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Pato e Barbara: la dipendenza d’amore dei figli di Berlusconi

Pato, all’anagrafe Alexandre Rodrigues da Silva, è un brasiliano dal fisico minuto, ciò abbinato alla sua grande tecnica ne fa un giocatore fuori dalla norma. Il Milan lo comprò nemmeno maggiorenne a una cifra di tutto rispetto, per un calciatore di quell’età. Sbarcò in Italia con un sorriso timido e gli occhi bassi, a distanza di anni ancora fa fatica davanti a una telecamera. Dissero che era un bravo ragazzo, un brasiliano atipico, niente bordelli notturni, lui era timorato di Dio. E così, il giovane Alexandre presto convolò a nozze con una deliziosa brasiliana che di mestiere faceva l’attrice. Di bianco vestiti, e della stessa statura, i due sembravano due dolcissimi confetti. Purtroppo l’idillio poco durò, nemmeno sette mesi, e Pato alle dipendenze del festaiolo di Arcore incominciò ad assaporare i piaceri extra calcistici.

Gli infortuni continuavano a opprimerlo, ma quando era in campo scintillante, si offriva agli occhi di una bionda ninfa che dagli spalti non aveva occhi che per lui. Si trattava di una di nome Barbara Berlusconi, esatto: la figlia del capoccia della squadra. Una vispa giovanetta, finita spesso nei paparazzigate per le sue frequentazioni notturne nei locali di Milano. Il padre le regalo un piccolo attico in centro, valore circa dieci milioni di euro, sperando mettesse la testa a posto. Le promise, persino, che l’avrebbe fatta lavorare nel Milan. E lei, che è lavoratrice indefessa, ha cominciato l’incarico ancor prima dell’investitura. Per meglio prepararsi al lavoro, ha deciso di occuparsi in prima persona dei calciatori. Di Pato. Ma non è l’unica in famiglia ad avere il difetto di occuparsi troppo da vicino dei propri dipendenti, anche Piersilvio segue attentamente le vicende private di Silvia Toffanin, starlette sulla rete ammiraglia del biscione. E, forse, gratta gratta, anche l’altra figlia, Marina, una tresca con qualche dipendente Mondadori dovrà pur avercela avuta.



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