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"Quelli lì hanno una paura boia". Bossi non ne è più tanto sicuro

Sono passati soltanto pochi giorni dal vertice PDL. Alla vigilia, con la sua bella presenza in canottiera, il durissimo Umberto Bossi dichiarava: “quelli lì hanno una paura boia” riferendosi all’opposizione in merito ad elezioni anticipate (non so come possano esserci italiani che danno ancora credito a personaggi che sembrano caricature). Fino a poche ore prima del vertice il “duro” invocava: "elezioni subito, così non si può andare avanti". Poche ore di vertice, Il fior fiore dei dirigenti della coalizione si riuniscono e appare il documento illuminante che ha tenuto impegnato il premier tutto il mese di agosto: i 5 punti. Quelli di Mosè erano 10 ma in un mese cosa si può pretendere? Intanto Verdini, anche grazie ai milioni di euro che girano nelle casse delle banche con cui ha discussi rapporti, può utilizzare mezzi informatici all’avanguardia per far capire come vanno i sondaggi. Risultato: Bossi non si azzarda più a parlare di elezioni subito. Le sue parole “quelli lì hanno una paura boia” sembrano ora potersi riferire alla coalizione di cui fa parte.
 
I 5 punti non sono altro che uno stralcio rattoppato di una parte del vecchio programma elettorale con qualche differenza sostanziale: non si parla di economia e lavoro, argomenti ormai perdenti a tutto campo. Berlusconi ha abituato il suo elettorato a slogan pubblicitari per poi attuare l’esatto contrario di quanto promesso e anche questa volta non si smentirà. Ricorderanno tutti le promesse principali con cui il premier ha vinto le elezioni: 1 milione di posti di lavoro in più, meno tasse per tutti, più sicurezza, risoluzione del personale conflitto di interessi. Quest’ultimo il Presidente del Consiglio lo ha risolto con una semplicità estrema: per legge il conflitto di interessi è inesistente. Il grande statista, al pari del suo amico Craxi, per il resto delle previsioni ne avesse azzeccata una. Con i 5 “comandamenti” siamo punto e a capo, dichiarazioni per titoli prive di contenuto, prendere o lasciare. Un solo esempio la giustizia. Sotto la parola giustizia ci può stare tutto e fin ora abbiamo assistito ad un lavoro del governo per una giustizia che significa impunità, meno mezzi a polizia e magistratura, ostacoli nelle indagini, ecc….
 
E’ vero che Berlusconi ha vinto con una stragrande maggioranza ma è anche vero che il programma approvato dagli elettori, che tanto è decantato dai suoi ministri e sottosegretari quale mandato che non deve essere tradito, in realtà era una facciata composta da spudorate promesse che hanno celato l’esatto contrario di quanto propagandato. Senza elencare le varie leggi che Berlusconi ha fatto approvare solo per proteggere se stesso tenendo impegnate le camere per 10 anni, c’è da ricordare quanto di più squallido e vergognoso si è impegnato a fare, in parte per fortuna ostacolato dai suoi stessi uomini, dall’opposizzione e dall’opinione pubblica: demolizione del sistema di informazione con la legge bavaglio, ostacolo del sistema giustizia con tagli, processo breve e leggi che di fatto hanno o avrebbero favorito mafia e criminalità organizzata per esempio rimettendo in vendita all’asta le proprietà confiscate. Per non parlare del DDL lavoro, poi fermato dal Presidente Napolitano, con il quale di fatto si vorrebbero cancellare i diritti dei lavoratori ed i Contratti Collettivi di Lavoro. I rappresentanti del governo anche in questo caso è schierato dalla parte degli industriali che ricattano gli operai. Chi vive di reddito fisso per poco più di 1000 euro al mese e paga tutte le tasse è ricattato da chi fa affari e utilizza finanziamenti pubblici: o lavori a queste condizioni, come uno schiavo, senza diritti a malattia né a scioperi oppure resti disoccupato. L’industria, dopo aver utilizzato i finanziamenti, smantella i suoi impianti e si trasferisce dove ci sono schiavi più a buon mercato. Insomma questo governo ha ampiamente dimostrato di essere il governo “del fare” disastri. Il decantato miracolo economico ha nascosto una crisi che porta alla concentrazione della ricchezza. Non a caso aumentano i consumi di gioielli, auto di lusso e alta moda mentre calano i consumi di generi alimentari. La disoccupazione galoppa, i precari sono costretti a scioperi della fame per salvaguardare il posto di lavoro oppure a farsi prelievi di dosi di sangue fino alla morte nel tentativo di vedere riconosciuto il diritto di ricevere la povera paga mentre le cricche spartiscono illegalmente grossi capitali incontrollati anche ai danni dei terremotati.
 
Berlusconi, che aveva una maggioranza di circa 60 deputati e che ha potuto imporre, con tale forza, qualunque dictat e qualunque sconceria, proprio grazie alle sue false promesse ed alla sua arroganza sta sgretolando il suo impero. Questa volta non può dare la colpa a magistrati rossi e neanche ai “comunisti” dell’opposizione che sono praticamente inesistenti e silenziosi. Questa volta Berlusconi ha fatto tutto con le sue mani sorretto dai consigli sbagliati dei suoi falchi che fino a questo momento hanno fatto previsioni sbagliate per esempio sul numero dei finiani dissidenti.
 
Per completare il panorama distruttivo interviene il ministro per la guerra La Russa. Il suo volto si addice perfettamente al ruolo che svolge. La guerra di La Russa ora si orienta contro i finiani che hanno incarichi nel PDL. Non ci sarà da meravigliarsi se si sentirà parlare di ricatti o tentativi di “acquisto” oppure, falliti questi tentativi, di epurazioni. Questo scontro probabilmente inciderà sui finiani nel momento in cui dovranno esprimere la fiducia ed il crollo della maggioranza potrebbe avvenire in tempi brevi. Da più parti, opposizzioni comprese, si dice che la Lega aumenterà i suoi consensi a scapito dei suoi alleati. Non è certo che ciò sia vero anche perché la Lega ha gridato per anni contro Roma ladrona ma emerge sempre più con chiarezza che stà sostenendo ladroni ancora più incalliti e disonesti e lo fa in nome di un federalismo dai contenuti sconosciuti e fin ora promesso ma non realizzato, sempre per dare la precedenza alle immunità del premier.
 
Nonostante l’opposizione sia così cadavericamente silenziosa che per sentirne un filo di voce bisognerebbe fare una seduta spiritica, Berlusconi e Bossi sotto questi chiari di luna potrebbero ululare come lupi perché “quelli lì hanno una paura boia”.
 

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