La disinformazione sistematica, alcune parole chiave usate come sistema di sviamento dell'attenzione, la propalazione di informazione non controllate, permettono, a chi ha deciso di distruggere i sistemi previdenziali pubblici per appropiarsi delle risorse, di condurre politiche di tagli e di impoverimento, al riparo di false informazione e con sistemi di colpevolizzazione delle vittime.
Qui trattiamo del famoso indicatore catastrofistico delle pensioni, l'attesa o speranza di vita.
Questo capitalismo liberista in crisi vuole appropiarsi di tutte le risorse che nel tempo erano state spostate verso i lavoratori ed il popolo, per gestirle in prima persona e privatizzarle, e per ridurre la quota di ricchezza nazionale ed internazionale oggi utilizzata nei sistemi pubblici di sicurezza sociale.
Per farlo deve usare la disinformazione continua, colpevolizzare i soggetti percettori di redditi pubblici, mistificare i dati, distrarre, adoperare predicatori di sventure future, e rubare di soppiatto attraverso una legislazione che renda accettabile alle vittime il sacrificio loro imposto.
Cominciamo dal sistema pensionistico, e dal mantra più ripetuto: si deve alzare l'età pensionabile e ridurre le pensioni, perché la "speranza di vita" è cresciuta in modo vertiginoso, e quindi ci saranno troppi pensionati da mantenere nel tempo.
Ciò è solo una parziale e non confermata notizia, rispetto a tutti i dati che servono per verificare l'equilibrio di un sistema pensionistico. Riflettiamo sul fatto che l'INPS ha un enorme attivo patrimoniale (60 miliardi, per un bilancio in attivo ormai continuamente dal 2000), nonostante che debba pagare anche i disastri delle pensioni dei Dirigenti, degli Elettrici, Autoferrotranvieri, Telefonici, e dei Commercianti, Artigiani e Coltivatori diretti. Infatti sono i lavoratori dipendenti, nella Gestione specifica Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, e nella gestione Prestazioni Temporanee, che accumulano enormi attivi, che poi vengono scremati per pagare i deficit degli autonomi, e delle ricche categorie che abbiamo detto. I sindacati non possono dire nulla in materia, la loro è una politica basata sulle categorie, e quindi non possono aprire dibattiti all'interno con i potenti elettrici o autoferrotranvieri. Gli autonomi versano basse quote contributive (effettivamente il loro contributo è il 20 % contro il 33 dei dipendenti, ma di fatto il contributo medio di un lavoratore autonomo, risulta essere la metà del dipendente), prendono pensioni medio basse, ma restano in deficit e vedono la loro gestione risanata automaticamente dall'attivo delle casse dei lavoratori dipendenti. Ovviamente tutti zitti, questo dato non entra nelle dotte analisi dei professionisti predicatori di sventure previdenziali.
Gli altri dati da esaminare per definire l'equilibrio delle gestioni previdenziali, sono 1. il tasso di natalità, 2. il tasso di emigrazione/immigrazione,3. i dati sulla struttura della popolazione, attuale e prevista, sulla base di previsioni.
Il tasso di natalità in Italia, che non fa politiche per le donne e per i bambini, anzi le ostacola, è molto basso, attorno all 1,4%, per donna fertile, e non consentirebbe il mantenimento dell'equilibrio. Entra qui in funzione il secondo aspetto, l'immigrazione, che non solo ha colmato i vuoti delle culle italiane degli anni scorsi, ma comincia a produrre nuova natalità. Il risultato, come terzo elemento fa si che nella struttura della popolazione italiana, le persone in attività lavorativa (le classi 25/29 anni, 30/35, 35/40 ecc...) siano ben numerose, e che le classi di anziani nelle età 80/85, 85/90,90/95, siano così rarefatte, in relazione, che il loro mantenimento non è affatto così costoso per il sistema. Ecco l'attivo INPS. Dispiacerà a qualcuno, ma si deve sapere che per fare un uomo o una donna di 25 anni, capace di lavorare, integrarsi, socializzare, riprodursi, occorre che la società spenda e si organizzi; l'immigrazione ci ha portato e ci porta gratis, a scapito dei paesi di provenienza, milioni di giovani, adatti a produrre e a riprodursi. La ricchezza da loro generata, e la loro semplice presenza nelle tavole demografiche, portano in equilibrio, fra l'altro, il sistema pensionistico, ma non solo: generano previsioni di equilibrio del sistema, laddove la bassa natalità, avrebbe sconvolto l'equilibrio della società.
caro Amico, i giovani sono le prime vittime della politica di distruzione dei sistemi sociali (...)
13/09 17:37 - francescoA parte il probabile raccomandato che ha preso il suo posto dovrebbe essere contento di essere (...)
13/09 16:24 - Damiano Mazzotti