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Referendum Trivelle: si vota "Sì" il 17 aprile (per dire "No" alle trivellazioni petrolifere)

ll 95% degli italiani sa che il 17 aprile si vota (Sì) per il referendum contro le trivelle? "Il Consiglio dei ministri ha fissato il referendum sullo stop alle trivelle e la consultazione si terrà il 17 aprile". 

Quindi ci sarà un referendum non affiancato alle elezioni amministrative, come era stato proposto e richiesto nella speranza di far risparmiare all’erario 300 milioni di euro, perché il presidente della RepubblicaSergio Mattarella, ha ufficialmente firmato il decreto che conferma il referendum sulle attività petrolifere a mare – entro le 12 miglia dalla costa – per i titoli abilitativi già rilasciati, “per tutta la durata di vita utile del giacimento". 

A volte certe foto possono molto, come quella degli attivisti di Greenpeace, entrati in azione a Roma, a piazza Venezia davanti all'Altare della Patria, per protestare pacificamente contro la strategia energetica del governo e invitare gli italiani a votare al referendum sulle trivelle del prossimo 17 aprile. Gli attivisti hanno disseminato la piazza con una trentina di piccole trivelle e aperto un lungo striscione: "L'Italia non si trivella". Greenpeace tramite Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace, dichiara: "Siamo in questo luogo così simbolico per il Paese per ricordare ai cittadini che il referendum del prossimo 17 aprile riguarda l'Italia nella sua interezza.

«Le trivelle sono una grave minaccia per i nostri mari, e già questo sarebbe motivo sufficiente per respingerle. Ma esse rappresentano anche un indirizzo energetico insensato, che condanna l'Italia alla dipendenza dalle fonti fossili. Un favore alle lobby del petrolio che espone a rischi enormi economie importanti come il turismo e la pesca», dicono da GreenPeace. 

«Sotto i nostri fondali c’è una quantitativo di petrolio che, se potessimo estrarlo in un colpo solo, corrisponderebbe a meno di due mesi dei consumi dell’Italia. Andrebbe poco meglio col gas: circa sei mesi. Vale la pena deturpare i nostri mari per così poche risorse che non sarebbero neppure dell’Italia ma delle compagnie petrolifere?».


Altre reazioni, il M5s:  "Il governo è rimasto sordo agli appelli di tutte le associazioni ambientaliste e ha tirato dritto per la sua strada. Si voterà il 17 aprile per il referendum su alcune trivellazioni offshore e non insieme alle amministrative, in un election day che avrebbe tra l'altro fatto risparmiare centinaia di milioni di euro ai cittadini. Un referendum nato già azzoppato nei contenuti e che con questa decisione il governo vuole definitivamente affossare".
 

Univerde con l'ex ministro Alfonso Pecoraro Scanio: la decisione del governo di fissare il referendum sulle trivellazioni è "antidemocratica e scellerata, una truffa pagata coi soldi degli italiani. Il governo ha fissato la data truffa del 17 aprile, per impedire vera informazione e boicottare la partecipazione al voto sprecando oltre 300 milioni di euro , è una vergogna cui il presidente della Repubblica della Repubblica, Sergio Mattarella, può porre rimedio accogliendo la richiesta delle Regioni che sono una fondamentale articolazione della Repubblica italiana di cui Mattarella è il supremo garante. E' assurdo che il Governo ancora difenda scelte petrolifere dannose e di retroguardia mentre le società petrolifere rinunciano alle domande di ricerca perché non economicamente convenienti. Siano quindi gli italiani a decidere con il voto se vogliono un futuro di fossili o di energie rinnovabili''.

Ancora Greenpeace aggiunge: "L'Italia non si trivella, il 17 aprile possiamo votare per allontanare le trivelle dai nostri mari. Estrarre il pochissimo gas, il pochissimo petrolio che ci sono sotto i nostri fondali avrebbe ricadute insignificanti per l'occupazione, le casse pubbliche, la bolletta energetica del paese. Ma sarebbe invece un rischio enorme, un danno per i nostri mari e con essi per la bellezza dell'Italia, per il turismo, la pesca, le comunità costiere".

Vogliamo un diverso futuro energetico e ci rimane solo di farlo sapere a più persone possibili: "IL 17 APRILE VOTA Sì per dire No alle trivelle".
Doriana Goracci

video:
https://www.youtube.com/watch?v=aEf17SkcJq4
https://www.youtube.com/watch?v=yfTjshbiIu4
https://www.youtube.com/watch?v=G-7RLdEiP7w

Riferimentihttp://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/energia/2016/02/24/trivelle-greenpeace-protesta-davanti-allaltare-patria_cd42668c-8351-4758-b70e-d16194aadf02.htmlL

http://stop-trivelle.greenpeace.it

http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/istituzioni/2016/02/11/per-le-trivelle-fissato-il-referendum-sara-il-17-aprile-_9bc81c7f-73a6-4927-a44e-af90cbfb5ed4.html

 

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Commenti all'articolo

  • Di maurizio zucca (---.---.---.34) 25 febbraio 21:24

    ancora sprechi in un’Italia degli sprechi più assurdi... Questi soldi sarebbe stato bene investirli in energie alternative ... invece continuiamo a sprecare nonostante la soffocante crisi...davvero assurdo... e i nostri governanti, presidente compreso, sono complici.

    • Di Doriana Goracci (---.---.---.88) 25 febbraio 23:45
      Doriana Goracci

      ora più che mai è necessario sostenere informare e informarci su tutte le forme di energie alternative possibili e dare chiare delucidazioni su questo referendum e come votare. Non è facile, c’è poco tempo ma dobbiamo tentare.Grazie Maurizio Zucca per il suo commento, perchè anche questo comunicare è vitale.

  • Di Doriana Goracci (---.---.---.169) 29 febbraio 17:47
    Doriana Goracci
    AGGIORNAMENTO di cose che nessuno ci dice e scrive...per il Referendum Trivelle: si vota "Sì" il 17 aprile (per dire "No" alle trivellazioni petrolifere)
    Referendum trivelle 17 aprile 2016 | Come si vota | Chi vota
    „Gli elettori residenti all’estero ed iscritti nell’Aire (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) riceveranno come di consueto il plico elettorale al loro domicilio. Si ricorda che è onere del cittadino mantenere aggiornato il Consolato circa il proprio indirizzo di residenza.
    Possono votare tutti i cittadini italiani e che hanno compiuto il 18mo anno di età alla data di domenica 17 aprile 2016. Grazie alle modifiche introdotte con legge 6 maggio 2015, n. 52 alla legge sul voto all’estero (L. 459/2001), per la prima volta anche gli italiani temporaneamente all’estero potranno partecipare al voto per corrispondenza organizzato dagli uffici consolari.
    A partire dalle consultazioni referendarie del 17 aprile prossimo, gli elettori italiani che per motivi di lavoro, studio o cure mediche si trovano temporaneamente all’estero per un periodo di almeno tre mesi nel quale ricade la data di svolgimento della consultazione elettorale, nonché i familiari con loro conviventi, potranno partecipare al voto per corrispondenza organizzato dagli uffici consolari italiani. Tali elettori che intendano partecipare al voto dovranno far pervenire al Comune d’iscrizione una opzione valida per un’unica consultazione. L’opzione di voto per corrispondenza deve pervenire al Comune d’iscrizione nelle liste elettorali entro i dieci giorni successivi alla data di pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi elettorali (con possibilità di revoca entro lo stesso termine). Saranno comunque ritenute valide le opzioni pervenute entro il trentesimo giorno antecedente la votazione in Italia (venerdì 18 marzo 2016).

    Potrebbe essere interessante come NON hanno fatto sapere che i residenti stabilmente all’estero, che intendevano votare in Italia, dovevano far pervenire al consolato competente per residenza un’apposita dichiarazione su carta libera entro il 26 febbraio scorso (informazioni tratte da http://www.today.it/politica/refere...)

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