Inizio 2011, Terzigno, Rotonda. Il presidio si è spento. Dopo mesi passati all’aperto, di giorno e di notte, dopo le manganellate, le mortificazioni, le occupazioni e le grida, è venuta a mancare la voglia di continuare, di insistere e resistere.
Come dar torto a questi vesuviani, presidiare ininterrottamente è un sacrificio che nessuno può pretendere, vegliare di notte è una costrizione disumana come e quanto tutta la storia di Terzigno, di cava Sari.
Lo Stato, con la compiacenza di tutta quanta la classe politica italiana, non ha soltanto sgombrato con la forza i vesuviani, non ha soltanto violato le leggi del codice civile e penale, non ha soltanto smontato con la forza i gazebo posti in una area privata, lo Stato italiano ha soprattutto ucciso la speranza di vivere nel rispetto delle regole, delle leggi, dei diritti umani.
Non è cambiato nulla. I camion continuano ad essere scortati in discarica senza essere controllati; vedendoli passare si riesce ad intravedere il talquale trasportato che andrà a riempire la collinetta di Cava Sari. Tutte le luci si sono spente su cava Sari. Sequestri di camion non a norma, analisi positive sulla contaminazione delle falde acquifere, percolato che zampilla documentato, inchieste mai giunte fino in fondo, denunce rimaste nei cassetti delle procure di Nola e di Napoli, le pesanti dichiarazioni di Mancuso durante l'audizione davanti alla commissione parlamentare di inchiesta; tutto dimenticato, accantonato. Anni di indagini frantumate all'ombra di poteri occulti, deviati, travestiti da istituzioni sgargianti ed operose.
A Terzigno si aggiungono Chiaiano, Taranto, Palermo. Terzigno però è il simbolo occulto della camorra, della volontà di imporre un andazzo criminoso. In queste feste si è continuato a trasportare in altre regioni italiane la spazzatura napoletana; solo la Puglia si è opposta con fermezza rimandando al mittente il carico puzzolente. Rifiuti solidi urbani, questo il corpo del reato, o il capro espiatorio.
Come può dell'umido, facilmente smaltibile in un qualsiasi impianto di compostaggio essere e diventare il rifiuto inquinante? Come possono la carta, il vetro e la plastica, smaltibili in un qualsiasi impianto di riciclo diventare il rifiuto difficile da smaltire? Per gli ingombranti ci sono le ditte specializzate, per gli elettrodomestici una normativa parla dell'obbligo, da parte dei negozi, di ritirare e rottamare. E allora?
Cosa inquina la Campania?
La camorra istituzionale in affari con i clan locali. Questo non deve essere più un dubbio per nessuno. Nel frattempo si perde tempo, denaro e dignità a trovare alternative che esistono ma che nessuno vuole attuare per la gestione del rifiuto solido urbano, nessuno parla del rifiuto industriale, speciale. Sul bollettino ufficiale pubblicato dalla Regione Campania la delibera che autorizza l'ingresso di rifiuti speciali in Campania dal resto d'Italia.
Avete capito bene, mentre Terzigno e tutta la regione lotta contro i cumuli di rifiuti, le discariche legali e abusive zeppe di ogni genere di rifiuto, puzza e percolato, la Regione autorizza l'ingresso di rifiuti speciali provenienti da altre regioni di Italia, magari, da quelle stesse regioni ''Verdi'' che hanno snobbato, offeso, pugnalato i campani. I rifiuti speciali sono:
Camorra Campania Rifiuti Campania Casalesi Terzigno Ciclo Rifiuti Cava Sari
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05/01 20:40 - eptor10