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 Home page > Attualità > Ambiente > Nucleare: questione di opinioni

Nucleare: questione di opinioni

In Italia, il ritorno all’energia nucleare è una questione di opinioni: di quelle che non contano nulla (cioè l’opinione del popolo, che già nel 1987 ha votato contro e che anche adesso il nucleare non lo vuole) e di quelle che invece contano, eccome: quella ad esempio del governo, che - con il cosiddetto decreto “sblocca reti” del 24 giugno,appena convertito in legge - riporta ufficialmente in Italia la produzione di energia nuclare.

 
Poi ci sono le opinioni che dovrebbero contare qualcosa, anzi parecchio, e che vengono vengono ignorate. Come quella del CNEL, il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, (sigla), secondo il quale
per i prossimi vent’anni non c’è una domanda elettrica aggiuntiva che giustifichi la costruzione di nuove grandi centrali nucleari in Italia.
Quindi, il Consiglio afferma che del nucleare non abbiamo bisogno. C’è di più: secondo uno studio realizzato per conto del CNEL dalla Fondazione Sviluppo Sostenibile, il futuro dell’energia e dell’esportazione italiana è proprio quello delle fonti rinnovabili, settore che potrebbe offrire entro il 2020 100.000 posti di lavoro, e che potrebbe venir pericolosamente rallentato proprio dall’accelerazione sul nucleare. Insomma, il settore veramente trainante dell’energia italiana è quello delle rinnovabili, destinato a un futuro di crescita e di successo, che potrebbe permettere in più all’Italia di rispettare gli impegni assunti in sede europea (cioè il raggiungimento della soglia del 50% di energia prodotta tramite fonti pulite entro il 2030): questo valga anche come risposta a tutti coloro che agitano lo spauracchio delle pressioni dell’Europa, che spingerebbero l’Italia in direzione del nucleare. Non c’è niente di vero: la verità è che le rinnovabili sono la fonte di energia che può portarci al rispetto degli accordi europei. Si guardi il lampante caso della Germania, che punta al 100% delle rinnovabili entro il 2050: e noi non potremmo raggiungerne il 50% entro il 2030? Forse che la Germania è più soleggiata del Bel Paese? Ma lasciamo stare la mia opinione personale. E lasciamo per un attimo da parte anche l’opinione degli oltre 2 milioni di italiani che hanno firmato a favore del referendum antinucleare promosso dall’IdV. Diamo un’occhiata all’opinione in materia di nucleare dei due premi Nobel Carlo Rubbia e Jeremy Rifkin; così Rubbia:

Si sa dove costruire gli impianti? Come smaltire le scorie? Si è consapevoli del fatto che per realizzare una centrale occorrono almeno dieci anni? Ci si rende conto che quattro o otto centrali sono come una rondine in primavera e non risolvono il problema, perché la Francia per esempio va avanti con più di cinquanta impianti? E che gli stessi francesi stanno rivedendo i loro programmi sulla tecnologia delle centrali Epr, tanto che si preferisce ristrutturare i reattori vecchi piuttosto che costruirne di nuovi? Se non c’è risposta a queste domande, diventa difficile anche solo discutere del nucleare italiano.

E Rifkin:

Il problema col nucleare è che si tratta di un’energia con basse probabilità di incidente, ma ad alto rischio. Ovvero: non succede quasi mai niente di brutto, ma se qualcosa va storto può essere una catastrofe. Come Chernobyl.


Cosa vuole fare il governo italiano circa il nucleare? Ascoltare almeno queste opinioni, o continuare a credere che solo la propria sia giusta? Vuole provare ad ascoltare almeno l’opinione degli italiani, che in Italia ci vivono, oltre a quella del presidente francese Sarkozy? Non v’è dubbio che esclamare “me ne frego!” abbia un suo fascino. Ma è cosa d’altri tempi: tanto che oggi nessuno può più permettersi di dirlo a viso aperto, e deve limitarsi a pensarlo (e che siano in tanti a pensarla così, lo rivelano i fatti). Ciò che indigna non è tanto questa vigliaccheria, cui in fondo siamo abituati. Ciò che indigna è il fatto che, ancora una volta, saremo noi a pagarne le conseguenze. Mentre loro continuano a ripetere che è “per il nostro bene”.

Commenti all'articolo

  • Di Renzo Riva (---.---.---.95) 10 agosto 2010 13:14
    Renzo Riva


    E Rifkin:

    Il problema col nucleare è che si tratta di un’energia con basse probabilità di incidente, ma ad alto rischio. Ovvero: non succede quasi mai niente di brutto, ma se qualcosa va storto può essere una catastrofe. Come Chernobyl.

    Cernobyl, nonostante tutto, non è stata una catastrofe.
    Il Vajont invece fu una catastrofe.

    catàstrofe  [ka’tastrofe]
    s.f.

    sf
    sventura grave e improvvisa

    Fu improivvisa ma non grave.
    Vajont fu improvvisa e grave.

    Poi se vogliamo vederla con la lente deformante mediatica... allora...

  • Di (---.---.---.192) 10 agosto 2010 15:13

    Apro un articolo che parla di nucleare e immancabilmente trovo il commento di Riva, nuclearista convinto e fazioso al quale è difficile dare ragione anche quando la ragione ce l’ha; il problema è che non sono d’accordo né con Calabro né con Riva e spiego perchè.


    1) Al momento avere un parco di generazione completamente da eolico e fotovoltaico è tecnicamente impossibile

    2) Lo volete capire che le centrali nucleari coprono la base del diagramma di carico mentre le rinnovabili no? Il confronto quindi non ha senso, Riva mi sembra acciecato dalla sua faziosità ma Lei Calabrò...

    3) E’ stata una follia abbandonare il nucleare sull’onda emotiva di Chernobyl lo è ancora di più tornarci oggi sulla spinta economica, fasulla, della scarsità del petrolio. Ripartiamo dalla ricerca di base (riprendiamo i programmi di ricerca con le nostre università e fra cinque anni se ne riparla) non dagli impianti chiavi in mano.

    4) Diffondiamo la cultura del risparmio energetico, tassiamo i veicoli superiori a tot quintali in maniera sanguinosa, vietiamo tutti i dispositivi energy intensive (lavatrici, lampade, stufe elettriche etc...) sia a livello domestico sia a livello industriale.

    Mi fermo qui altrimenti il commento diventa troppo logorroico...

    RIva non mi risponda con un cut and paste please...


    • Di Paolo Calabrò (---.---.---.172) 10 agosto 2010 16:42
      Paolo Calabrò

      Gentile Anonimo,
      perdoni la franchezza, ma la sua frase «Lo volete capire che le centrali nucleari coprono la base del diagramma di carico mentre le rinnovabili no?» dovrebbe essere la prova schiacciante a favore del nucleare? Premesso che concordo volentieri sulla opportunità della ricerca e del risparmio energetico, il punto è che:

       la prima nuova centrale italiana sarà pronta tra non meno di dieci anni: quando la copriamo questa base del diagramma di carico, dopo la scadenza degli obiettivi energetici europei (2020)?

       il fotovoltaico è un settore che deve continuare ad essere (e sostanziosamente) incoraggiato, soprattutto alla luce degli ultimi sviluppi e del fatto che qualunque investimento non sarà mai tanto grande quanto quello necessario alla realizzazione (a spese dello Stato, ci si dimentica sempre di dirlo) di un programma nucleare anche minimo;

       le rinnovabili non pongono i problemi di sicurezza, inquinamento, sanità creati dal nucleare (e non pongono domande come queste, ad ora senza risposta);

       la Germania mostra che le rinnovabili sono il futuro - certo, non il presente - e che a questo futuro bisogna arrivare passo dopo passo.

      Si ricordi inoltre l’impatto energetico dello stand-by elettronico nelle abitazioni: come giustamente evidenzia, dobbiamo cominciare a pensare in maniera diversa.
      Buona giornata.

  • Di Renzo Riva (---.---.---.95) 10 agosto 2010 17:06
    Renzo Riva

    Nonostante tutto l’arrampicarsi sui vetri degli ideologisti ecologici che discettano di efficienza, risparmio, energie alternative ecc., qui scrivo a futura memoria quanto già riportato in altri forum:
    QUALORA ARRIVASSIMO ALLA PENURIA ENERGETICA
    CONOSCEREMO E SPERIMENTEREMO LA SCHIAVITÙ
    IN MODI E FORME MAI CONOSCIUTE PRIMA.
    http://www.ilgiornale.it/interni/ri...
    #2 renzoriva (15) - lettore
    il 01.10.09 alle ore 19:47 scrive:
    Ringrazio il prof. Battaglia per la presentazione a Buja del suo, per ora, ultimo lavoro: "ENERGIA NUCLEARE? Sì, PER FAVORE" Irresponsabili di tutto il Mondo unitevi! Il futuro senza energia economica ed abbondante riproporrà forme di schiavitù nuove. Dico alle “anime belle” che l’abolizione della schiavitù fu possibile quando l’energia muscolare fu sostituita, e la rivoluzione industriale la permise, con l’energia meccanica ottenuta dalle caldaie a vapore alimentate dal carbone. Senza energia economica ed abbondante scordatevi la DEMOCRAZIA come oggi viene intesa. Renzo Riva Via Avilla, 12 33030 Buja - UD renzoriva@libero.it 349.3464656

  • Di (---.---.---.165) 10 agosto 2010 20:01

    Se il signor Riva avesse la capacità di leggere la storia , l’evoluzione e la rivoluzione in economia, dovrebbe ammettere che la rivoluzione industriale ha solo favorito la liberazione dalla schiavitù.La schiavitù è stata abolita quando gli schiavi, che si erano liberati dal giogo della servitù imposto ai servi della gleba e che la fabbrica aveva resi schiavi dei vaporieri , si sono ribellati lottando per ottenere DEGNE CONDIZIONI UMANE, ispirati da ideali socialisti o cristiani.l’intento dei nuclearisti è quello di reintrodurre forme di sudditanza pari a quelle esistenti prima dell’avvento di forme di governo democratico .In buona sostanza chi decide sono i proprietari dei mezzi di produzione, loro ed esclusivamente loro e ad esclusivo loro vantaggio.Vi sembrerà veteromarxismo ma è la pura verità questa, confutatela altrimenti se ne siete capaci.

  • Di Damiano Mazzotti (---.---.---.47) 10 agosto 2010 21:42
    Damiano Mazzotti


    L’energia nucleare nel lungo termine si paga di più...

    E moralmente non posssiamo caricare i costi biologici ed economici delle scorie sulle palle delle generazioni future...

  • Di (---.---.---.191) 22 ottobre 2010 00:41

    Il 50% di energie rinnovabili; ma sapete cosa costano realmente queste energie (compresi i sussidi statali)? La richiesta energetica tende a diminuire? La Germania punta al 100% e ,la notte senza vento che fa? E d’inverno quando ci sono molte giornate coperte; pensate davvero ad un accumulo di tanta energia? Avete solo la più vaga idea di come l’energia si accumula?

    Il nucleare è sconveniente? Infatti il costo dell’Uranio tende a crescere esponenzialmente (e guarda caso si fa vedere un digramma cge finisce nel 2007 quando l’U era a 130$/lb ma si dimentica che due anni dopo era risceso a 45$/lb; e che con un Kg di uranio arricchito (costo inferiore a 2000€/Kg si ottengono 750.000 KWh di energia; fate il conto per sapere cosa costa un KWh di energia per il combustibile)

  • Di (---.---.---.191) 22 ottobre 2010 00:51

    Il 50% di energie rinnovabili; ma sapete cosa costano realmente queste energie (compresi i sussidi statali)? La richiesta energetica tende a diminuire? La Germania punta al 100% e ,la notte senza vento che fa? E d’inverno quando ci sono molte giornate coperte; pensate davvero ad un accumulo di tanta energia? Avete solo la più vaga idea di come l’energia si accumula?
    Il nucleare è sconveniente? Infatti il costo dell’Uranio tende a crescere esponenzialmente (e guarda caso si fa vedere un digramma cge finisce nel 2007 quando l’U era a 130$/lb ma si dimentica che due anni dopo era risceso a 45$/lb; e che con un Kg di uranio arricchito (costo inferiore a 2000€/Kg si ottengono 750.000 KWh di energia; fate il conto per sapere cosa costa un KWh di energia per il combustibile)

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