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Principe libero: stasera, su Rai1, la fiction dedicata a Fabrizio De Andrè

«Io sono un principe libero, e ho altrettanta autorità di fare guerra al mondo intero, quanto colui che ha cento navi in mare». Così, nell’album “Le nuvole”, il grande Fabrizio De Andrè descriveva il famoso pirata britannico Samuel Bellamy.

È da questa citazione che nasce “Principe libero”, la fiction, in due puntate, dedicata al grande cantautore genovese, scomparso nel 1999, che approderà stasera, su Rai1.

È un bel tributo, che attesta la raffinatezza e l’arte con cui l’autore componeva i suoi brani. Tra i più famosi, “Creuza de mar”, “Il pescatore”, “Bocca di rose”, “Don Raffaè” e tanti altri.

A interpretarlo, l’attore Luca Marinelli, David di Donatello per il film “Lo chiamavano Jeeg Robot”.

«Quando mi hanno proposto questo ruolo non ho avuto paura, ma terrore puro!» afferma l’attore. «Quando ti avvicini a personalità così forti, ti rimane qualcosa dentro. Vedere il suo sguardo sulle cose, la passione per il genere umano, il suo dare voce a chi non l’aveva, il suo modo di leggere il mondo e la vita è stato spettacolare. Ci ha fatto crescere a tutti. Mi sono sentito un essere umano migliore. Tornare in me è stato deludente» dice Marinelli.

Prodotta dalla Bibi Film e diretta da Luca Facchini, la fiction ripercorre la vita del grande poeta, dall’infanzia ai primi successi, dalle drammatiche pagine del rapimento, avvenuto nel lontano 1979, da parte dell’Anonima Sequestri e culminato con il pagamento del riscatto e il rilascio del cantautore e di Dori Ghezzi, a cui presta il volto l’attrice Valentina Bellè.

È il racconto di una personalità unica, che ha inciso nell’evoluzione della musica cantautorale italiana di tutti i tempi. Ma anche il ritratto di un uomo che si è sempre identificato nei propri versi, con il coraggio di procedere in tutta la sua vita, in direzione contraria e ostinata, dai carruggi di Genova ai boschi della Sardegna, dal rapporto con la famiglia e dell’apprendistato formativo, contornato da amici vicini come Paolo Villaggio, noto per avergli attribuito il soprannome Faber, e amici delicatamente più distanti, come Luigi Tenco.

Da Domenico Modugno a Dalida. Da sempre, la Rai si è distinta per gli omaggi a questi personaggi. Adesso, tocca a De Andrè. Ci sono tutte le premesse per assistere a una fiction di successo.

A lui sono state dedicate strade, piazze, parchi e scuole, oltre a essere approfondito e studiato su numerose pagine di antologie di letteratura, tra i poeti di spicco del novecento italiano.

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