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Nicola Cosentino, Forza Italia e la Camorra, patto per un disastro ambientale

Nicola Cosentino. E’ bene ripeterlo questo nome. Egli viene citato nelle confessioni di Gaetano Vassallo, l’imprenditore legato sia alla Camorra che a Forza Italia e che, con complicità e appoggi di vario tipo e di vario livello, ha di fatto “avvelenato” una regione, la Campania, per 20 lunghissimi anni, dal 1987 al 2008. Confessioni raccolte dai due giornalisti de l’Espresso Gianluca Di Feo ed Emiliano Fittipaldi, e pubblicate sul numero in edicola del settimanale.

 
E’ bene ricordare anche che Nicola Cosentino, già cocordinatore regionale di Forza Italia in Campania, è attualmente sottosegretario di Stato all’ Economia e alle Finanze nel Governo di Silvio Berlusconi.
Tra le complicità e gli appoggi denunciati da Gaetano Vassallo a livello politico spiccava proprio quella di Nicola Cosentino, che avrebbe svolto la funzione di controllore della società ECO4 dei fratelli Orsi, Sergio e Michele.
 

Michele, il “Salvo Lima della Camorra”, come lo ha definito Roberto Saviano, fu ucciso a Casal di Principe a giugno, pochi giorni dopo aver preso la decisione di raccontare ai magistrati della direzione distrettuale Antimanfia tutto quello che sapeva sullo smaltimento dei rifiuti e sulle connivenze tra politica e mafia nella zona di Mondragone, dopo quanto già raccontato in precedenza e che costituiva parte integrante di un’inchiesta che aveva già prodotto arresti eccellenti. Politica e mafia. Cosentino e la Mafia. Una relazione che ricorre spesso, anche nella confessione di Gaetano Vassallo, egli stesso tesserato di Forza Italia, che racconta di come lo stesso Cosentino abbia ricevuto una volta una busta con una tangente di 50mila euro da parte di Sergio Orsi. E di come il boss Berando Cirillo, in un’altra occasione avesse parlato di Cosentino come uno dei “rappresentanti del Clan Bidognetti” da appoggiare in occasione della sua candidatura alla provincia negli anni ’80. L’ordine di organizzargli un incontro elettorale veniva proprio da Francesco Bidognetti, “lo zio”, condannato all’ergastolo nel processo Spartacus.
 
Successivamente Cosentino, pedina politica nelle mani della Camorra, dovette adeguarsi alle scelte strategiche, volte per lo più al controllo territoriale, che venivano fatte dai clan dall’alto e quindi fu costretto ad “avvantaggiare solo il gruppo Schiavone” al posto di quello dei Bidognetti, nel grande affare della spazzatura, come denuncia ancora Vassallo.

C’è da dire che sia Nicola Cosentino che Sergio Orsi, (attualmente sotto protezione dopo l’omicidio del fratello, al quale però era stata negata la scorta) hanno smentito in due dichiarazioni separate i fatti raccontati dal Vassallo. Nicola Cosentino ha detto che si dimetterà soltanto se la magistratura accerterà che egli abbia commesso realmente i reati dei quali è accusato. Parole non nuove in Italia. Intanto potrebbe continuare a fare il politico per anni.

Ma ci sono troppe coincidenze e particolari che non possono non far sorgere dubbi. In primo luogo l’omicidio di Michele Orsi e il mistero della sua scorta negata. Le prime dichiarazioni di Orsi hanno permesso l’inchiesta che poi condusse in carcere il presidente del consorzio Ce4, Giuseppe Valente e alcuni consiglieri comunali di Mondragone e nella quale compariva come indagato lo stesso sindaco di Mondragone Ugo Conte, e il deputato di AN Mario Landolfi, nome che appare anche nelle dichiarazioni di Gaetano Vassallo (Qui il dossier della Guardia di Finanza).

Poi la stessa perquisizione effettuata nelle abitazioni dei due giornalisti autori dell’inchiesta e nella sede de l’Espresso dalla Guardia di Finanza, dopo la pubblicazione del dossier, perquisizione che la redazione del settimanale ha giudicato come una “minaccia alla libertà di stampa e una violazione palese della recente sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo, che sancisce la tutela del diritto di cronaca e di critica”.
 
Intanto non era un mistero per nessuno che nel casertano la spazzatura fosse diventata un affare di primo livello al quale, chi più chi meno, partecipava. La confessione di Vassallo, al di là dei nomi (alcuni dei quali come quello di Cosentino meritevoli di memoria) e dei fatti, va letta soprattutto per capire come e chi in 20 anni ha trasformato la regione Campania non solo in un enorme discarica a cielo aperto, ma soprattutto in un deposito di veleni e sostanze chimiche pericolosissime, sopra le quali sono state versati cumuli e cumuli di rifiuti, legalmente e non.
 
Esiste il reato di disastro ambientale nel nostro paese che però non rende giustizia né al territorio né alle vittime inconsapevoli che lo abitano e che chissà quali conseguenze hanno subito, subiscono e subiranno sulla loro salute da un tale sistematico, criminale e continuativo avvelenamento di aria, acqua e suolo. Si tratta di un crimine ignobile perpetrato ai danni di una popolazione, che per troppo tempo è stata vittima di politici corrotti, malviventi, imprenditori del Nord, e affaristi senza scrupoli. Una popolazione che quando decide di alzare la testa e protestare, come sta facendo in questi mesi, viene intimorita con l’esercito per le strade da quello stesso governo che localmente Nicola Cosentino rappresenta.
 

Commenti all'articolo

  • Di nick ( Com.Pop. No Inceneritore zona est) di Napoli (---.---.---.67) 15 settembre 2008 18:23

    il savianismo in questi ultimi tempi a me non piace.
    mi spiego! l’impostazione di Saviano con il suo libro, dà spazio a una logica pericolosa: se non esiste la camorra in questo sistema economico- sociale tutto va bene, lo smaltimento dei rifiuti, il lavoro, le abitazioni, etc..
    ma non è così. dovremmo riprendere ancora una volta a leggere saggi di autori marxisti, per comprendere che non è così. bensì nel sistema attuale basato sulla produzione di merci, sulla proprietà di pochi e sullo sfruttamento della forza lavoro di molti, in quasi tutto il pianeta, non non esistere corruzione, sopraffazione, estorsione, arricchimento e lavoro nero. quindi non può esistere un metodo di raccolta e smaltimento dei rifiuti pulito, pulito vuol dire sia in termini economici, ove nessuno può speculare e può trarne profitti, e un metodo pulito nel vero senso della parola, cioè che non inquina l’ambiente e non distrugge lentamente la salute di uomini, donne, animali e piante.
    l’autrice dell’articolo cade anche lei nel savianismo. prima di tutto non è possibile pulire la politica dalla corruzione e dalla speculazione, in questo stesso sistema. lo stesso processo di raccolta e smaltimento dei rifiuti lo dimostra. quello che si accingono a creare il governo e le giunte locali di centrosinistra in Campania, con l’ultimo decreto varato da Berlusconi e soci, non è altro che la legalizzazione dei danni che nel recente passato ha fatto la cosiddetta camorra con le discariche e gli inceneritori abusivi. se andiamo a vedere cosa dice l’ultimo decreto, nella parte che descrive quali rifiuti bisogna gettare nella discarica di Chiaiano, allora ci accorgiamo che secondo lostesso codice Cer sono anche rifiuti speciali che tanto hanno fatto male alla nostra ex Campania Felix e alla salute degli umani e degli animali che ci vivono su questa terra.
    quindi si conferma il marciume del sistema in sè. non si può pulire con la stessa logica delle fasi precedenti. dopo tangentopoli tutti abbiamo creduto che le cose stessero per cambiare, nella vita politica, nella sfera economica, in quella sociale e nella vita quotidiana di ognuno e ognuna di noi. ma le cose non sono andate così. hanno attuato uno svecchiamento politico del personale non più adeguato alla gestione attuale della società e nello specifico non più adeguato alla gestione dell’economia della fase attuale, attraversata da una crisi epocale che forse non ha precedenti.
    l’emergenza rifiuti in Campania è solo una facciata di questo sistema ormai marcio.
    l’unica possibilità è l’organizzazione popolare nelle decisioni che dovranno attraversare la nostra vita quotidiana, dalla sfera della economia e quindi del lavoro, dei servizi essenziali per la vita, quali la sanità, l’istruzione e itrasporti, fino al processo di ultimo consumo dei rifiuti.
    l’esperienza di Chiaiano, e quindi la feroce repressione con la polizia e con l’esercito, non ci possono fermare nel pensare alla nostra potenzialità di motore trasformatore unico di una società marcia nella sua natura.
    manca sicuramente qualcosa nelle lotte di Chiaiano, di Vicenza con il No Dal Molin, il No Tav, nelle lotte dei lavoratori dell’Alitalia e degli altri lavoratori negli ultimi anni, ma non confido nella resa, anzi...miglioreranno le capacità popolari di imporre l’autodecisione politica soprattutto. miglioreranno con una indipendenza politica dalla classe politica dirigente.
     

    • Di paolo (---.---.---.126) 15 settembre 2008 22:58

      Non sono daccordo sul fatto che il savianesimo come da te riportato sia genericamente negativo.
      Nonsono daccordo che dove ci sia un profitto (come nella raccolta dei rifiuti) debba esserci per forza un atteggiamento sbagliato allora dovremmo tenerci in tutto il mondo i rifiuti in casa.
      Il fatto è che il sistema centrale di conrollo in Campania come in molte altre regioni è in mano a politici collusi con le organizzazioni criminali in una fitta rete che arriva fin dentro ai piccoli comuni, pertanto sradicare questo cancro che colpisce tutta la nazione richiederà decenni, forse noi non lo ricorderemo.
      Ricordati che anche nei vecchi sistemi fondati sulle filosofie marxiste esisteva la corruzione, tanto che i dirigenti politici appartenenti ai regimi comunisti erano quelli che avevano i privilegi per il raggiungimento delle cariche importanti, mentre a chi non era di quella classe non aveva diritto a niente neanche alla sopravvivenza. Dimmi dov’è la differenza.

  • Di verita’ (---.---.---.187) 23 settembre 2008 22:58

    Io penso che Nicola Cosentino e Luigi Cesaro si debbano dimettere. e’ scandaloso che il pdl li abbia come dirigenti. perche’ non circondiamo via dell’umilta’? 
     

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