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  Home page > Tribuna Libera > Raphael Rossi (Asìa): "Rifiuti? A Napoli non ne vedremo più"
di cinzia ficco (sito) giovedì 22 dicembre 2011 - 0 commento oknotizie
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Raphael Rossi (Asìa): "Rifiuti? A Napoli non ne vedremo più"

 

“Rifiuti abbandonati per le strade del capoluogo campano? Un giorno non ne vedremo più. Anzi, il modello Napoli sarà esportato all’estero”.

Parola di Raphael Rossi, 37 anni, per una metà francese, per l’altra italiano, che, da giugno scorso, è presidente dell’Asìa, la spa per l’igiene urbana, di Napoli.

A volerlo è stato il sindaco Luigi De Magistris che, ora, può dormire sonni un po’ più tranquilli. Da sei mesi, infatti, è il giovane torinese, che sta lavorando sodo per risolvere la questione spazzatura, vecchia di quarant’anni.

Troppo piccolo e inesperto per sciogliere un nodo così stretto? Niente affatto. A dispetto del suo viso da bravo ragazzo, Rossi è davvero tosto. E, soprattutto, onesto. Quando era consigliere di amministrazione e vicepresidente dell’Amiat torinese, incaricata di raccogliere e smaltire rifiuti, ha detto no ad una mazzetta di 200 mila euro e ha pure denunciato chi aveva tentato di corromperlo.

Napoli confida molto nella preparazione di Rossi, specializzato nella progettazione di sistemi per la raccolta differenziata. Rischi per lui? Uno. Ma vediamo insieme quale potrebbe essere.

Intanto, partiamo dall’esperienza di Torino. Ci racconta in breve cosa è successo?

Comportamenti che dovrebbero essere normali. Io sono stato per sei anni consigliere di amministrazione e vicepresidente della AMIAT, l’azienda della città di Torino che si occupa del ciclo dei rifiuti. Tra le tante cose fatte, ho fermato l’acquisto di un macchinario inutile, per il quale poi mi è stata offerta una tangente dal presidente dell’azienda. Io ho denunciato tutto ed oggi siamo al processo. Fino a questo punto, questo dovrebbe essere il comportamento normale di un pubblico ufficiale. Ma poi quando tutto questo si è saputo, le istituzioni torinesi mi hanno fatto il vuoto attorno. Il Comune non si è voluto accollare le spese legali nel costituirsi parte civile.

Ora è a Napoli. Non ha paura? Nonostante lo stipendio piuttosto elevato, ammetterà che corre rischi elevati!

Ma che domande! Ho paura solo di innamorarmi troppo di questa città.

Come è stato l’impatto con i napoletani? E come quello con 3 mila dipendenti di cui solo 700 attivi, subappalti con imprese indisciplinate e chiacchierate, 20 mila tonnellate di monnezza per strada e la differenziata da costruire di sana pianta? 

Sono stato accolto con un affetto e una fiducia meravigliosi.

Il suo primo giorno?

Bisognava fare lo slalom fra i rifiuti quando sono arrivato il 16 dicembre dell’anno scorso.

Quali sono i suoi progetti per la città? Cosa si sta facendo per far scomparire la spazzatura dalle strade di Napoli?

Stiamo sviluppando la Raccolta differenziata a fondo. Siamo partiti da Scampia ed ora stiamo facendo Posillipo. Contemporaneamente abbiamo stipulato degli accordi per mandare temporaneamente i rifiuti all’estero.


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