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 Home page > Attualità > Istruzione > Ragazzoni, Garibaldi e i giovani di Belluno

Ragazzoni, Garibaldi e i giovani di Belluno

 
A Belluno, sabato 18 ottobre è stato presentato ufficialmente la seconda edizione del libro: “Belluno Garibaldina”, edito dal Comitato di Bolzano dell’Istituto Per La Storia del Risorgimento Italiano.
Nell’Aula Magna del Liceo Ginnasio “Tiziano Vecellio ” di Belluno, sabato 18 ottobre è stato presentato ufficialmente la seconda edizione del libro: "Belluno Garibaldina” curato dalle classi III Liceo A e B, edito dal Comitato di Bolzano dell’Istituto Per La Storia del Risorgimento Italiano. Il progetto ispirato dallo storico Achille Ragazzoni e coordinato dai due professori di storia Francesco Dematté e Gian Filippo Leo, ha visto l’impegno dei ragazzi nei due anni scolastici, che hanno studiato i rapporti tra Garibaldi e la provincia di Belluno e analizzato le biografie dei garibaldini bellunesi, divenendo un lavoro di ricerca di valore storico.
Il presidente del Comitato di Bolzano dell’Istituto per la storia del Risorgimento Italiano, dott. Achille Ragazzoni , ha consegnato al Liceo due targhe commemorative, una donata dal Comitato Popolare Garibaldino nizzardo presieduto dal giornalista e scrittore Alain Roullier (il progetto "Belluno Garibaldina" prese l’avvio proprio da Nizza, ove gli studenti si recarono a portare omaggio alla tomba di Mamma Rosa Garibaldi e lo stesso Garibaldi in un discorso a Feltre nel 1867 volle ricordare, con commossi accenti, la triste sorte della propria città natale), l’altra dall’ Istituto Internazionale di studi "Giuseppe Garibaldi", presieduto dal pronipote dell’Eroe dei Due Mondi, anch’egli Giuseppe, che ha prefato tutte e due le edizioni di "Belluno Garibaldina”.
 
Nel corso della cerimonia gli studenti, che hanno partecipato alla ricerca hanno espresso i propri parei, la liceale Sara Balzan, ha messo in evidenza l’ideale che animava Garibaldi e rendeva importante tutto ciò che lo circondava: << Oggi, invece, non si hanno più ideali e non si sa più per cosa vale la pena di combattere. Si è distratti e non si conosce nemmeno la storia delle nostre piazze, dei monumenti ecc >>. Invece, la studentessa Alessia Zanon, metteva in risalto come i Garibaldini fossero animati di un qualcosa di molto grande: la Patria, altrimenti non si spiegherebbe come potessero legare luoghi così diversi.

 
Durante a cerimonia, sono stati premiati i studenti: Irene Angelini, Mattia Costa, Anna Garbuio, Arianna Saviane e Alessia Zanon, che hanno raggiunto la maturità con 100 su 100, ricevendo il premio dell’Associazione ex alunni del Liceo Tiziano, di un medaglione artistico in bronzo con l’effige del pittore cadorino.
 
 
 
 

Commenti all'articolo

  • Di Maria Cipriano (---.---.---.121) 18 ottobre 2015 18:58
    Maria Cipriano
    Il dottor Achille Ragazzoni: una delle pochissime persone che oggi in Italia riesce ancora a parlare del Risorgimento senza scadere nel qualunquismo, nel pressapochismo e nella superficialità. Siamo subissati da una marea di dilettanti della Storia, e della Storia del Risorgimento in particolare, che sparano revolverate di sciocchezze su quel fondamentale periodo che, piaccia o meno, liberò l’Italia da austriaci, duchi e granduchi vari, Borboni, nonchè da uno spropositato numero di conventi e istituti religiosi che soffocavano a vario titolo la penisola.
    Oggi assistiamo al "revisionismo anti-Risorgimentale" da parte di un variegato stuolo di detrattori: orfani di Francesco Giuseppe, cattolici di comunione e liberazione, neoborbonici, papisti, venetisti, liberisti, pseudogramsciani, neofascisti, c’è di tutto, chiunque può suonare la sua campana contro il Risorgimento, magari avendone leggiucchiato in giro qua e là. Le mode sono facili, si sa. Molto più difficile è studiare, analizzare e confrontare i documenti, prendersi la briga di leggere decine di migliaia di pagine. Il Risorgimento non fu una favoletta, ma una tragedia eroica.
    Non fu solo tre guerre d’indipendenza, ma molto e molto altro.Nelle università straniere lo si studia molto più che in Italia. All’estero ci invidiano Mazzini e Garibaldi.Più di settanta nazioni hanno dedicato a Garibaldi un monumento o una strada. Solo noi siamo capaci di sputarci addosso, solo noi siamo stati capaci di rovinare anche questa splendida pagina della nostra lunga e difficile Storia.
    Maria Cipriano
    • Di Sara (---.---.---.225) 8 settembre 2018 11:59

      Sono d’accordo con Maria Cipriano! Gli Italiani di oggi sono degli ignoranti e dei "rimbambiti" totali per questo si bevono tutte le minchiate di neominchionici, venetisti, sicilianisti, sardisti, filo-austriaci e ciarlatani vari..

  • Di Sara (---.---.---.225) 8 settembre 2018 14:45

    Ah, dimenticavo i legaioli...

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