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di Sergio Bagnoli sabato 24 luglio 2010 - 3 commenti oknotizie
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Per la Corte internazionale dell’Aja l’indipendenza del Kossovo è legittima

Belgrado incassa con rabbia. Nonostante il pericolo per la stabilità dell’Europa insito nella sentenza, il Ministro degli Esteri dell’Unione Catherine Ashton afferma “E’ un problema che riguarda due stati extra- comunitari” 

E’ legittima e rispetta pure lo spirito dell’ormai celebre risoluzione 1244 delle Nazioni Unite, la Dichiarazione unilaterale d’Indipendenza del Kossovo, proclamata dagli abitanti musulmani di etnia albanese dell’ormai ex provincia serba il 17 Febbraio del 2007. Così ieri si è espressa all’Aja la Corte Internazionale di Giustizia dell’Onu cui si era appellata, confidando in un pronunciamento assai più sfumato, la Serbia, sostenuta nella sua battaglia per salvaguardare l’integrità dei propri confini dalla Russia e da cinque nazioni confederate nell’Unione Europea.
 
Il pronunciamento della Corte, presieduta da Hisashi Owada, è di carattere consultivo ma politicamente pesa come un macigno sul futuro del vecchio continente e rappresenta, per molti versi, un pericolo esiziale per la sopravvivenza nei confini attuali anche di molte nazioni del vecchio continente. Tutti e cinque gli Stati europei che sinora si sono rifiutati di riconoscere l’indipendenza di Pristina, infatti, ospitano nel proprio territorio nazionale minoranze che, per un verso o per l’altro, a fatica sopportano la potestà d’imperio esercitata su di loro dall’amministrazione della nazione d’appartenenza.
 
In Spagna i baschi ed i catalani, che ieri hanno festeggiato all’unisono con gli albanesi di Pristina e Tirana la sentenza pronunciata nella capitale olandese, non s’accontentano, infatti, della vasta autonomia concessa loro da Madrid ma vagheggiano la piena indipendenza dalla Spagna. La Grecia teme il sogno, coltivato da molti a Tirana, di una grande Albania che rivendichi a sé pure le regioni elleniche dell’Epiro da Giannina allo Ionio, mentre Cipro soffre ormai da quasi quarant’anni l’amputazione di un terzo del suo territorio a favore del regime fantoccio filo- turco dell’auto-proclamata repubblica di Cipro Nord. Slovacchia e Romania devono, infine, guardarsi le spalle dal rinato nazionalismo ungherese che rivendica equivocando sul superamento del trattato del Trianon, anni venti del secolo scorso, il ritorno alla “grande Ungheria” asburgica. Non a caso ieri sera il Vice- presidente ungherese dell’Europarlamento, formalmente indipendente ma vicino agli ambienti più oltranzisti dell’Udmr attualmente al governo a Bucarest, Lazlo Tokes ha spronato gli abitanti del Secuime, in magiaro Szekely, nella Transilvania centrale a scendere in strada e ad invocare uno statuto speciale d’autonomia dalla Romania in tutto e per tutto simile a quello catalano.
 
“Se gli albanesi kossovari hanno diritto all’indipendenza da Belgrado perché i magiari della Transilvania non hanno lo stesso diritto a non essere governati dalla Romania?” si è chiesto retoricamente Tokes in un comizio tenuto a Tusnad, in pieno Secuime, tra gli osanna del pubblico ungherese. Al fine di evitare il proprio logoramento a causa delle più disparate rivendicazioni localistiche ora l’Unione europea dovrebbe assumere una posizione netta di fronte all’indipendenza kossovara. E’ quello che chiedono gli osservatori e gli europarlamentari più attenti e sensibili al futuro della Confederazione a ventisette, ma, in modo stucchevole, ieri sera la Lord inglese Catherine Ashton, nominata Ministro degli Esteri dell’Unione pur non essendo mai stata eletta in un Parlamento nazionale - i membri della Camera Alta britannica sono nominati ma non eletti - ha dichiarato “che la faccenda non riguarda direttamente l’Unione europea ma due stati extra- comunitari”. Praticamente la Ashton ha dato l’impressione di lavarsene le mani nonostante il pesante intervento del Segretario di Stato statunitense Hillary Clinton che, quantomeno per non smentire la politica estera dell’amministrazione capeggiata dal marito Bill che volle i bombardamenti su Belgrado, ha invitato l’Unione europea nella sua interezza a riconoscere immediatamente l’indipendenza del Kossovo albanese.

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di Sergio Bagnoli sabato 24 luglio 2010 - 3 commenti oknotizie
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