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 Home page > Tribuna Libera > Perché i media “scaricano” il governo Monti?

Perché i media “scaricano” il governo Monti?

 
Nella giornata del 3 dicembre sono accadute due cose che devono indurre alla riflessione.
La prima è lo spread. Sempre lui.
 
Il malefico strumento della finanza che ha giustificato la sospensione tacita della democrazia in Italia.
Ebbene, dopo mesi e mesi di tormento è sceso, anche se per poco, sotto i trecento punti.
Ricordate quando per mesi e mesi ogni giorno i giornali aprivano la prima pagina sullo spread?
Spread che sale, spread che rallenta la corsa, spread che induce ad accettare la sospensione della democrazia e l'operato del governo tecnico-politico bocconiano?
 
Invece la notizia che lo spread, dopo circa otto mesi, scende sotto i trecento punti, non è più notizia da prima pagina, forse neanche da seconda.
 
Il motivo? Perché parlare dello spread che scende, fatto importante per la politica economica, vorrebbe dire parlare bene di Mario Monti.
 
Secondo caso la trasmissione televisiva "Che tempo che fa".
Fabio Fazio è diventato palladino (nel senso di paladino delle palle mediatiche) della scuola pubblica.
Ha attaccato il Ministro Profumo su tutti i fronti, Ministro che non ha detto nulla di rilevante ma solo incassato i colpi.
 
Fino a pochi mesi addietro ciò era impensabile. Era impensabile non parlare di spread, era impensabile attaccare il governo Monti. Perché questa ipocrisia meschina opportunistica? A chi giova illudere la comunità?
 
È troppo semplicistico dire che i media che contano e la stampa che conta si sia schierata con il PD, è troppo semplicistico dire che siamo in campagna elettorale.
 
Nutro la sensazione che è in corso una mera attività teatrale dal grande effetto illusorio.
Il caso delle primarie del Pd, perché poi alla fine di questo si è trattato, sono una conferma.
È andato alle urne solo un terzo dell'elettorato di sinistra. Per due settimane non si è parlato di altro.
Si è voluto fare passare come grande evento ciò che in tempi ordinari sarebbe stato forse anche un fallimento della politica.
 
Si vuole indurre la gente a votare, a legittimare con il voto il futuro governo, probabilmente di matrice Pd, perché così facendo non si potrà dire che la democrazia è stata violata. Peccato che quel governo dovrà adempiere l'agenda europea che non lascia margini di intervento.
 
Siamo in #dittatocrazia. Una minoranza di uomini e donne divenuta maggioranza che governa quella maggioranza numerica, chiamata popolo, che è nella sostanza minoranza.
 
Perché fino a quando si nuoterà nelle acque di questo sistema, ogni idea di cambiamento sarà inutile La democrazia, per come funzionante, è una forma velata di dittatura.
 
Dobbiamo elevare un nuovo muro di Berlino per continuare a sognare un modo equo, solidale e non teatrale? Rimpiango, con tutte le conseguenze del caso, il muro di Berlino.
 
Sì, lo rimpiango.
Almeno potevi sognare quella libertà vera e sincera che oggi è stata divorata dal sistema. Già perché viviamo una libertà finta, ed illusoria.
Sognare è cosa diversa dall'illusione.
Questo sistema ti illude, ti prende in giro, è appunto palladino, ed annienta i sogni mutando l'individuo da essere umano ad essere automa.
Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.96) 5 dicembre 2012 20:03

    Ragionieri >

    Il progressivo allungamento della durata media della vita è un fatto positivo.

    L’invecchiamento della popolazione è invece un fenomeno problematico che richiede efficaci contromisure.
    Costringere a lavorare fino a 70 anni è una soluzione di tipo “contabile” che presuppone il mantenimento di capacità psico-fisiche molto differenziate. Usare la penna o il martello pneumatico non è la stessa cosa.
    Risposta ben più efficace e duratura sarebbe implementare il bacino occupazionale e sostenere il tasso di natalità.

    Lo stesso vale per la “sostenibilità” del sistema sanitario nazionale.
    Misure da “ragionieri” sono aumentare i tickets e tagliare i posti letto.
    Significa, in pratica, ridurre vieppiù le prestazioni “offerte” alla collettività.
    Un rimedio “pronto” ad effetto "contingente" che non va ad incidere sui costi dovuti a sprechi, disorganizzazione, disomogeneità, ecc..

    Elencare e "quantificare" i problemi non è affatto difficile.
    Sono le soluzioni adottate a marcare la differenza tra dei semplici esercizi “contabili” e la capacità di gestione attesa da tecnici “esperti” chiamati ad amministrare e valorizzare il patrimonio comune.
    Nel paese del Barbiere e il Lupo non difettano proposte davvero singolari …

  • Di (---.---.---.39) 6 dicembre 2012 01:21

    Di questo passo l’aspettativa di vita calerà in maniera diretta al calo dei consumi energetici.
    Chi vivrà vedrà.
    Mandi,
    Renzo Riva

  • Di (---.---.---.123) 21 dicembre 2012 05:38

    credo che saranno le elezioni più tormentate di tutti i tempi. sulle reti della rai parlamentari,conduttori,giornalisti ci vogliono portare ad una conclusione: votare il PD che sembrerebbe essere una panacea. sono d’accordo con gli scandali del pdl e della lega nord ma anche consapevole che il PD ha diversi cadaveri nell’armadio. bersani pensa di poter governare meglio di monti? senz’altro no. egli sa che non avrà lo stesso successo all’estero, non toglierà l’imu e non abbasserà le tasse. in fondo forse ha una gran paura di fallire. non ha la perspicacia e l’intelligenza di monti. riproporrà la vecchia politica di sempre e la sua ambizione lo porta a pensare a se stesso e non al bene dell’italia. avrà bisogno di monti una volta buttati via tutti i sacrifici degli italiani. non vedo vie d’uscita. forse il nostro paese è ingovernabile.

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