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  Home page > Attualità > Media > Ordine Giornalisti, Iacopino: "I pubblicisti non spariranno"
di Alberto Caravelli (sito) lunedì 2 gennaio 2012 - 0 commento oknotizie
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Ordine Giornalisti, Iacopino: "I pubblicisti non spariranno"

In contrasto alle ultime voci comparse sul web, il Presidente dell'Ordine Nazionale dei Giornalisti, Enzo Iacopino, fa chiarezza. L'elenco dei pubblicisti non verrà toccato.

Enzo Iacopino, Presidente dell'Ordine Nazionale dei Giornalisti, fa chiarezza.

L'Ordine e i pubblicisti rimarranno inviolati per sette motivi (relativi all'articolo 33, comma 5, modificato dal Parlamento nel decreto "salva-Italia"):

1) l'Ordine si basa sul fatto che l'accesso alla professione di giornalista è libero, sul fatto che ci deve essere autonomia e indipendenza di giudizio, sul fatto che non esiste nessun numero chiuso o limitazione territoriale per l'attività.

2) l'ordine prevede una formazione continua, e una sanzione disciplinare a chi si sottrae: è stato avanzato, infatti, lo studio di una fondazione che si occuperà di questo settore.

3) il pubblicista deve sostenere un periodo di 18 mesi obbligatori di praticantato.

4) il professionista ha diritto ad un compenso, che deve essere messo per iscritto, in base alla complessità dell'incarico.

5) si prevede l'istituzione di un'assicurazione "a tutela del cliente"; l'assicurazione che l'ordine sta pensando di sottoscrivere è comunque molto costosa, che verrà istituita, solo nel caso in cui arrivasse l'obbligo anche per l'ordine dei giornalisti. Il motivo per cui sia stata introdotta nel "decreto salva-Italia" va visto nell'ottica di un errore da parte di un commercialista nel redarre una maxi-dichiarazione.

6) si prevede l'istituzione di un nuovo consiglio, accanto al consiglio regionale di una qualsiasi regione italiana, che si occupi di funzioni disciplinari, divise dall'organo centrale che si occupa, invece, di funzioni amministrative.

7) la pubblicità informativa sulle qualità e i titoli professionali devono essere resi liberi.

Perciò, conclude Iacopino, non c'è nulla che faccia pensare alla soppressione dell'intero ordine, o all'eliminazione dell'albo dei pubblicisti.

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