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Piazza Fontana: un boato senza fine

12 dicembre 1969. Una bomba esplode a Milano. Luoghi, orari, personaggi, sono oramai iscritti nell'albo della memoria di quell'Italia che tremava al passaggio inecessante di quel vento fatto di polvere da sparo. Con il passare del tempo essa verrà sostituita dalla polvere dell'omertà e della volontà di occultare le cause ed i mandanti di un episodio scomodo per molti, doloroso e vergogonoso per tutti.

3 maggio 2005. La seconda sezione della Cassazione respinge il ricorso della procura di Milano e delle parti civili contro le assoluzioni di Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi e Giancarlo Rognoni, condannati all'ergastolo in primo grado per la strage di piazza Fontana. La sentenza prosegue con la condanna delle parti civili, ivi compresi i familiari, al pagamento delle spese processuali. 35 anni di dolore infinito, vissuto nel massimo della dignità e della speranza riposta nella genuina e democratica fede nelle istituzioni e nella giustizia. Con questo verdetto si decreta così la fine di questa vicenda giudiziaria, lasciando praticamente impuniti mandanti e colpevoli. Come troppo spesso avviene nel nosto paese, oltre al danno, anche la beffa. La sentenza definitiva, archiviando il caso, e chiedendo il pagamento delle spese processuali, getta una pesante ombra fatta di dolore senza giustizia, mancanza di rispetto verso questo stesso sentimento, e umiliazione nei confronti di chi già troppo ha sofferto senza nemmeno avera la naturale e doverosa soddisfazione di conoscere la realtà dei fatti.

12 dicembre 1969. Una bomba esplode a Milano. A questa ne seguiranno altre, ma anche tutto ciò è cosa ben nota. È doveroso e necessario sottolineare, invece, come questa strage non sia stata solo l'inizio di un periodo oscuro e sanguinoso per la nostra nazione, quanto piuttosto l'incipit di una vergogna senza fine. L'eco di quella esplosione pervade l'Italia intera, accomunata non solo dallo sgomento e dallo sdegno, ma anche da un atteggiamento che vede nell'aggettivo "democratico" solo il comune senso di omertà e negligenza volutamente difese e diffuse. Queste, infatti, ancora oggi attraversano ogni istituzione e fazione poltica, nella totale e trasversale incapacità, e mancanza di volontà, di gettare le basi per un futuro più responsabile e meno tornacontista.

3 maggio 2005. La sentenza della cassazione pone fine alle indagini sulla strage di Piazza Fontana, così facendo, quell'ordigno di 41 anni fa non smetterà ancora di far sentire il suo boato: un boato senza fine...

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