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“Oltre la curva del tramonto” di Aurora Cantini

“Donerò il mio cuore, impavido e ancora inebriato di vita, per ricomporre la parola Amore sulla pagina di una storia nuova”

Ogni poesia è una storia e ognuna richiama il potere indiscusso che la natura ha sull’uomo. Aurora Cantini, insegnante di scuola primaria, è molto legata al suo paese natìo, alle sue montagne lombarde in provincia di Bergamo. La terra di montagna è aspra, ma pura. Incamminandosi in un viaggio immaginario attraverso le sessanta poesie, il lettore segue l’ombra tracciata dalle vette, oltre la curva del tramonto dove si apre la strada del ritorno, il ritorno verso se stessi. È uno spunto per conoscersi meglio e per riconoscersi nei versi che scorrono inesorabili come il tempo che trascina con sé persone, parole e ricordi.

Ogni poesia poi, ha una sorta di introduzione che spiega il contesto oppure da chi o cosa è stata ispirata l’autrice. Molto spesso si legge che le statue dello scultore Luigi Oldani sono state le principali muse per la vena poetica della Cantini. La silloge è ricca di significati e affronta tematiche diverse: si passa dall’aspetto astratto religioso dell’Eden, di Maria e di Gesù all’aspetto concreto della realtà di tutti i giorni con versi dedicati ai lavoratori. Minatori, contadini e allevatori: tutti mestieri dove l’uomo è a stretto contatto con la natura e gli animali.

Senza rime e facendo ampio uso di enjambements che spezzano il pensiero in più versi, Cantini dipinge l’essere umano come un “groviglio di fragili sogni di bambino”. Fragili, perché la poetessa fa capire che alla fine i sogni si confrontano con la realtà quotidiana. Dà spazio anche alle “pietre antiche della valle” per ricordare i borghi che non esistono più e racconta di “famiglie ormai scomparse” o abbandonate. Dedica una poesia al padre per l’anniversario della sua scomparsa. Un linguaggio semplice, ma con interessanti accostamenti e giochi di parole, caratterizza le poesie in prosa dell’autrice, un ritmo che segna il racconto in libertà.

Aurora Cantini ha pubblicato tre libri di poesie: “Fiori di campo”, “Nel migrar dei giorni” e “Uno scrigno è l’amore”. Un libro di narrativa “Lassù dove si toccava il cielo” e il romanzo “Come briciole sparse sul mondo” sulla tragedia delle Torri Gemelle.

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