L'unica via di uscita da questa situazione è il Tonino nazionale.
Adesso il quadro è chiaro, siamo nella peggiore situazione che ci poteva capitare. Non si trova più un cane, neanche tra quelli disposti a vendersi l'anima pur di compiacere l'unto dal Signore, ossia il cavaliere Silvio Berlusconi, che non ammetta che il paese è sprofondato in una crisi economica e politica senza precedenti .
Anche quelli che hanno per quasi tre anni sostenuto l'insostenibile, ossia che stavamo meglio di tutti gli altri paesi, che tutto il mondo ci invidiava il nostro premier estemporaneo, che le nostre banche erano le più solide e che la crisi prima negata, poi parzialmente ammessa si sarebbe risolta con una manovrina da 4 o 5 miliardi di euro, adesso glissano, fanno li gnorri, si limitano a farfugliare sull'imprevedibilità di una crisi mondiale che non poteva risparmiarci. I nostri tre geni dell'economia Tremonti, Brunetta e Sacconi, i tre moschettieri del re ed ex consiglieri di Craxi, i super saccenti, coloro che bacchettavano duramente chiunque avvertisse su quanto stava succedendo e sul peggio che poteva ancora venire, adesso borbottano che in effetti siamo messi piuttosto maluccio e che forse non basterà neppure questa mega manovra da 45 miliardi di euro ad evitare la fine della Grecia se non ci aiuta l'Europa, comprandoci i nostri disprezzati titoli di stato. Il nostro premier di fatto è stato commisariato dal duo Merkel - Sarkozy che ormai procedono per conto loro in una specie di super direttorio europeo e Silvio, con il cuore che "gronda sangue" appare sempre più spento, decadente, incapace di reagire. L'ultima delle sue tante promesse non mantenute "non metterò mai le mani in tasca agli italiani" lo ha fiaccato, stroncato. La sua ossessione è quella che sarà ricordato come l'uomo delle tasse più inique e pesanti nella storia repubblicana di questo paese. Certo per un liberista, anzi per il super campione del liberismo come lui si vanta di essere, è uno shock tremendo.
Maurizio Belpietro, direttore di Libero che certo non può essere sospettato di remare contro questo governo (da Luglio di quest'anno indagato dalla procura di Milano per villipendio al capo dello Stato), in un succulento confronto televisivo su La 7 con l'altro paladino dell'informazione filogovernativa, Alessandro Sallusti direttore de Il Giornale, ha previsto che questa finanziaria lacrime e sangue costerà almeno mezzo milione di elettori a Silvio Berlusconi.
Naturalmente, a parte alcuni distinguo, tutto ciò che sta capitando, a detta del trio di super esperti economici che ci hanno guidato attraverso mari perigliosi portandoci a fondo, non era prevedibile ed è frutto di una congiuntura internazionale, della speculazione selvaggia e della crisi americana a seguito del declassamento degli USA da parte di Standard & Poors, agenzia di rating internazionale che ha tolto la tripla A alla prima potenza economica del mondo. Insomma se loro, i super tecnici finanziari, negavano la crisi era perché nessuno poteva prevederla. Questo in sostanza è il livello di chi sta governando l'economia di questo paese.
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27/08 19:52 - pv21Guarda Paolo, seguo le tue opinioni con interesse perché ti reputo una persona obiettiva, ma (...)
27/08 12:05 - Luca Troiano