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 Home page > Tribuna Libera > Potenza primo capoluogo di regione del sud a trazione leghista

Potenza primo capoluogo di regione del sud a trazione leghista

La coalizione guidata dal professore dell’Unibas Valerio Tramutoli perde contro il candidato della Lega per 200 voti. Lo scrutinio ha visto Tramutoli avanti fino a quando non sono iniziati ad arrivare i dati delle sezioni delle aree rurali e dei quartieri periferici della città. 

Come era prevedibile la partecipazione del voto al secondo turno si è ridotta scendendo dal 71% al 56%. Sull’onda dell’entusiasmo i sostenitori della coalizione di Tramutoli hanno pensato che il calo della partecipazione li avrebbe favoriti invece non è stato così. Quei 15 punti percentuali in meno tra il primo e il secondo turno spiegano solo in parte la mancata vittoria di Tramutoli. Dalla lettura dei dati scrutinati per area geografica la vittoria del centrodestra, come dicevo, è venuta dai quartieri della periferia potentina e dalle aree rurali. Durante la campagna elettorale il quartiere di Bucaletto, a causa della presenza di immigrati, è stato portato da Tramutoli come esempio di inclusione sociale da esportare negli altri quartieri. In questo quartiere e nelle aree rurali di Potenza interessate dall’eolico selvaggio, dove sia prima che durante la campagna si sono tenute manifestazioni degli ambientalisti e dei comitati a difesa dell’ambiente, il centrodestra ha triplicato il consenso. Eppure l’idea guida della campagna elettorale del prof è stata: Potenza Città Giardino. Al di là degli sgambetti e dei mal di pancia dell’ultimo minuto, cose abbastanza comuni nelle campagne elettorali, è del tutto evidente che se la proposta diretta proprio a quelle aree del disagio sociale non è stata colta dagli interessati vuol dire che l’offerta politica delle liste a sostegno di Tramutoli non ha incontrato la domanda. A meno che non si pensi che a Bucaletto siano tutti razzisti e che quindi l’esempio di quartiere modello di inclusione da esportare fosse fuori luogo e che gli abitanti delle contrade contrarie dall’eolico selvaggio non ritengano l’eolico poi così selvaggio. Penso che bisogna andare oltre l’apparenza e prendere atto che la proposta di Tramutoli arriva sulla scena politica cittadina tardi e mal concepita. La proposta delle liste a sostegno di Tramutoli nascono sull’onda dei temi ambientalisti sempre più presenti nella narrazione data dai media che incrocia i temi ambientali che interessano la Basilicata e le aree rurali di Potenza che sono tutte un fiorire di pale eoliche . Sull’onda ambientalista e sulle istanze reali e sentite che vengono dagli abitanti che vivono nelle aree rurali della città i promotori della coalizione “Potenza Città Giardino” hanno pensato che fosse sufficiente lanciare un messaggio ambientalista e di open society perché l’elettorato corresse in massa a votarli. La realtà è molto più complessa e bene farebbero i candidati e i supporter a riflettere sul dato elettorale. Essere ambientalisti e a favore della “società aperta” di per sè non comunica protezione sociale; soprattutto non significa nulla se non accompagnata da un messaggio che oltre a riguardare elites e minoranze non guarda l’interesse complessivo della città. Il tema è e resta la protezione sociale contro l’invadenza dello Stato centrale e di un centrosinistra percepito solo come establishment. Il dato che il centrodestra potesse vincere all’insegna di rivendicazioni autonomiste legate alla difesa della propria identità era presente, seppure in embrione,  nel referendum per l’abrogazione dell’art. 38 dello Sblocca Italia. A Potenza il quorum venne ampiamente raggiunto con una netta prevalenza di si all’abrogazione dell’art. 38 e alle prerogative dello Stato centralista in materia di sfruttamento delle risorse petrolifere esistenti sul territorio regionale. E’ su quel dato referendario che sinistra e centrosinistra avrebbero dovuto riflettere, invece, a quanto pare, non sono state in grado di cogliere il malessere profondo di una città che ha finito con il vivere con sofferenza, rifiutando ciò che per decenni ha condiviso. Non ha inteso più concedere consensi elettorali a un centrosinistra ritenuto, a ragione, responsabile del declino della città e a una sinistra che pecca di intellettualismo, chiusa nel suo provincialismo asfittico dal quale crede di uscire invocando soluzioni elitarie. Aver letto Marx non equivale ad averlo capito. Il risultato elettorale delle comunali è da collocare nella relazione che esiste tra il locale e il globale. La relazione tra globale e locale per la città di Potenza e per la Basilicata in generale si è tradotto in declino. Rispetto a questa realtà in primo luogo le giovani generazioni, si è visto in campagna elettorale, hanno scelto la Lega e non perché fulminati sulla via di Damasco da Salvini, ma perché hanno visto lo spazio politico entro il quale organizzare la lotta politica all’establishment sempre di più identificato con il centrosinistra e la sinistra che da un quarto di secolo hanno guidano la Città e la Regione. Alla domanda di difesa dell’identità locale poteva dare Tramutoli una risposta accettabile? Credo proprio di no. Il prof. è parte dell’establishment. Una risposta a difesa del locale contro l’invadenza della globalizzazione non era nelle corde di Tramutoli e nemmeno dei suoi supporter. La realtà sociale spesso non è meno oscura di un buco nero, un fisico avrebbe dovuto intuirlo. In altri termini, un’altra settimana di campagna elettorale e lo scarto a favore del centrodestra sarebbe stato non di 200 ma di 2000 voti.

Foto: Carmar89/Wikipedia

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