fatta l'Europa economica senza prima fare quella politica, senza cioè uniformare le "regole del gioco". Cosa ci sarebbe di razzista in questa chiave di lettura della crisi economica? E' un mistero che impegnerà i reporter di Repubblica e Il Giornale per le prossime settimane...

I commenti più votati

  • Di Davide Falcioni (---.---.---.123) 27 gennaio 2012 18:02
    Davide Falcioni

    Di solito le sentenze le emettono i giudici, non i giornalisti. Io non credo che comandare una nave da crociera e portarla sugli scogli equivalga a tamponare un’auto al semaforo. Non è questione di sola spavalderia, né di distrazione, e per questo non ha alcun senso sparare contro Schettino e salvare tutti gli altri (addirittura mitizzare De Falco). Hanno funzionato bene tutti i sistemi di controllo della nave? Ha funzionato bene la Guardia Costiera? A me sembra che ci siano tante domande ancora senza risposta. I magistrati indagheranno. Per il momento quelle su Schettino (personaggio antipatico e vigliacco, per carità) sono solo chiacchiere da bar. 

Commenti all'articolo

  • Di paolo (---.---.---.17) 27 gennaio 2012 17:41

    ": di fatto sulla vicenda della Costa Concordia si è ancora lungi dallo stabilire cosa davvero sia accaduto e di chi siano le responsabilità."

    Cioè fammi capire lungi da che ,il comandante non era Schettino ? Perché se era Schettino quello che è avvenuto è chiaro e limpido : il comandante ha portato la nave a sbattere contro gli scogli e quindi il responsabile è lui . Punto.
    Poi ci sono poi anche responsabilità più generali ? , bene vanno accertate e perseguite fino in fondo ,e allora? Cambia la posizione di Schettino ? E’ un’attenuante ? . Se anche emergesse che l’armatore avesse ordinato a Schettino di fare le capriole con la nave ,oppure che la Capitaneria di porto avesse chiuso gli occhi a manovre simili ,che cambia? Schettino è assolto ? Era il comandante o il mozzo di bordo ?

    Mi dispiace doverlo ammettere ma ce la siamo cercata e gli stereotipi non nascono dal nulla . Poi Il Giornale e Repubblica possono anche rinfacciare il nazismo ma guarda che anche su questo tasto ci andrei cauto perché i tedeschi erano i nostri alleati (non scordiamocelo mai ).
    Eravamo fascisti alleati dei nazisti , perché siamo anche un popolo con la memoria corta. Poi con un gioco di prestigio in extremis ( e se Dio vuole) siamo passati con i vincitori , ma anche qui me lo chiami stereotipo ? Sarà mica che abbiamo difettuccio di affidabilità?
    ciao

    • Di Davide Falcioni (---.---.---.123) 27 gennaio 2012 18:02
      Davide Falcioni

      Di solito le sentenze le emettono i giudici, non i giornalisti. Io non credo che comandare una nave da crociera e portarla sugli scogli equivalga a tamponare un’auto al semaforo. Non è questione di sola spavalderia, né di distrazione, e per questo non ha alcun senso sparare contro Schettino e salvare tutti gli altri (addirittura mitizzare De Falco). Hanno funzionato bene tutti i sistemi di controllo della nave? Ha funzionato bene la Guardia Costiera? A me sembra che ci siano tante domande ancora senza risposta. I magistrati indagheranno. Per il momento quelle su Schettino (personaggio antipatico e vigliacco, per carità) sono solo chiacchiere da bar. 

  • Di paolo (---.---.---.17) 27 gennaio 2012 19:15

    Oh Davide ! E dai ,se vogliamo scherzarci su facciamolo pure ,ma ci sono una cinquantina di morti . Non sei il solo su questo blog a buttarla su " la colpa è del Baion " . Schettino ha già pubblicamente ammesso la sua colpa " .. Ho fatto un guaio !! (registrato)" , la nave funzionava come un bijoux (accertato),è già stato appurato che ha disinserito il pilota automatico per passare al manuale(testimonianze degli ufficiali in seconda) ,andava a 16 nodi invece di 10 , ma che cavolo c’è da scoprire su Schettino ! Quando esamineranno la scatola nera cosa credi che ci troveranno?i biscottini ?. Chiacchere da bar , ma per favore !

    Il fatto è che la mentalità italiana , e purtroppo trova conferma su questo sito, è quella sempre di generalizzare le responsabilità ,buttarla su tutti colpevoli e quindi nessuno colpevole , è la storia di questo paese e c’è da esserne demoralizzati .

    Sta a vedere che adesso la colpa era dello scoglio che non doveva essere li’ .

    • Di Davide Falcioni (---.---.---.48) 27 gennaio 2012 21:59
      Davide Falcioni

      Scusa Paolo, ma se la butti su questo piano che senso ha discutere? Al contrario di quello che tu mi metti in bocca, penso che OLTRE a Schettino ci siano altre responsabilità. Che non vuol dire assolverli tutti, semmai l’esatto contrario: condannarli tutti. Poi continuo a pensare che i processi servano a questo: accertare i fatti e stabilire delle pene giuste. Ti pare normale che si affidi a "processi mediatici" una questione così delicata? Se io fossi un parente delle vittime non mi accontenterei di catturare Schettino e buttarlo in cella. Vorrei conoscere tutta la catena di responsabilità, di cui Schettino non è che l’ultimo anello.

  • Di (---.---.---.221) 27 gennaio 2012 23:00

    In tutto e per tutto posso dare ragione a Davide, ma una cosa la si deve dire al signor Fleischhauer (che tradotto vuol dire quello che da le botte alla carne) e cioè che si possono scegliere altri modi per spiegare perché l’euro non può funzionare. Pessimo gusto quello di portare un disastro del genere in gioco, dove parecchie persone hanno perso la vita e in più dare anche se solo punzecchiando o ironicamente al popolo italiano del codardo ed idiota. In questo caso a dato uno schiaffo dritto dritto l’orgoglio italiano che ha dovuto soffrire abbastanza con l’era berlusconi e dovrà ancora soffrire per un pò per tutti i problemi che verranno.

    Quindi se fossi in lui proverei a spiegare o persino porgere le mie scuse per i problemi causati.

    Antonio da Göteborg



  • Di (---.---.---.11) 29 gennaio 2012 01:52

    Il problema vero dell’Italia è il provincialismo, come da stereotipo sottolineato acutamente. Quel voler fare bella figura a tutti i costi, che a volte si tramuta in furbizia e altre nel peggiore scaricabarile, come in questo caso. Non bisogna indagare, Schettino è l’unico colpevole, lo abbiamo individuato. Noi siamo puliti e per colpa sua facciamo figuracce.


    Ma chi se ne frega di cosa pensa la Germania e il mondo quando ci sono decine di morti e dispersi? Dovremmo cominciare a pensare alle cose serie, invece di puntare solo al rispetto planetario che però facciamo di tutto per non meritare, ma tanto si sa che basta girare i vasi sbrecciati o nascondere la polvere sotto il tappeto e il gioco è fatto.

    Se si pensasse alle cose serie, alle vite umane, a far quadrare i conti, a smetterla di fare i furbi o lo scaricabile, ci ritroveremmo un paese che funziona e che non farebbe ridere più nessuno.

    In troppi puntano il dito contro Berlusconi, che invece incarna perfettamente l’italiano medio. Quello che vuole rispetto ma non si preoccupa di meritarlo. Pensa che basti evitare le figuracce per fare bella figura. Le cicale cantavano bene, ma questo non le ha salvate dall’inverno.
  • Di (---.---.---.75) 29 gennaio 2012 04:05

    Ma guarda te che discorsi...se ci siamo meritati gli stereotipi come gran parte degli intelligentoni sta dicendo qui, che male c’e’ a chiamare i tedeschi nazisti? Dov’e’ lo stereotipo?
    Che forse non se lo sono meritato abbastanza l’appellativo razzisti mangiacrauti in due guerre?

    Oppure vi basta solo infangare l’Italia in toto per un coglione come Schettino?

  • Di (---.---.---.252) 29 gennaio 2012 08:48

    Sai qual è la differenza tra i tedeschi e noi italiani? Che ai tedeschi gliene frega altamente quello che noi pensiamo di loro, le cose le fanno per se stessi. Si comportano in un certo modo, molto più civile del nostro (oggettivamente) non per fare bella figura ma perché ci tengono al loro stato, alla loro società, alle loro cose. E di conseguenza, siccome le cose da loro funzionano in altro modo, evitano figuracce come effetto collaterale.


    Noi no, noi ce ne sbattiamo, facciamo quello che ci pare, tutti indiscriminatamente, e quindi il paese va allo sbaraglio completo perché noi siamo furbi. Infatti l’importante è non farsi prendere in castagna, fare i cavoli propri di nascosto, perché altrimenti se poi ci prendono con le mani nel sacco sai che figura ci facciamo all’estero? Se poi niente funziona ma nessuno se ne accorge che fa? L’importante è che all’estero non ci critichino.

    Finché non cominceremo a fare le cose per bene per noi stessi, per il nostro benessere, siamo destinati a far ridere il mondo. Se non c’è cura e impegno, la gloria è solo di facciata, che prima o poi crolla.

    A pensare che sia Schettino a rovinare l’Italia ci facciamo grandi illusioni. Siamo quasi tutti Schettino, in Italia. E lo siamo perché non ci sono controlli, vige l’impunità assoluta, spesso anche quando si viene colti sul fatto. Quindi si fa un po’ come pare e pensiamo anche che sia normale, stupendo gli stranieri che in vacanza in Italia si ritrovano davanti una fauna autoctona convinta di potersi permettere di tutto.

    Domanda provocatoria: ma se Schettino si fosse trovato in capitaneria di porto invece che sulla nave, secondo voi avrebbe fatto qualcosa di diverso da De Falco?
  • Di (---.---.---.65) 29 gennaio 2012 10:32

    Il tedesco "dice e sdice" ma la sostanza è quella. Una volta si usava "il carattere nazionale" oggi le differenti culture, ma siamo sempre li: i tedeschi sono sempre convinti di essere la quinta essenza dell’umanità, meglio di loro non c’è nulla al mondo, come è stato possibile che si siano confusi con "culture differenti" dalla loro dando vita all’euro?

     Ma è un interrogativo che possiamo porci anche noi, di "cultura mediterranea". Appena si sono unificati politicamente hanno cominciato a scatenare guerre una dietro l’altra, a partire dal 1866, per affermare la loro supremazia sull’Europa. Chi ci dice che adesso non stiano utilizzando la crisi dei debiti sovrani per affermare questo loro antico sogno?!?

     Come abbiamo potuto pensare che un popolo, che da oltre mille anni non fa altro che aggredire continuamente i propri vicini, possa essere improvvisamente diventato "buono" ??? 

     Sono pregiudizi, stereotipi, antitedeschi ? No! é solo una osservazione storica.

    E’ vero noi siamo il paese di Berlusconi e Schettino, ma anche il paese che ha dato un contributo fondamentale alla costruzione della moderna cultura europea, alla rivoluzione scientifica e industriale. Ogno popolo europeo ha i suoi pregi e i suoi difetti, i suoi misfatti e le sue grandezze, se non partiamo da qui non possiamo costruire nulla insieme. Se gli opinion makers tedeschi continuano a soffiare sul fuoco degli stereotipi allora è meglio lasciar perdere perché ci facciamo solo male da soli, senza aspettare i cinesi.

  • Di (---.---.---.93) 30 gennaio 2012 22:42

    Siamo però anche un paese in decadenza. Non possiamo continuare a citare Leonardo, Colombo e Dante quando la maggioranza degli italiani si comporta alla Schettino, con tutto il rispetto per Schettino che ormai è diventato un triste esempio di comportamenti invece assolutamente diffusi. Anche tra chi gli dà addosso.


    Cosa creiamo oggi? Abbiamo contribuito a fondare la moderna cultura europea, ma questo non dovrebbe essere un titolo per adagiarsi sugli allori, quanto uno stimolo per cercare di mantenere uno standard alto.

    Mi spiace vedere che da critiche probabilmente dure, e forse anche in parte ingenerose, si tragga solo lo stimolo difensivo, quel buttarla in caciara a fare la gara a chi è meglio o può permettersi di parlare, invece di ragionare su ciò che si può e si deve migliorare. 

    Perché certe critiche non sono affatto stereotipi, non tutte. Ad esempio io trovo anche abbastanza fondata la provocazione del "siamo sinceri - CUT - qualcuno si è meravigliato che il capitano coinvolto nella tragedia della Costa Concordia fosse italiano?".

    Io no. Non è una questione genetica, di inferiorità razziale, non è razzismo. E’ la semplice realtà, purtroppo. E’ che storicamente, culturalmente, il nostro è un paese in cui esistono le regole ma non vengono rispettate e i controlli sono sulla carta. Ecco che l’italiano furbo capisce che può andare a 170 km/h in autostrada, perché tanto nessuno lo controlla, e anche se gli arriva la multa, troverà cavilli per non pagarla pur sapendo benissimo di avere torto. 

    Il senso è che non è che noi italiani siamo geneticamente inferiori, ma che certe cose possono avvenire solo in Italia perché altrove i controlli li fanno, e se vai a 170km/h dove non previsto, ti stroncano e il vizio te lo togli immediatamente.

    Ne consegue che, non solo in Italia è più facile evadere le norme, è anche che statisticamente sia più probabile che sia un Italiano a violare i limiti di velocità rispetto ad un tedesco in vacanza. Ovviamente perché ci sono più Italiani che stranieri in Italia, ma anche perché il tedesco è così abituato al fatto di dover rispettare i limiti nel proprio paese, che quando viene in Italia con l’auto neanche ci pensa che potrebbe tranquillamente correre senza rischiare alcuna conseguenza pratica. E’ una questione di forma mentis, che si apprende nel contesto e rimane dentro, anche quando ti trovi in ambiti più permissivi.

    Possiamo offenderci quanto vogliamo e buttarla a barzelletta, ma non faremmo niente di diverso da Berlusca con la famosa gaffe su Schulz, che voleva come kapò in un film. E’ mai possibile che anche quando l’evidenza mostra le crepe del nostro sistema, in modo così grave e triste, si debba sempre difendere l’italico diritto di fare come pare, perché sono gli altri ad essere razzisti, non noi a sbagliare? Ogni volta che si riceve una critica, invece di ragionarci su, bisogna buttarla sul delegittimare chi la rivolge?


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